"Iniziamo a ripubblicizziamo tutte le attività strategiche."
"Il crollo dei miti del libero mercato è ormai totale" dichiara Franco Turigliatto "e in Italia quando ce ne accorgiamo? Negli stessi Usa l'intervento della Fed è determinante per salvare le banche in crisi, e si torna seriamente a parlare di nazionalizzazioni. E in Italia lo Stato che fa? Svende Alitalia, mettendo per di più a rischio migliaia di posti di lavoro. Serve una politica economica radicalmente diversa. La classe dirigente di questi anni, imbevuta di liberismo, ci ha condotti a un passo dal baratro. Tutti insieme, visto che tutti hanno governato negli ultimi 15 anni, e nessuno ora può dire "Io non c'ero". I programmi di Pd e Pdl sono entrambi dannosi, per affrontare la crisi serve altro, e serve subito. A partire da un forte intervento pubblico in economia, controllato democraticamente dalla società. Un'utopia? Non credo, visto che ormai ne parlano i guru di Wall Street, ovviamente dal loro punto di vista. La crisi è ormai inevitabile, il problema ora è chi ne pagherà i costi. Non possono essere ancora i lavoratori, che in Italia già hanno i salari più bassi d'Europa, lavorano rischiando la vita, e per di più nella precarietà. Serve un programma di emergenza sociale, con misure shock in grado di invertire la tendenza: scala mobile, aumento generalizzato dei salari, misure drastiche per la sicurezza, abolizione dei contratti a tempo determinato, salario sociale per i disoccupati, tassazione di rendite e profitti. E ripubblicizzazione immediata di tutte le attività strategiche per lo sviluppo. Non è molto. E' solo il minimo, per fermare la crisi non facendo pagare ancora i soggetti deboli, i lavoratori, i giovani, le donne." conclude Franco Turigliatto