elezioni

Il voto dei ballottaggi accresce la crisi di Berlusconi

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I risultati dei ballottaggi per le elezioni dei sindaci confermano e addirittura rendono ancora più forti i segnali del primo turno di 15 giorni fa.

È una decisa sconfitta per Berlusconi e la destra italiana, che accelera una crisi cominciata ormai quasi un anno fa e che renderà sempre più difficile la permanenza del governo Berlusconi, che in ogni caso non potrà più mantenere l’equilibrio attuale.

È una sconfitta prima di tutto per Silvio Berlusconi, per le sue strategie comunicative, per la sua attuale incapacità di rimanere in sintonia con la società italiana e persino con il suo elettorato, che lo ha abbandonato soprattutto nelle grandi città. Una sconfitta che mette a nudo gli scontri interni al PdL e con l’alleato leghista, anch’esso in gran parte punito da questo voto (l’elezioni solo al secondo turno e con uno scarto non cos’ deciso del sindaco di Varese è un segnale importante).

Il centrosinistra si riaffaccia così come “alternativa” elettorale alla destra – e in esso il PD riesce a riguadagnare voti e credibilità (malgrado debba incassare la sconfitta della sua strategia a Napoli).

La vittoria di Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli mostrano con chiarezza che il “popolo di sinistra” ha scelto di tornare a votare e di farlo con maggiore partecipazione e speranza quando candidati e/o coalizioni rappresentano in qualche modo una novità ai soliti schemi del centrosinistra.

Queste settimane di campagna elettorale non hanno probabilmente rappresentato il segno che “il vento è cambiato”, ma hanno riacceso la speranza nella possibilità di battere Berlusconi e la destra: a Milano si vive un senso di “liberazione” per aver mandato a casa Moratti-DeCorato; a Napoli la parte migliore della città ha scelto di evitare di consegnare il governo ad una destra pericolosa, sconfiggendo anche la tendenza continuista del PD bassoliniano. [continua]

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Torino: una candidatura alternativa per le elezioni provinciali

Una candidatura alternativa per le elezioni provinciali
Sinistra Critica presenta candidato a Presidente della Provincia di Torino

Ngandu Mukendi detto Gippò

Nato a Torino nel 1974 è un giovane ricercatore universitario precario, che rappresenta la condizione di tanta parte delle lavoratrici e dei lavoratori giovani e meno giovani nel nostro paese e nella nostra provincia, profondamente colpita dagli effetti della crisi capitalistica con decine di migliaia di lavoratori in cassa integrazione e il rischio di migliaia di licenziamenti. [continua]

LA CRISI E' DURA SERVE UN FRONTE UNITARIO POLITICO E SOCIALE. LE PROPOSTE DI SINISTRA CRITICA

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Nota sulla fase politica
a cura del Gruppo operativo nazionale di Sinistra Critica

1. La fase politica presenta una evidente instabilità dei gruppi dirigenti a partire dal governo per arrivare a Confindustria. Il governo Berlusconi è in fortissima fibrillazione per gli squilibri accumulati al suo interno - lo strapotere del presidente del Consiglio, le rivendicazioni della Lega, il ruolo di Fini, la partita per il dopo-Berlusconi che di fatto si è già aperta - ma anche per la sua incapacità a gestire la crisi economica e finanziaria. [continua]

Ferrero trova Salvi, il suo «Lafontaine. Sotto falce e martello lo scontro sui segretari

E Sinistra Critica abbandona il tavolo

Matteo Bartocci (da il manifesto)
Trattative frenetiche attorno alla falce e martello che si presenterà alle europee di giugno. Il tavolo tra Rifondazione, Pdci e Sinistra critica aperto nei giorni scorsi va avanti ma un po' a singhiozzo.
Anche se la fusione elettorale di giugno non è certo in discussione, le delegazioni dei tre partiti sono ai ferri corti sul simbolo e appaiono ancora distanti soprattutto sul carattere «politico»delle candidature. Tanto che gli «sherpa» di Sinistra critica hanno abbandonato il tavolo senza dare nessun nuovo appuntamento. [continua]

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Europee, Sinistra critica a Ferrero: con voi nessun "passo avanti"

"Non rinunciamo a simbolo. Alle amministrative alternativi a Pd"(ApCom) [continua]

Una lista anticapitalista per resistere alla crisi

simbolo elettorale

Tra le condizioni: chiaro programma anticapitalista; alternatività al Pd, codice etico, pari dignità dei progetti e quindi dei simboli.

(ANSA) - ROMA, 1 MAR - «Una lista anticapitalista per resistere alla crisi» da presentare alle prossime elezioni europee. Questo il mandato esplorativo verso la sinistra radicale, deciso a maggioranza, dal Coordinamento nazionale di Sinistra Critica che nella precedente legislatura era rappresentata dal deputato Salvatore Cannavò e dal senatore Franco Turigliatto, che non votò la fiducia al governo Prodi contribuendo alla sua caduta. [continua]

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Alla sinistra di classe serve un nuovo inizio. Anticapitalista.

Pubblicato su Liberazione dell'11 febbraio
Salvatore Cannavò

Ho letto l'articolo di Claudio Grassi sulla necessità di ricomporre all'interno del Prc la «diaspora» provocata dalle varie e ripetute scissioni proponendo alle varie anime «della sinistra anticapitalista e comunista di entrare o rientrare nel Prc». Sentendomi interpellato dalla proposta, e anche per il rispetto che porto verso un compagno che ha assunto una posizione sempre molto limpida all'interno di Rifondazione comunista, vorrei articolare una prima risposta. [continua]

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Europee, la proposta di Rifondazione è un'annessione. Non possiamo accettarla

La proposta di Rifondazione comunista di "mettere a disposizione il proprio simbolo e il proprio programma" ad altre forze della sinistra anticapitalista assomiglia ad un tentativo di annessione e quindi non può essere accettata. Sinistra Critica ha una sua propria autonomia politica e un progetto preciso, la costituzione di una sinistra anticapitalista alternativa al Pd, nazionalmente e localmente, radicata socialmente, con una cultura politica e un orizzonte comunista, ecologista, femminista. [continua]

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OGGI, PIU' CHE MAI, SERVE UN NUOVO INIZIO

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Lettera aperta alla sinistra di classe

Con la vicenda di Liberazione, la cacciata di Sansonetti, l'ennesimo scontro interno e la scissione che sta per maturare tra l'area "vendoliana" e la nuova maggioranza del Prc, si rende sempre più evidente che un ciclo politico è definitamente chiuso. Questa constatazione Sinistra Critica l'aveva fatta già al tempo del governo Prodi e dell'espulsione di Franco Turigliatto colpevole di aver votato contro la guerra e di aver rinnegato, in nome di quest'ultima, il vincolo politico al centrosinistra. Ci sembrava evidente che di fronte a una prova vera, inoppugnabile, come quella del comportamento parlamentare relativo alla guerra, un partito che era nato proprio in nome del rifiuto della guerra, rinnegava se stesso e chiudeva simbolicamente la propria parabola politica. [continua]

OGGI, PIU' CHE MAI, SERVE UN NUOVO INIZIO

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Lettera aperta alla sinistra di classe

Con la vicenda di Liberazione, la cacciata di Sansonetti, l'ennesimo scontro interno e la scissione che sta per maturare tra l'area "vendoliana" e la nuova maggioranza del Prc, si rende sempre più evidente che un ciclo politico è definitamente chiuso. Questa constatazione Sinistra Critica l'aveva fatta già al tempo del governo Prodi e dell'espulsione di Franco Turigliatto colpevole di aver votato contro la guerra e di aver rinnegato, in nome di quest'ultima, il vincolo politico al centrosinistra. Ci sembrava evidente che di fronte a una prova vera, inoppugnabile, come quella del comportamento parlamentare relativo alla guerra, un partito che era nato proprio in nome del rifiuto della guerra, rinnegava se stesso e chiudeva simbolicamente la propria parabola politica. [continua]