crisi
SINISTRA CRITICA, UN «NUOVO INIZIO» A BELLARIA
dal manifesto del 17 novembre
di Salvatore Cannavò
Bersani sembra aver calamitato le attenzioni delle principali forze della sinistra che tornano a costellare il Pd rinunciando a un'iniziativa autonoma. E quando se la danno, come nella manifestazione del 5 dicembre con Di Pietro, sembrano darsela solo per aumentare il proprio potere contrattuale in vista di accordi di governo alle regionali o di accordi «per governi di scopo» alle prossime politiche
Al centro della seconda Conferenza nazionale di Sinistra Critica, che si è chiusa l'8 novembre a Bellaria, c'è stato invece un dibattito sul «movimento contro la crisi e il razzismo», invitando la sinistra politica, sociale e sindacale, a trovare forme di unità autonome dal Pd e vincolate a un processo di protagonismo sociale, l'unico che potrebbe far pagare al governo Berlusconi la sua complicità con la crisi economica. [continua]
No alla chiusura di Termini e di Arese
di Gigi Malabarba (resp. Lavoro Sinistra Critica)
La conferma della chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese da parte dell'ad Sergio Marchionne colpisce drammaticamente l'occupazione in una delle realtà più disastrate del paese ed è tanto più inaccettabile perchè compiuto da un gruppo industriale che ha goduto - e continua a godere - dei più lauti finanziamenti pubblici proprio per lo sviluppo delle attività nel Mezzogiorno. Alla crisi di sovrapproduzione nel settore auto si risponde scaricandone i costi sui lavoratori, e non solo quelli di Termini Imerese e di Arese, i cui siti spariscono, ma anche con ristrutturazioni che colpiscono praticamente tutti gli stabilimenti in Italia.
Sinistra Critica sostiene con forza la resistenza dei lavoratori e delle lavoratrici Fiat. [continua]
Unione sacra per una grande truffa
Il salvataggio delle banche e delle assicurazioni
di Eric Toussaint
Il salvataggio delle banche e delle assicurazioni private messa in atto nel settembre-ottobre 2008 rappresenta una scelta politica forte che non ha nulla di ineluttabile e condiziona il futuro a diversi livelli. Il costo dell'operazione è completamente a carico dei poteri pubblici e porterà ad un aumento notevole del debito pubblico . La crisi capitalista attuale, che durerà ancora parecchi anni - una decina - provocherà una riduzione degli interventi dello Stato perché dovrà far fronte agli oneri legati al rimborso del debito. Aumenteranno quindi di molto le pressioni per ridurre le spese sociali. [continua]
LA MESCHINITA' DELLA SINISTRA E LA NECESSITA' DI RICOSTRUIRLA
di Salvatore Cannavò
Si va dunque a elezioni. Ci si va nella forma più depressiva, sull'onda di un fallimento, annunciato, prevedibile ma pur sempre un fallimento che pesa sulle teste di tutti noi. "Con questi dirigenti non vinceremo mai", urlava Nanni Moretti all'insegna di Fassino e Rutelli nel 2002. Oggi quell'accusa è ancora attuale e il quadro degli "imputati" è destinato ad allargarsi a Bertinotti, Giordano, Diliberto, Mussi o Pecoraro Scanio. Ma non è questione di dirigenti, ovviamente, o di singole persone quanto di linee politiche, di progetti, di capacità di costruire in questo paese una sinistra degna di questo nome, una "sinistra che fa la sinistra" e che rompa con chi è ormai diventato un pilastro di questo sistema. [continua]
NESSUN SOSTEGNO A GOVERNI DELLA CONFINDUSTRIA E DELLA CEI. SERVE LA LEGGE PROPORZIONALE PURA
In relazione all’incarico conferito dal presidente della Repubblica al presidente del Senato, Franco Marini, Il Gruppo operativo nazionale di Sinistra Critica dichiara quanto segue:
- Noi non potremo sostenere nessun governo che abbia dietro la Confindustria, la Cei o l’Unione europea. [continua]
DAL PROCESSO ALLA SINISTRA A "TUTTI A CASA". E ORA OCCORRE RICOSTRUIRE LA SINISTRA DI CLASSE
La caduta di Prodi al Senato è la conclusione di un disastro e di un fallimento che riguarda tutto il centrosinistra oggi sul banco degli imputati. La copertina dell'Espresso (nella foto) titola: "Processo alla Sinistra" mentre il manifesto con Gabriele Polo parla di "suicidio politico". E mentre Cannavò ricorda le frasi di Moretti - "con questi dirigenti non vinceremo mai" - allargando la platea anche ai vari Bertinotti, Giordano e Mussi, Giorgio Cremaschi semplicemente ricorda il titolo del film di Comencini per dare un consiglio alla sinistra: "Tutti a casa". [continua]






