Bush a Roma, città blindata e corteo 'No War'

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(ADN Kronos) Bush a Roma, città blindata e corteo 'No War'

E' la sesta visita del presidente Usa dall'inizio del mandato. Da giovedì al via gli appuntamenti ufficiali. Previsti incontri con Napolitano, Berlusconi e papa Benedetto XVI. Manifestazione nella capitale da Piazza della Repubblica a Piazza Barberini: più di 10 mila i partecipanti secondo gli organizzatori.

Roma, 11 giu. - George Bush è arrivato questo pomeriggio a Roma, per la sua sesta visita in Italia da quando è alla Casa Bianca. Il presidente americano è sbarcato dall'Air Force One a Ciampino, proveniente da Berlino seconda tappa dopo la Slovenia del suo tour d'addio in Europa che lo porterà dopo Roma a Parigi, Londra e Belfast.

Attraverso la capitale blindatissima da massime misure di sicurezza, il presidente si trasferirà a Villa Taverna, dove alloggerà durante la visita romana. Non sono previsti appuntamenti ufficiali per questa sera, ed il presidente rimarrà nella residenza dell'ambasciatore americano a Roma ai Parioli, per una cena privata con l'ambasciatore Ronald Spogli e la moglie Georgia. Bush non è accompagnato da Laura che è attesa domani a Roma dove nel pomeriggio pronuncerà un discorso al Programma Alimentare Mondiale.

A Roma il presidente americano si fermerà tre giorni, prima di ripartire venerdì pomeriggio per Parigi, terza tappa del suo tour d'addio in Europa. Domani mattina salirà al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, mentre sarà a Villa Madama, nel pomeriggio, il colloquio con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Venerdì il presidente americano si recherà al Vaticano per l'udienza con Benedetto XVI, incontrato lo scorso aprile a Washington in occasione del viaggio del Papa negli Stati Uniti, accompagnato dalla moglie Laura.

La first lady ha anche una sua agenda di appuntamenti ufficiali a Roma: giovedì nel pomeriggio terrà un discorso all'Executive Board del Programma alimentare mondiale, una delle agenzie dell'Onu con sede a Roma impegnate nella lotta alla fame ed alla povertà. Mentre venerdì incontrerà i Fulbright American English Teaching Assistant al Centro Studi Americani.

Questa è la sesta visita in Italia di Bush, che rivede Silvio Berlusconi in Italia come presidente del Consiglio per la quarta volta in sette anni. La prima volta fu a Genova nel luglio del 2001 per il G8, al termine del quale il presidente americano volò a Roma per il suo 'debutto' nella 'città eterna', poi nel maggio del 2002 partecipò a Pratica di Mare al vertice Nato-Russia. Quindi, Bush tornò a Roma nel giugno del 2004, poco prima della sua rielezione, per la commemorazione della liberazione di Roma.

L'anno dopo, in aprile, tornò nella capitale, ma in visita non ufficiale, per partecipare ai funerali di Giovanni Paolo II. Infine, la visita dello scorso anno per l'unico incontro con Prodi nei due anni di governo del centrosinistra: il premier uscente sarebbe dovuto andare a Washington il 4 febbraio scorso se non fosse caduto il governo.

Per protestare contro la visita di Bush è sfilato a Roma il corteo 'No War', da Piazza della Repubblica a Piazza Barberini. Secondo gli organizzatori i partecipanti sono stati più di 10 mila. Tra i manifestanti anche alcuni cittadini americani tra cui James Gilligan, che ha partecipato alla guerra in Iraq e in Afghanistan e che ora appartiene all'Associazione dei veterani contro la guerra, e un gruppo di statunitensi appartenenti all'Associazione 'Per la pace e la giustizia'.

Alla manifestazione hanno aderito esponenti di Sinistra critica, del Pcl e i Cobas. Nel corteo sono numerosi gli striscioni di protesta contro il presidente americano. 'Bush: vacanze romane? Aridateci Gregory Peck!' recita quello di Sinistra critica.

Manifestazioni sono previste anche in altre città, a Milano e Palermo presso i consolati statunitensi e davanti alla base Dal Molin a Vicenza, ma anche presidi e sit in a Torino, Genova, Viareggio, Pisa, Lecce. Il Patto permanente contro la guerra si dice ''convinto che la visita di Bush a Berlusconi sia funzionale a coinvolgere l'Italia nell'attacco militare all'Iran''.

E proprio di Iran ha parlato oggi Bush da Berlino, nella conferenza stampa congiunta seguita ai colloqui con il cancelliere tedesco Angela Merkel. "Tutte le opzioni sono sul tavolo" per premere sull'Iran e spingerlo a rinunciare al suo programma di arricchimento dell'uranio, ha detto il presidente Usa. E mentre il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è tornato oggi ad attaccare il capo della casa Bianca, Bush ha esortato Teheran a perseguire una soluzione diplomatica alla disputa. "Esiste un modo migliore di procedere dell'isolamento", ha affermato, mettendo in guardia le autorità iraniane dal rischio di far fronte a nuove sanzioni.

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Via Bush da Roma, no alle guerre imperialiste degli USA e dell’Italia

11 giugno ore 17.00
A Roma corteo da piazza della Repubblica

L'11 giugno Bush sarà di nuovo a Roma per discutere con il governo Berlusconi - fedelissimo alleato – il massimo coinvolgimento dell'Italia nelle strategie di guerra degli USA.
Bush vuole approfittare di un intero Parlamento filo-statunitense per chiudere la partita sulla nuova base Usa a Vicenza, ottenere nuove truppe e nuove regole di combattimento in Afghanistan, coinvolgere l’Italia nell’escalation di guerra contro l’Iran e in Medio Oriente, concretizzare la collaborazione italiana allo Scudo missilistico Usa e alla costruzione degli F 35.
Con una accresciuta aggressività militare per l'ampliamento della propria sfera d'influenza sul mercato mondiale - oggi in declino - gli Stati Uniti intendono rispondere alla propria recessione economica, accollando i costi economici, sociali e militari ai paesi alleati e accentuando la loro ingerenza politica e militare sui paesi del Medio Oriente e dell'America Latina.
Su questa inquietante agenda di guerra, Bush troverà piena collaborazione da parte del governo Berlusconi, cercherà di intensificare ulteriormente il ruolo di guerra dell'Italia, già tracciatodal precedente governo Prodi. Dobbiamo ribaltare questa agenda con una mobilitazione contro la guerra che non ha fatto e non farà sconti a nessun governo o soggetto politico che si sia reso complice della guerra globale.

Il Patto permanente contro la guerra lancia un appello alla mobilitazione. Non vogliamo che il nostro paese continui ad essere complice della escalation di guerra e che dia il benvenuto a colui che massimamente ha incarnato in questi anni la guerra globale, la tortura e la sospensione dei diritti umani in tutto il mondo.

L'11 giugno saremo in piazza a Roma contro la visita di Bush. riaffermando i nostri obiettivi:

- ritiro immediato delle truppe italiane dall'Afghanistan, dal Libano, dai Balcani

- revoca della decisione di costruire una nuova base militare USA a Vicenza e lo smantellamento delle basi militari USA/NATO nel nostro territorio per riconvertirle ad uso civile

- revoca dell'adesione dell'Italia allo Scudo missilistico USA, della partecipazione alla costruzione degli F35, dell'accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele

- taglio delle spese militari a favore di quelle sociali.

Patto permanente contro la guerra