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11 PUNTI PER UNA NUOVA SINISTRA. DI CLASSE E ANTICAPITALISTA

La sinistra tutta sta discutendo della sconfitta, spesso in modo scomposto, opportunista o con ipotesi "nuoviste" e dissolutorie. Per parte nostra vogliamo provare a offrire una riflessione di merito, indicando quali sono, secondo noi, prima ancora che i contenitori o le formule le idee su cui deve camminare la costruzione, da capo e su basi realmente inedite, di una nuova sinistra.

1.La perdita della rappresentanza parlamentare costituisce il culmine del fallimento della sinistra italiana, dopo la fine del vecchio Pci. A essere spazzata via è stata l'illusione di poter vivere di rendite elettorali, senza un radicamento autentico, senza progetto, con un vecchio modello di partito non più in grado di conquistare la sua posizione nel corpo sociale. Non si può escludere che la sinistra recuperi in altre scadenze elettorali almeno parte dei voti persi. Non sarebbe per questo cancellata la sconfitta, figlia di un patrimonio di voti senza radici e senza sostegni nel lavoro subalterno e nella società. Una nuova sinistra si ricostruisce innanzitutto azzerando i vecchi gruppi dirigenti, responsabili della disfatta, ma soprattutto iniziando a comprendere perché malgrado l'evidenza del problema da risolvere, non solo esso non viene risolto ma si manifesta con maggiore gravità a ogni svolta della vicenda politica italiana. [continua]

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PRC, FERRERO BATTE GIORDANO MA HA BISOGNO DI GRASSI. DAL 17 AL 20 LUGLIO IL CONGRESSO STRAORDINARIO

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Il Cpn finisce con quattro documenti: quello Ferrero-Grassi ottiene 98 voti, 70 vanno a Giordano, 16 all'Ernesto e 5 a F&M. 14 astenuti sull'appello di Deiana

nostro servizio
L'era Bertinotti sembra essere finita in Rifondazione comunista. Non è certo che quello che sta per cominciare sia però meglio. Al Cpn del partito, infatti, la nuova area capitanata da Paolo Ferrero, già ministro del governo Prodi, ha "battuto" la maggioranza rimasta fedele al presidente della Camera per 98 a 70. Ma la vittoria non ha prodotto una maggioranza assoluta del parlamentino Prc e in più, per realizzarsi, ha dovuto usufruire dell'alleanza con l'area di Claudio Grassi, storicamente distante dagli uomini di Ferrero. [continua]

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D'ANGELI (SINISTRA CRITICA), A SINISTRA SI DIMETTANO TUTTI. LA RICOSTRUZIONE SARA' UN PROCESSO LUNGO

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(AGI) - Roma, 19 apr. - "Devono andare tutti a casa ! La Sinistra si ricostruisce a partire dal conflitto e dai movimenti. E con una nuova generazione politica". Lo dice in una nota Flavia D'Angeli, che ha corso come candidata premier della Sinistra Critica alle elezioni del 13 e 14 aprile. [continua]

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D'ANGELI: DA BERTINOTTI AUTOCRITICA FUORI TEMPO MASSIMO

Tenta solo di limitare danni e senza chiedere scusa a Turigliatto

Roma, 6 apr. (Apcom) - "Nel tentativo di limitare i danni del voto Fausto Bertinotti esprime per la prima volta, oggi sul manifesto, l'autocritica sui limiti e gli errori del governo Prodi. Finalmente, si potrebbe dire, visto che quella critica è la stessa che ha animato la nostra battaglia nel Prc e la nostra attività parlamentare nei confronti del governo. Ma non possiamo rilevare allo stesso tempo che si tratta di un'autocritica fuori tempo massimo e che odora di iniziativa elettorale". Lo afferma in una nota Flavia D'Angeli, candidata premier di Sinistra Critica. [continua]

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"QUESTO E' IL TEMPO DELLA SEMINA. FAREMO OPPOSIZIONE OVUNQUE"

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Liberazione intervista Flavia D'Angeli

di Laura Eduati
Flavia D'Angeli, 34 anni, due figli, professoressa precaria di lettere, candidata per Sinistra critica, movimento-associazione fuoriuscito da Rifondazione per ricostruire «una sinistra di classe e anticapitalista». Alla prospettiva di un magro successo elettorale, risponde: «Questo è il tempo della semina, non del raccolto». E, assicura, non seguirebbe mai Diliberto nella «famigerata costituente comunista» che il leader del Pdci vuole organizzare dopo il voto del 13 aprile, lasciando la Sinistra l'Arcobaleno: «Diliberto vuole salvarsi l'anima aggrappandosi alla falce e martello, ma non ha nessuna credibilità». [continua]

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COMUNALI: ROMA; SINISTRA CRITICA, IN LISTA DONNE E PRECARI

(ANSA) - ROMA, 7 MAR - E' stata presentata ufficialmente oggi la lista di Sinistra Critica al Comune di Roma: circa la meta' dei candidati sono donne, ci sono poi molti lavoratori impegnati nelle lotte nei luoghi di lavoro, giovani precari e studenti. [continua]

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A SINISTRA DELLA SINISTRA

E.S. (da aprileonline.info)

Franco Turigliatto presenta le liste di Sinistra Critica e lo fa a Milano, dato che nella circoscrizione Lombardia per il Senato il suo nome è in cima alla lista, mentre alla Camera (sempre in Lombardia), capolista è Luigi Malabarba, seguito da Flavia D'Angeli, il candidato premier del partito. [continua]

La proposta di Sinistra Critica alle elezioni

Una sinistra che fa quello che dice
Con Franco Turigliatto per Flavia D’Angeli presidente

Negli ultimi quindici anni hanno governato tutti, ma proprio tutti: da Prodi a Berlusconi da Santanché a Bertinotti. I risultati per lavoratori, lavoratrici, giovani, donne sono stati disastrosi. Peggioramento delle condizioni di vita, fatica ad arrivare a fine mese, limitazione dei diritti civili, aumento delle guerre, devastazione ambientale. [continua]

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Intervista a Bertinotti: "Questo Pd può vincere"

«Discutibile la scelta di Veltroni. Ma ci consente di fare di necessità virtù e spazza via le ambiguità»

ROMA — Alle 11.30, seduto sul divano del suo studio alla Camera sotto una magnifica tela di Sironi, Fausto Bertinotti sfoglia le agenzie di stampa e si vede che è contento per com'è andato l'incontro tra Veltroni e i segretari della sinistra. «Bene, molto bene. Vede cosa dice Mussi? "Parte la sfida". E le stesse parole usa Diliberto. Perfetto. Ci abbiamo messo un po', ma finalmente siamo arrivati». [continua]

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L'ARCOBALENO FA LA LISTA UNITARIA MA NON TROVA IL SIMBOLO. TUTTI DA VELTRONI PER CHIEDERE UN ACCORDO DI PROGRAMMA

falce e martello

Niente strette di mano né sorrisi, problemi affidati a due «gruppi di lavoro». Il Pdci ottiene un rinvio sulla falce e martello. Il Prc incassa il sì a Bertinotti. Mussi va a «vedere le carte» del Pd per l'estremo «confronto programmatico». Tra poco più di 1600 ore si vota

Matteo Bartocci (il manifesto) [continua]

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