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BASTA REPRESSIONE, SOLIDARIETA' AGLI ARRESTATI! SIAMO TUTT@ NO TAV!

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Un'operazione di polizia è scattata all'alba in tutta Italia per l'esecuzione di oltre 30 ordinanze di custodia cautelare in relazione agli incidenti avvenuti lo scorso 3 luglio in Val Susa contro la linea ferroviaria Tav Torino-Lione. I reati contestati sono lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale per gli incidenti al cantiere della Tav di Chiomonte (Torino). Le ordinanze sono state emesse dal Gip di Torino, Federica Bompieri, su richiesta del Procuratore aggiunto Andrea Beconi, nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Questura del capoluogo piemontese. La notifiche delle ordinanze è in corso in varie città italiane, da Palermo a Trento; il maggior numero di provvedimenti riguarda persone residenti in Piemonte (Ansa)

Ancora una volta la repressione colpisce uno dei movimenti più imponenti e partecipati degli ultimi anni, capace più volte di bloccare la costruzione di un’opera dannosa e totalmente inutile come la Tav.Come giustamente dicono alcuni esponenti del movimento No Tav l’operazione mira a far passare il movimento come una frangia estremista avulsa dal territorio, ma è anche un attacco a tutti gli altri movimenti che mirano a difendere i propri diritti e che vedono nella No Tav un punto di riferimento. [continua]

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VIA IL GOVERNO BERLUSCONI!!! … E POI?

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Vogliamo essere chiari fin dall’inizio: la caduta, meglio la cacciata, del governo Berlusconi e la fine della carriera politica del presidente del consiglio sono obiettivi sacrosanti. Punto.

Questo governo rappresenta e ha rappresentato la faccia feroce e immorale delle politiche liberiste, un governo che non conosce le regole democratiche e ha costruito le fortune di imprese e personaggi amici sul taglio delle spese sociali e del livello di vita di milioni di donne e uomini. Per questo la sua caduta è una liberazione e un’occasione per le classi popolari e per la democrazia del nostro paese.

Ma…

Non ci interessa minimamente il dibattito sulla composizione istituzionale della crisi di governo: governo tecnico, governo “traghettatore”, governo di larghe intese e altre amenità…

Ci interessa molto, invece, comprendere cosa si sta preparando per lavoratrici e lavoratori, giovani,precarie/i di questo paese. [continua]

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Bari, Terra di lotte migranti

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Una volta concessi i permessi di soggiorno temporanei, trovata la soluzione tampone da parte del Governo all’”emergenza tunisini”, nell’aprile scorso sulla tendopoli di Manduria si sono spenti i riflettori dei media. La vita di quei migranti, però, è continuata non solo verso la Francia, ma per molti anche in Italia alla ricerca di un lavoro per costruirsi una vita dignitosa. Nelle settimane successive nella tendopoli sono arrivate altri migranti africani, questa volta provenienti dalla Libia, dove o sono stati rinchiusi nei Lager degli Accordi tra l’Italia e Gheddafi oppure hanno vissuto e lavorato lì per diversi anni, costretti ora a scappare dalla guerra e dall’assedio delle forze della Nato.
Le diverse pressioni dei comitati antirazzisti insieme alla gestione precaria della tendopoli hanno costretto le autorità governative a smistare i nuovi arrivi da Manduria verso il Cara di Bari (così come quello di Crotone e Foggia), dove appena dopo qualche settimana sui migranti si sono riversate decine di dinieghi della Commissione territoriale per il rilascio dell’asilo politico.
Le prime proteste al Cara di Bari sono iniziate il 13 maggio scorso quando in quasi duecento hanno occupato i binari delle Ferrovie dello stato e della Bari nord per più di quattro ore. [continua]

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Mozione finale del Coordinamento Nazionale di Sinistra Critica - 25/26 giugno 2011

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Il risultato delle elezioni amministrative e soprattutto dei referendum ha rappresentato un vero e proprio terremoto del quadro politico. L’indignazione italiana si è espressa con una partecipazione massiccia e una voglia di sanzionare il governo Berlusconi. Quella che abbiamo di fronte, lo vogliamo dire nettamente, è una domanda di democrazia e di futuro che si esprime in forme diverse, certamente con limiti, contraddizioni, possibilità di rinculo e di delusione.
Particolarmente importante la vittoria referendaria, che ha mostrato una forte partecipazione dal basso – favorita dai nuovi mezzi di comunicazione, ma che ha saputo utilizzare quelli tradizionali (passaparola) e che si è espressa molto oltre i confini dei partiti (soprattutto il PD che in un primo momento ha cercato di frenare la spinta referendaria).
La difesa del pubblico contro il privato, agita con così netta determinazione e da una fetta di popolazione che trascende lo stesso elettorato del centrosinistra, è la prima risposta collettiva alla crisi e mostra la consapevolezza di un sistema alle corde. Da qui a dire che un’alternativa è alle porte ce ne corre (l’ideologia del “privato è bello” è solo incrinata e non è ancora idea alternativa di “pubblico”). L’alternativa rischia piuttosto essere ancora una volta il Pd e centrosinistra, che non rappresentano evidentemente un’alternativa al capitalismo. [continua]

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Verso le prossime elezioni amministrative: Unità e radicalità

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Di seguito l'editoriale uscito sull'ultimo numero di Erre in merito al posizionamento di Sinistra Critica alle prossime elezioni amministrative.

E' un quadro politico del tutto sfilacciato quello in cui si stanno preparando le elezioni amministrative di metà maggio. Il governo di Silvio Berlusconi sembra un “morto che cammina”, preda di una crisi di prospettiva che sta incubando progetti politici differenti al suo interno e che sembra trovare unità politica solo nelle misure parlamentari di protezione del presidente del Consiglio: processo breve, conflitto di attribuzione sul “caso Ruby”, riforma della giustizia, etc. Per il resto, esistono linee diverse, probabilmente interessi sociali diversi, prospettive che al momento convivono ma che, domani, potrebbero portare a un'evoluzione del quadro politico e a una differente geografia. Non è un caso che si assista alla formazione del correntismo interno al Pdl con un'ala che guarda alla Lega e si appoggia al ministro Tremonti, un'altra che si arrocca attorno ad alcuni notabili ex democristiani come Scajola o Formigoni, le “nuove leve” (Gelmini, Alfano, Prestigiacomo, Frattini) che cercano di fare quadrato, gli ex An in preda al panico. Addirittura il ministro del Welfare, Sacconi, illuminato dal papato Ratzinger, è stato sorpreso a cena con il segretario della Cisl, Bonanni e con il “democratico” ex popolare, Giuseppe Fioroni in un incontro dal sapore antico. A rischiarare con il faro della crisi la vita del governo Berlusconi ci sono gli attacchi – se così si possono chiamare – degli ultimi due presidenti di Confindustria, Emma Marcegaglia e Luca Cordero di Montezemolo da due anni in procinto di tuffarsi in politica in attesa del momento buono. E poi c'è lo shock, a lungo atteso e le cui conseguenze non sono ancora del tutto percettibili, rappresentato dall'estromissione di Cesare Geronzi dalla tolda di comando dell'economia e della finanza italiana, con le dimissioni forzate da presidente delle Generali. Un altro segnale dello scricchiolio berlusconiano che su Geronzi ha potuto contare per entrare nei vari “salotti buoni” e rafforzare le proprie postazioni e che oggi perde un puntello importante. E non sarà nemmeno casuale se questo accade anche con il concorso del ministro Tremonti, lieto di spazzare via la vecchia guardia per fare posto a nuovi equilibri che vedono il suo ministero al centro di una nuova galassia finanziaria, grazie anche a nuovi strumenti di interventismo economica (come il Fondo di salvaguardia delle imprese italiane). [continua]

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Contro la crisi, unire le lotte, rafforzare l'autorganizzazione, costruire una nuova sinistra

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Documento conclusivo del Coordinamento nazionale di Sinistra Critica - 19-20 dicembre 2009 (approvato all'unanimità)

1. La situazione politica italiana continua a presentare una instabilità crescente e una crisi di sistema che fa il paio con la più grave crisi sociale ed economica del dopoguerra. [continua]

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