lavoro
Torino: A fianco dei lavoratori metalmeccanici della zona ovest di Torino e della Lear
Sinistra Critica di Torino sostiene lo sciopero di 4 ore di Giovedì 2 Febbraio, indetto dalla Fiom-Cgil di Collegno, per la riconquista del Contratto nazionale di categoria, dei diritti e della democrazia sindacale, dell’occupazione; partecipa alla manifestazione che si svolgerà (ore 10)davanti alla Lear di corso Allamano in Grugliasco.
L’importanza della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici davanti alla Lear, in cui la direzione aziendale minaccia i licenziamenti per compensare il calo della fornitura per Mirafiori e la mancanza di nuove produzioni in Fiat deve risultare agli occhi di tutti.
E’ una lotta che deve impedire i licenziamenti che in Lear, come in molte altre aziende nel territorio, si vanno profilando. [continua]
Giustizia per i morti della Marlane
Il 30 dicembre si è svolta l’ennesima udienza con l’ennesimo rinvio del processo alla Marlane, la fabbrica dei veleni, che ha procurato107 malati e morti a causa di sostanze cancerogene con cui gli operai/e erano a contatto durante lavorazione dei tessuti.
Il rimborso in denaro e le condanne, una volta accertati i fatti, non potranno restituire la vita delle oltre 50 persone che sono morte per aver lavorato in quella fabbrica.
E una storia che si ripete. Fabbriche che vengono insediate con l’aiuto dello stato, creano stragi di innocenti, devastano il territorio e poi spariscono cercando lidi più redditizi. La Marlane sembra sia sbarcata a Brno in Cecoslovacchia.
Rimane il cimitero di fabbriche, dalla Pertusola all’Enichem, a Crotone, alla SIR di Lamezia Terme che hanno saccheggiato città ed interi territori.
In Calabria assistiamo all’emergere di siti altamente inquinati per i rifiuti tossici provenienti da altre parti d’Italia e dall’Europa. [continua]
Perchè vogliono affossare l'articolo 18
A che serve affossare l'articolo 18 Il nuovo attacco all'articolo 18 non rappresenta solo una coazione a ripetere ma un orizzonte politico e programmatico funzionale al superamento della crisi. Ovviamente, a un superamento dal lato delle esigenze dell'economia di mercato, del grande capitale e della finanza, non certo dal lato del lavoro.
Che l'articolo 18 sia poca cosa nei meccanismi di funzionamento naturale del mercato del lavoro è ormai evidente ai più. Le cause giudiziarie che lo riguardano sono poche, in relazione alla forza lavoro, e i reintegri ordinati dal giudice vengono stimati, da più parti, in 5-600 unità l'anno. Molti, ma molti di più sono invece i lavoratori che, ad esempio nel 2010, sono stati estromessi in forma lecita dal mercato del lavoro parzialmente o in
maniera definitiva tramite cassa integrazione, disoccupazione, mobilità: il totale 2010 dell’Inps e ammonta a circa 4 milioni (quattro milioni di lavoratori, circa un terzo del totale iscritto all’istituto previdenziale). [continua]
Chi paga il debito? Per Alemanno lavoratori e cittadini!
A Roma lo sciopero del Trasporto Pubblico Locale indetto dall’USB ha raggiunto il 65% dell’astensione dal lavoro, mentre nel Lazio per quanto riguarda il servizio Cotral si raggiungono picchi dell’80%.
La giornata del 7 Novembre è stata una risposta importante contro le politiche di taglio agli stipendi dei lavoratori dell’Atac e all’aumento del biglietto che la giunta Alemanno vorrebbe attuare a partire dal 2012.
E’ evidente che il sindaco/sceriffo Alemanno non sta perdendo un minuto nel scaricare sui lavoratori e sugli utenti del servizio i costi dei tagli agli enti locali. [continua]
riprendiamoci la piazza CON LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DEI GRUPPI FIAT, COMPONENTISTICA E FINCANTIERI
Sinistra Critica sostiene la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo Fiat e della componentistica e del gruppo Fincantieri e degli appalti e lo sciopero di 8 ore indetto dalla FIOM , insieme al loro pieno diritto a manifestare e a riprendersi la piazza.
Sinistra Critica sostiene questa lotta e la decisione di manifestare comunque in piazza del Popolo, insieme a tutti gli altri soggetti che vogliano essere presenti per difendere il diritto a manifestare, contro i vergognosi divieti che in questi giorni sono stati frapposti dal Governo e dal ministro dell’Interno Maroni, dalla Questura di Roma e dal sindaco Alemanno.
FIAT: La FIOM resta in fabbrica ma pesa la scelta della CGIL
La condanna per attività antisindacale della Fiat e’ una vittoria parziale della dignità del lavoro contro Marchionne e i suoi complici politici e sindacali: la Fiom resta in fabbrica e anche il diritto di sciopero è confermato. Ma il respingimento da parte del giudice della contestazione della validità degli accordi separati che tolgono diritti ai lavoratori rappresenta un colpo duro e conferma il generale clima negativo che influenza inevitabilmente anche la magistratura del lavoro. [continua]
Sindacati confederali: tutti complici di Marchionne, Marcegaglia e Tremonti
Accordo Cgil, Cisl, Uil Confindustria del 28 giugno
L’accordo sottoscritto dalla Confindustria e dai vertici dei sindacati confederali (compresa la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso) costituisce un durissimo colpo ai diritti e alla democrazia nel movimento operaio sindacale (tutto il potere alle aziende e agli apparati burocratici, niente ai lavoratori), e rappresenta un formidabile sostegno alla più volte dichiarata volontà dei padroni e del governo di smantellare il valore e il senso del contratto nazionale. [continua]
FINCANTIERI: IMPEDIRE IL PIANO DI SMANTELLAMENTO DELLA CANTIERISTICA PUBBLICA
Il piano di chiusura di 2 interi cantieri navali (Sestri Ponente e Castellammare di Stabia), di ridimensionamento di altri (Riva Trigoso ma anche Ancona), ridotti a “cantieri officine”, ossia cantieri che non costruiscono più navi ma soltanto assemblatori di alcune parti dello scafo, di altre riduzioni occupazionali in diversi cantieri, confermano l’obiettivo di voler privatizzare e dismettere la cantieristica pubblica nel nostro paese, senza alcun progetto per il futuro di un settore industriale così strategico.
Chiamano “piano industriale” e di “riorganizzazione produttiva” un piano di tagli di oltre 2.500 posti di lavoro, corrispondenti a circa il 30% dell’insieme dei dipendenti “diretti” nel gruppo Fincantieri, oltre a diverse migliaia nel sistema degli appalti e nell’indotto, e di trasferimenti (chiamata “mobilità interna”) di lavoratori da Riva Trigoso a Muggiano, oppure da Sestri Ponente a Monfalcone o Marghera, ecc. [continua]
Padroni e sindacati: Non si può vivere così!
La crisi non è superata. Con il “patto per l’euro”, l’Unione europea ha deciso ancora di ridurre i salari (!), attaccare quel che resta dello stato sociale e portare l’età pensionabile a 67 anni! In Italia stanno finendo gli ammortizzatori sociali, i precari vengono lasciati a casa e i disoccupati crescono. Ma i profitti e le rendite finanziarie non si fermano. Diseguaglianze così profonde non ci sono mai state e sono inaccettabili. [continua]
Ex-Bertone, Marchionne e la Fiat: avanti tutta contro i diritti dei lavoratori.
Le lavoratrici e i lavoratri della Bertone, a cui va tutta la solidarietà della nostra organizzazione, sono al centro dell’attacco della Fiat di Marchionne. Era chiaro fin da subito che il ricatto e il fucile puntato contro i lavoratori di Mirafiori ben presto si sarebbero spostati su lavoratori di altri stabilimenti.
Il ricatto di Marchionne è, per certi versi, ancora più vergognoso di quello di cinque mesi fa alle carrozzerie perchè viene esercitato contro lavoratrici e lavoratori che sono in cassa integrazione da molti anni e che si vuole far arrendere per disperazione. [continua]






