terza

NO A LICENZIAMENTI E RISTRUTTURAZIONI, CONTRO IL GOVERNO MONTI, SOSTENIAMO LO SCIOPERO DELL'USB!

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Il governo Monti indossa guanti bianchi, ma impugna il machete per colpire fino in fondo le classi popolari, trasferendo, come prima e più di prima, la ricchezza prodotta da chi lavora ai profitti della grande borghesia finanziaria e industriale.

Se il governo del padrone Berlusconi aveva massacrato i lavoratori con i tagli della spesa pubblica, dei servizi sociali, dei diritti, delle pensioni e dei salari, il governo Monti fa piazza pulita di quel poco che restava con il massacro finale delle pensioni, la privatizzazione dei servizi. con le tasse dirette e indirette (2.000 euro all’anno di costo in più per ogni famiglia),
Monti massacra non solo la classe lavoratrice, ma le classi medio basse con misure che peggiorano la qualità del loro lavoro e dei loro redditi, introducendo in tutti i settori la giungla capitalista: tutti contro tutti. “Dividi e dominerai” dicevano gli antichi romani: è quello che fa Monti per garantire le rendite alla classe padronale.

Il governo ha ora lanciato l’ultimo attacco ai diritti dei lavoratori: la ministra Fornero imbroglia le carte ma gli obbiettivi finali sono: cancellare o aggirare l’articolo 18 (un sacrosanto elemento di civiltà sociale), ridurre le tutele garantite dalla cassa integrazione, deresponsabilizzare le aziende che ristrutturano della sorte futura dei loro dipendenti, lasciati a se stessi, o, nel migliore dei casi, a un miserevole sussidio di disoccupazione. [continua]

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LIBERTA’ E GIUSTIZIA PER I POPOLI ARABI CONTRO REPRESSIONE E VIOLENZE IN SIRIA ED EGITTO

ROMA GIOVEDI’ 2 FEBBRAIO

ORE 18

IN VIA OSTIENSE 152, nel Salone della CdB S. Paolo

LIBERTA’ E GIUSTIZIA PER I POPOLI ARABI

CONTRO REPRESSIONE E VIOLENZE IN SIRIA ED EGITTO

CONTRO OGNI INTERVENTO MILITARE DIRETTO ED INDIRETTO NELL’AREA

Intervengono:

Ossamah Al Tawil (Coordinamento Siriano per il Cambiamento Democratico), Nino Lisi (Per non dimenticare Gaza), Fabio Marcelli (Giuristi Democratici), Germano Monti (Freedom Flotilla Italia), Loretta Mussi (Un ponte per…), Fabio Ruggero (Sinistra Critica)

Modera: Enzo Mangini - giornalista

dall’Appello “Libertà e giustizia per i popoli arabi"

Siamo contro qualsiasi intervento militare in Siria sia perché il recente precedente libico ha mostrato le sofferenze, i morti causati dalla Nato per “proteggere” i civili, l’indegno gioco sulla pelle delle popolazioni, sia perché qualsiasi intervento straniero sottrarrebbe alla popolazione siriana e alle forze democratiche e rivoluzionarie il controllo sul futuro del loro paese e la sua sovranità, rendendolo prigioniero degli interessi delle grandi potenze e/o delle potenze regionali. [continua]

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MOZIONE FINALE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE DEL 14- 15 GENNAIO

Il Coordinamento nazionale di Sinistra Critica riafferma il giudizio sulla fase politica già assunto.

I provvedimenti votati dal governo Monti-Napolitano e quelli in preparazione confermano l'estrema pericolosità politica e sociale dello stesso governo: sul piano sociale per le conseguenze delle sue politiche (pensioni, attacco ai diritti, riduzione del potere d'acquisto, licenziamenti, privatizzazioni ecc....) e sul piano politico per l'attacco alla democrazia (tradendo il voto referendario del 12 giugno, progettando la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio e la riduzione dei controlli e la facilitazione degli appalti per le grandi opere...).

È la natura stessa del governo Monti-Napolitano a rappresentare un pericolo perché questo esecutivo non vuole e non potrà essere una semplice - per quanto dannosa - parentesi, ma condizionerà il quadro politico e il tessuto politico e sociale del paese negli anni a venire.

Le politiche e la natura stessa del governo Monti-Napolitano non sono un episodio solamente italiano - ma sono in linea con la tendenza che attraversa tutti i paesi dell'Unione Europea, che a loro volta rimanda a un processo di ridisegno delle relazioni e della divisione dei poteri a livello globale.

Di fronte alla globalità dell'attacco alle condizioni di vita e alla partecipazione politica e sociale si sono manifestati in moltissimi paesi fenomeni di mobilitazione sociale, politicizzazione e radicalizzazione - sfociati nelle proteste dei vari «indignados», nelle rivolte/rivoluzioni arabe e nelle esperienze «Occupy» che hanno messo al centro la questione della democrazia, della partecipazione e della trasformazione di un'economia che oggi serve «l'1%» della società contro le vite del 99%. [continua]

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Basta con la repressione in Siria, libertà’ per i popoli arabi contro ogni intervento militare straniero diretto e indiretto.

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Il bisogno di libertà e la tenace lotta per la giustizia delle donne egli uomini del nord Africa e del medio oriente non si ferma. Ancora nelle piazze dell’Egitto e della Siria – come in altri paesi arabi - migliaia di persone manifestano per mettere fine a regimi autoritari e illegittimi; ancora le cosiddette “forze dell’ordine” uccidono, reprimono, cercano di fermare le rivolte per la giustizia, la libertà, la dignità.

In particolare in Siria, il regime di Bashar El Assad da mesi sta reprimendo con violenza le manifestazioni dell’opposizione.

Migliaia di morti documentati da testimoni indipendenti, filmati autoprodotti, giornalisti non legati a testate “embedded” al regime (o a qualche altro interesse straniero); migliaia di arresti di dissidenti, ammessi dallo stesso regime; repressione della libertà di stampa, compresi omicidi e pestaggi di giornalisti, vignettisti, esponenti di organismi di difesa dei diritti umani; applicazione costante dello stato di emergenza malgrado la promessa di una cancellazione mai di fatto avvenuta.

La legittimità del regime baathista è da tempo finita e non è possibile sostenerla sulla base degli schieramenti internazionali e nella regione. [continua]

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Basta con la repressione, solidarietà ai compagn@ di Brescia.

Questa mattina alle ore 6,00 agenti della DIGOS e della squadra mobile, mandato della procura alla mano, hanno perquisito le abitazioni di 5 attivisti del movimento bresciano - 3 studenti medi appartenenti al Kollettivo Studenti in Lotta, 1 attivista del centro sociale Magazzino 47 ed un dirigente di Sinistra Critica e collaboratore di Radio Onda d'Urto.

Il mandato di perquisizione dice testualmente: “poichè i soggetti in questione, con particolare riferimento a …...., sono tra i fomentatori dei disordini che si stanno verificando a Brescia, anche con riferimento alla nota vicenda dello sfratto del Magazzino47, sono da ritenere socialmente pericolosi e, quindi vi è fondato motivo di ritenere che questi possano occultare armi da utilizzare nelle manifestazioni che si prevedono anche in merito alla contestazione alla manovra economica del governo.....” (sottolineature nostre).

Alla fine sono sono stati sequestrati pericolosissimi computer, macchine fotografiche, videocamere, telefoni cellulari, caschi da motociclista e da sci, pompe di bicicletta, adesivi. E la Questura ha vantato i «risultati positivi" delle perquisizioni, che avrebbero raggiunto gli obiettivi prefissati - affermazioni che in alcuni organi di stampa hanno portato a parlare di «armi ritrovate".

Alla gravità dell'episodio si aggiunge il vergognoso ripristino di terminologie e pratiche già viste diverse volte nel nostro paese: ancora dobbiamo sentire parlare di «pericolosità sociale» di militanti politici conosciuti e che agiscono pubblicamente e in movimenti collettivi? Ancora dobbiamo sopportare la provocazione della criminalizzazione di ogni comportamento di opposizione radicale, tirando fuori dal cappello la «possibile» occultazione di armi? [continua]

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Programma Seminario Giovani di Sinistra Critica 6-7-8 Gennaio

Venenerdì 6 gennaio
POMERIGGIO
ore 15.30
Formazione: Le nuove forme di soggettivazione e chi è coinvolt@.
Relatore: Danilo Corradi

ore 18.30
Riunione studenti/esse di Sinistra Critica

Sabato 7 gennaio
MATTINA
ore 9.00
Formazione: Discussione a partire dal testo Inventare l'ignoto. A partire dal testo di Marx e Engels, una relazione sulle forme di democrazia radicale e di organizzazione dei movimenti degli ultimi tempi.
Relatore: Felice Mometti

ore 12.00
Riunione donne

POMERIGGIO
ore 15.30
Formazione: Austerity e nuovo patriarcato
Relatrice: Cinzia Arruzza [continua]

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BASTA CON LA REPRESSIONE IN EGITTO E IN SIRIA LIBERTA’ PER I POPOLI ARABI

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Il bisogno di libertà e la tenace lotta per la giustizia delle donne egli uomini del nord Africa e del medio oriente non si ferma. Ancora nelle piazze dell’Egitto e della Siria – come in altri paesi arabi - migliaia di persone manifestano per mettere fine a regimi autoritari e illegittimi; ancora le cosiddette “forze dell’ordine” uccidono, reprimono, cercano di fermare le rivolte perla giustizia, la libertà, la dignità.

In Egitto migliaia di giovani donne e uomini manifestano da diverse settimane nelle piazze centrali del Cairo per portare avanti i principi e gli obiettivi della rivoluzione, che non vogliono si limiti ad una “democrazia sotto tutela” con uno scambio politico tra la Fratellanza musulmana e le forze armate che di fatto governano (anche l’economia del paese). Intanto proseguono scioperi in diversi settori (importante quello dei trasporti pubblici).

A queste manifestazioni l’esercito egiziano ha riposto con una brutale violenza che ha portato ancora a decine di morti e migliaia di feriti – cercando di isolare le/i giovani rivoluzionari/e e di contrapporre loro una rinnovata emergenza per “riportare l’ordine”. [continua]

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Per dire no al debito, per dire no al governo Monti!

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Per dire no al debito e no al governo Monti” il 17 dicembre al teatro Tendastrisce di Roma, si terrà la seconda Assemblea nazionale del Coordinamento No Debito, nato l'estate scorsa su iniziativa di lavoratori che operano nel sindacato, nella politica e nel sociale ed alla quale hanno poi aderito anche soggetti sociali e politici collettivi.

Uno spazio politico pubblico che fa del non pagamento del debito un obiettivo che intende salvaguardare il reddito e le condizioni dei popoli di tutta l'Europa- spiegano in una nota gli organizzatori-che vuole costruire un’opposizione al governo della BCE e della finanza internazionale, a questa Europa che fa gli interessi delle banche e che impone sacrifici a milioni di persone.
L’analisi condivisa dal coordinamento è che il governo Monti con la sua manovra del 4 dicembre ha operato una sostanziale aggressione contro i ceti popolari, le lavoratrici e i lavoratori del paese.
Il sistema pensionistico-chiarisce il coordinamento- ha subito uno stravolgimento epocale in cui lavoratori e le lavoratrici anziane saranno costretti al lavoro 1-2-3, fino a 6 anni in più, per arrivare più tardi a pensioni più basse. I pensionati sono lasciati indifesi nei confronti di un’inflazione che tende a crescere (è già al 3,5%). I giovani, che seppure sono presentati come i beneficiari della manovra, troveranno sempre più i posti di lavoro occupati da anziani a cui è vietato andare in pensione. [continua]

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I SEMI DELL’ODIO GERMOGLIANO....

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L’Italia non è un paese razzista, le sue leggi e le sue istituzioni invece lo sono.

Qualche giorno fa un gruppo di “bravi cittadini” di Torino (con la presenza della presidente della circoscrizione e segretaria del PD torinese) ha pensato bene di vendicare un inventato stupro contro una “donna italiana” andando in corteo a bruciare un campo Rom situato nel quartiere.

L’altro giorno a Firenze un neonazista italiano – ovviamente subito derubricato a “folle” – ha sparato su ragazzi senegalesi che vendevano al mercato, uccidendone due di loro e ferendone altri.Ma non c’è nulla di cui stupirsi, purtroppo. Dopo anni di razzismo istituzionale si vedono i frutti velenosi. In questo paese ci sono forze politiche di destra (dalla Lega al Pdl) che sui provvedimenti razzisti e xenofobi hanno costruito una parte importante delle loro fortune elettorali; c’è il principale partito di “opposizione” che ha inseguito la retorica della “sicurezza, del controllo, della tolleranza zero” fino ad applicare nelle diverse città (Firenze compresa) ordinanze che discriminano i migranti e impediscono la loro libertà di circolazione; e c’è una destra radicale che ha rialzato la testa e si permette le sue scorribande razziste e fasciste, spesso protetta e coccolata dallo stesso Pdl che fornisce sedi, coperture istituzionali, patrocini. Vogliamo la chiusura immediata delle sedi neofasciste – in particolare di Casa Pound, che riceve da anni sostegni diretti e indiretti dalle istituzioni e dai partiti di centrodestra. [continua]

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LETTERA APERTA alle/ai promotori della petizione “Siria No war”

Carissime/i amiche e amici di Peacelink,

abbiamo ricevuto da diverse persone che stimiamo la richiesta di firmare l’appello da voi proposto contro qualsiasi intervento militare in Siria. Abbiamo deciso – singolarmente e come organizzazione politica – di non aderire al vostro appello e vogliamo brevemente spiegarvene i motivi.

Naturalmente siamo contrari a qualsiasi intervento straniero in Siria, così come lo eravamo contro quello in Libia (lo dimostrano i nostri comunicati già dallo scorso febbraio e marzo e le manifestazioni che abbiamo contribuito a organizzare il 20 marzo a Milano e il 2 aprile in diverse città), pur condividendo le ragioni di chi nel febbraio si era ribellato al regime di Gheddafi..

Non condividiamo invece in alcun modo le motivazioni che sostenete nella petizione e soprattutto riteniamo sbagliato e inefficace rispetto lo stesso obiettivo che si prefigge l’appello tacere della repressione che il regime siriano compie da sempre e in particolare in questi ultimi mesi contro la rivolta popolare. E questo è il secondo motivo di disaccordo: il vostro appello sottolinea decisamente il carattere “etrerodiretto” e “autoproclamato” della rivolta siriana: non siamo assolutamente d’accordo. [continua]

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