dal mondo
Daniel, il traghettatore
A due anni dalla scomparsa di Daniel Bensaid l’Istituto Internazionale di Ricerca e la Formazione di Amsterdam, dal 13 al 15 gennaio, ha organizzato un seminario di approfondimento sulla sua produzione teorica e politica. Tre giorni di discussione che hanno visto la partecipazione di studiosi e attivisti provenienti dal Belgio, Brasile, Portogallo, Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna, Stati Uniti e Indonesia. Un seminario articolato in tre sezioni: il marxismo di Bensaid, la sua riflessione sul comunismo, lo stalinismo e la burocrazia ed infine le sue esperienze politiche a partire dal ’68 francese passando per le sue presenze in Spagna e Brasile fino ad arrivare al movimento altermondialista.
Tra i protagonisti di primo piano del maggio ‘68 francese e successivamente della Ligue Communiste Revolutionaire, a metà degli anni ’80 del secolo scorso di fronte alla sconfitta a livello internazionale del movimento che aveva animato le lotte degli anni precedenti - tanto da arrivare in alcuni paesi a mettere in discussione la legittimità del potere capitalista - Bensaid decide di dedicare la parte principale della sua attività alla riflessione politica ed alla produzione teorica. [continua]
Salvato dal boia, non ancora dal carcere
Mumia Abu-Jamal ha vinto la sua battaglia e non sarà condannato a morte. Dopo un conflitto legale durato trent’anni esatti, il procuratore distrettuale della Pennsylvania Seth Williams ha dichiarato ieri che ritirerà la richiesta di pena di morte per l’ex Black Panther, condannato per aver ucciso il 9 dicembre del 1981 a Philadelphia l’agente di polizia Daniel Faulkner.
Abu-Jamal è diventato negli anni un simbolo della lotta contro la pena di morte, difeso da chi, in tutto il mondo, credeva fosse vittima di un sistema giudiziario di parte e di un complotto razzista. [continua]
DICHIARAZIONE FINALE DEL FORUM DI SOLIDARIETA’ ALLE RIVOLUZIONI ARABE.
CAIRO 3/5 GIUGNO
In un periodo storico unico in cui stiamo assistendo alle prime rivoluzioni popolari del 21° secolo e alla loro esplosione in diversi paesi della regione araba, con un enorme impatto regionale ed internazionale, il Cairo ha ospitato il Forum di Solidarietà alle rivoluzioni arabe. Hanno partecipato diverse forze di sinistra, anticapitaliste e persone provenienti dal nord e sud di tutto il mondo. [continua]
Genova: Sostegno alle rivoluzioni arabe e ai popoli in lotta. Dibattito pubblico 27 maggio ore 20.30
sostegno alle rivoluzioni arabe e ai popoli in lotta
contro l’intervento militare imperialista in Libia
accoglienza e protezione per profughi e migranti
Un incontro per discutere insieme e analizzare quello che sta avvenendo sull’altra sponda del Mediterraneo, con le grandi rivolte popolari nel nord Africa e nei paesi arabi, e quello che avviene sulla nostra sponda della “fortezza Europa” verso profughi e migranti, e con l’intervento militare NATO e imperialista che coinvolge ancora una volta l’Italia, con il sostegno bipartisan dell’intero Parlamento. [continua]
Mediterraneo, anticapitalismo sulle due sponde.
di Piero Maestri
Su invito del Nouveau partì anticapitaliste francese, il 7 ed 8 maggio si è svolto a Marsiglia il primo degli incontri tra le organizzazioni anticapitaliste del Mediterraneo.
Un incontro la cui proposta è nata nel contesto particolare in cui le rivoluzioni nel Maghreb e in Medioriente hanno evidenziato la capacità dei popoli di prendere in mano il loro destino.
Il ravvicinamento degli anticapitalisti e dei rivoluzionari si pone dunque come una necessità sia per favorire i processi rivoluzionari in corso che per fronteggiare i guasti crescenti della crisi. [continua]
Una nuova intifada per i giovani di Gaza
di Emanuele Calitri (Gaza City)
Stamattina nella Striscia di Gaza si è tenuta la manifestazione di
commemorazione della Nakba. Fin dalla mattina migliaia di Gazawi si sono dati
appuntamento ad Eretz, hanno varcato il valico e sono entrati nella buffer
zone, la zona cuscinetto che Israele ha imposto sul territorio palestinese e
che “protegge” manu militari separando i contadini dai propri campi e spesso
lasciando isolate le abitazioni.
Questo massiccio e pacifico ingresso , il più partecipato della storia, ha [continua]
Napoli, 6 maggio: assemblea-dibattito
Sinistra Critica, Comunisti Sinistra Popolare e la Rete dei Comunisti sostengono l'esperienza politica ed elettorale della lista "Napoli non si piega", con candidato sindaco Pino Marziale ed invitano ad una discussione pubblica i/le compagne/i e gli/le attivisti/e politici e sindacali impegnati/e nel conflitto sociale metropolitano.
6 maggio 2011 ore 18.00
Hotel Palazzo Caracciolo
via Carbonara 112
Assemblea Dibattito
Intervengono:
Mauro Casadio (Rete dei Comunisti)
Gigi Malabarba (Sinistra Critica)
Marco Rizzo (Comunisti - Sinistra Popolare)
Conclude:
Pino Marziale (candidato Sindaco)
Dal Manifesto: "Dalla parte delle rivoluzioni, contro la guerra"
Di seguito l'intervento del portavoce nazionale di Sinistra Critica, Piero Maestri, sulle pagine del Manifesto
L’intervento militare di europei e Stati uniti, con la significativa partecipazione dei regimi arabi “moderati” del Golfo, ha creato una forte confusione nelle file della sinistra e del mondo pacifista.
Certamente si tratta di una missione militare differente da quelle degli anni ‘90/2000, ma nemmeno poi molto. È infatti banale, perché non riesce a spiegare quanto succede, la definizione di “guerra per il petrolio”. In questo senso ha ragione Rossanda quando scrive che “Gheddafi [lo] vendeva senza problemi”. Ma anche nel caso iracheno la posta in gioca era molto maggiore che non la conquista del petrolio iracheno (che pure Saddam vendeva senza problemi, prima dell’embargo che ha reso l’Arabia saudita ancora più centrale nella regione).
Sbaglia invece la stessa Rossanda quando dice di non ritenere questa una “spedizione imperialista”. Al contrario, le modalità e le motivazioni di questa guerra mostrano il suo carattere imperiale. E le motivazioni sono intimamente collegate all’esplosione delle rivoluzioni arabe di questi mesi. [continua]
LA RIVOLUZIONE FEMMINISTA SILENZIOSA NEL MONDO ARABO
Pur essendo scritto prima dello scoppio dei processi rivouzionari arabi, in cui le donne hanno un avuto un ruolo importante, e non avendo previsto – come nessuno - la caduta dei regimi nell'immediato, questo articolo di Gemma Martin-Munos, è molto interessante per capire le evoluzioni di fondo che sono alla base dei movimenti in corso in questa parte del mondo.
Le società arabe sono spesso percepite dagli osservatori esterni come rigide e resistenti al cambiamento, perchè le si vede solo attraverso i loro regimi dominanti, i quali resistono effettivamente allo sviluppo e al cambiamento. Ma questa immagine non corrisponde affatto alla realtà dei paesi arabi caratterizzati da un enorme dinamismo che genera molti tipi di cambiamento, anche se a velocità variabile e in modo complesso e contraddittorio – in particolare quando il cambiamento iniziato dalla base viene imbrigliato dall'alto della piramide. [continua]
LIBIA: CACCIARE GHEDDAFI, NO ALL'INTERVENTO MILITARE IMPERIALISTA
La repressione brutale del dittatore libico contro la rivoluzione popolare costituisce il miglior supporto per l'intervento militare imperialista, con l'effetto di frenare il processo rivoluzionario in corso in tutto il mondo arabo. La 'no fly zone' decisa dal Consiglio di sicurezza dell'Onu avviene dopo che è stato concesso a Gheddafi di riprendere possesso di gran parte del territorio liberato, costringendo gli insorti di Bengasi e Tobruk - dopo aver esplicitamente rifiutato aiuti interessati per settimane - ad invocare ora comprensibilmente un aiuto internazionale di qualsiasi natura per non essere sopraffatti dal pugno di ferro del regime: questo sì è il cinico calcolo che le potenze occidentali hanno ordito ai danni del popolo libico [continua]






