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11 FEBBRAIO: DICIAMO NO AL MODELLO MARCHIONNE E AL GOVERNO MONTI-NAPOLITANO!

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Il governo “tecnico” Monti-Napolitano continua quasi indisturbato a portare avanti il suo programma politico-economico annunciato con chiarezza fin dai primi discorsi in Parlamento e concordato con le principali forze politiche di centrodestra e centrosinistra.

Dopo aver incassato l’approvazione delle manovre di bilancio con l’ennesimo attacco alle pensioni e alle condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori oggi si appresta a portare l’affondo sui temi delle privatizzazioni (pudicamente chiamate “liberalizzazioni”) e della distruzione dei diritti del lavoro

Obiettivo evidente di questi provvedimenti è una maggiore libertà di manovra per banche e imprese in materia di appalti e opere pubbliche, un sostegno diretto ai profitti, una riduzione delle garanzie contrattuali per tutte/i le/i lavoratrici e lavoratori (“garantiti” e precari...) sull’onda di quanto già applicato da Marchionne negli stabilimenti Fiat..

Questi provvedimenti sono ancora più odiosi se letti alla luce dei rapporti che gli stessi enti di ricerca ufficiali fanno circolare.

Pensiamo a quanto scrive l’Ocse nel suo rapporto “Divided we stand”, dal quale risulta che il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede il 45,9 per cento della ricchezza netta familiare totale (era il 44,3 per cento nel 2008). E ancora si legge che “la disuguaglianza dei redditi in Italia è superiore alla media dei Paesi Ocse.... Nel 2008, il reddito medio del 10% più ricco degli italiani era di 49.300 euro, dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 euro) indicando un aumento della disuguaglianza rispetto al rapporto di 8 a 1 di metà degli anni Ottanta”. [continua]

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26 novembre: I movimenti per l'acqua pubblica di nuovo in piazza. Per la democrazia, contro la Bce e il governo Monti

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Sembra sia passato chissà quanto tempo da quando si era tutti in piazza, il 13 Giugno, a festeggiare la vittoria dei SI per i Referendum contro il nucleare e per l'acqua pubblica. D'altronde, la casta del centrodestra come quella del centrosinistra, con l'aiuto delle grandi testate giornalistiche, hanno fatto di tutto per oscurarla. Una vittoria insperata, nata dal basso e quindi ingovernabile perchè capace di ribaltare la logica per cui il bene ultimo deve essere sempre il profitto. E' questo che ha spaventato! Ha spaventato questa voglia di partecipazione, questa voglia di rimettere in discussione la democrazia delegata, questa determinazione a mettere uno stop a un sistema economico pronto a far diventare merce beni necessari per la sopravvivenza. C'è stata una consapevolezza diffusa per cui col referendum non era in gioco solo la critica ad un governo di centrodestra, ma la possibilità di anteporre a logiche speculative il proprio futuro, la propria vita. [continua]

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CHANGE IN TUNISIA - UNO SGUARDO DA VICINO SUL PROCESSO RIVOLUZIONARIO

la rivoluzione è possibile

A mesi di distanza dallo scoppio delle rivoluzioni arabe, durante il seminario nazionale di Sinistra Critica, è nata l'idea di una delegazione che visitasse la Tunisia per documentare la situazione che sta vivendo quel paese, fare autoformazione sul campo e stringere relazioni politiche. Questa delegazione che si è formata nel corso dei mesi si trova attualmente a Tunisi in occasione delle elezioni per l'assemblea costituente che si svolgeranno domenica 23 Ottobre.

Il progetto è quello di osservare per capire, di girare tra la gente, di fare interviste a soggetti politici e ad organizzazioni della società civile, di respirare l'aria di un paese che ha vissuto un momento rivoluzionario e che ora si appresta a gestire e difendere la libertà acquisita. Si è pensato in particolare a produrre un video-documentario come strumento per raccontare e condividere impressioni, dubbi e problematicità. Questo documentario, seppur in forma narrativa, si pone infatti delle prospettive politiche non limitandosi a svolgere il ruolo di mero report.

Già dai primi giorni di viaggio emergono molteplici complessità, di diversa natura e quindi difficilmente sintetizzabili in un unico dibattito.

Siamo di fronte alla prima campagna elettorale democratica in cui numerose ed eterogenee soggettività - si tratta di più di 150 liste - hanno avuto la possibilità e la necessità di esprimersi. Le realtà in campo sono espressione della società civile, di pezzi del sindacalismo o forze politiche organizzate, di cui alcune successive all'apertura dello spazio politico mentre altre sono più o meno eredità del regime. Di conseguenza si è di fronte ad un quadro politico non anallizzabili semplicemente, specie attraverso le categorie politiche occidentali. Le liste si possono suddividere in quelle preesistenti alla rivoluzioni, in quelle che erano clandestine e quelle completamente nuove. Le ideologie variano lungo diversi assi: le questioni sociali ed economiche, le ideologie politiche e le identità religiose. [continua]

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LA RIVOLUZIONE E' POSSIBILE Dalle lotte del Maghreb e Mashrek agli "indignados" la speranza del cambiamento

Si svolgerà a Trevi (Foligno) dal 15 al 18 settembre il tradizionale seminario nazionale di Sinistra Critica, l'università estiva della sinistra italiana.

Dopo le rivoluzioni arabe e l'indignazione spagnola, anche nel nostro paese, il 12 e 13 giugno con la vittoria ai referendum, si è espressa una voglia di partecipazione e di opposizione all'ormai impresentabile governo Berlusconi e alle politiche liberiste. La difesa del pubblico contro il privato conquistata dal "popolo dell'acqua", la supremazia delle nostre vite contro "i loro profitti", dimostrata dal no al nucleare, costituiscono la prima risposta collettiva alla crisi e mostrano la consapevolezza crescente di un sistema alle corde.

Ma dal Nordafrica ci viene detto anche che "la rivoluzione è possibile". E' possibile cambiare questo mondo, questo sistema sociale, questa economia. E' possibile lottare insieme, partecipare collettivamente, prendersi le piazze e spazzare via sistemi politici decotti. Ed è possibile, aggiungiamo noi, immaginare un sistema sociale diverso, alternativo al capitalismo, fondato sulla democrazia diretta, i beni comuni, la dignità, l'autogestione, relazioni internazionali che rifiutano la guerra e fondate sulla cooperazione tra i popoli, le nostre vite contro i loro profitti

E’ attorno a questi temi che si terrà a Trevi (Foligno) dal 15 al 18 settembre il tradizionale seminario annuale di Sinistra Critica, la formazione nata da una scissione di Rifondazione comunista dopo l’espulsione dell’ex senatore Franco Turigliatto.

Saranno presenti esponenti dei movimenti sociali e sindacali, italiani e europei, in particolare gli Indignados spagnoli. Tre giorni di dibattiti in plenaria, workshop per quella che è l’unica “università estiva” della sinistra italiana.

Previsti gli interventi di: Marco Bersani, Giorgio Cremaschi, Flavia D’Angeli, Gigi Malabarba, Eric Toussaint, Miguel Romero, Franco Turigliatto

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LA RICOSTRUZIONE A SINISTRA SI FA CON L’OPPOSIZIONE SOCIALE. LE IDEE E LE PROPOSTE DI SINISTRA CRITICA

Si è riunito domenica 20 aprile il Coordinamento Nazionale di Sinistra Critica per discutere delle elezioni. Questa la sintesi della discussione.

Le elezioni del 13 e 14 aprile segnano la chiusura di un ciclo della sinistra e un’uscita a destra dalla lunga transizione italiana. Le destre capitanate da Berlusconi vincono con i numeri e nella società consolidando un blocco sociale e una presa “culturale” sul paese – regressiva, individualista e intollerante – che costituisce a suo modo una risposta alla crisi economica e ai meccanismi della globalizzazione. Lo stesso voto alla Lega, la vera vincitrice delle elezioni, rappresenta una risposta “radicale e di massa” alla crisi, alle scelte compatibiliste del Pd e una soluzione localistica e tendenzialmente xenofoba che innesta una nuova guerra tra poveri. [continua]