sciopero generale
FERMIAMO IL
PROTOCOLLO
Il
Protocollo su Welfare e pensioni firmato da Governo, Cgil Cisl Uil e
Confindustria, costituisce una conferma piena, con marginali
modifiche, delle leggi vergogna del governo Berlusconi sul lavoro e
pensioni: Legge 30 e “scalone Maroni”.
E la nuova Finanziaria risulta in continuità con la
precedente: un mare di soldi alle imprese e un po’ di compassione
per i poveri. Il famoso “scalone” viene trasformato con degli
“scalini”, che allungano a regime l’età lavorativa e
contributiva per andare in pensione più della stessa legge
Maroni, arrivando a 62 anni e 35 di contributi nel 2012 rispetto ai
57 e 35 di oggi. Come se non bastasse dal 2010 saranno ridotti i
“coefficienti di trasformazione” dell’8% per i calcoli sulla
pensione, riducendo ancora le future pensioni dei giovani precari, e
non solo non viene cancellata la legge 30 ma
peggiorano anche i contratti a tempo determinato che dopo 36 mesi
potranno essere ancora prorogati.
Inoltre si regalano alle imprese la decontribuzione delle ore di
straordinario, la detassazione dei premi di risultato, con un
progressivo effetto di innalzamento dell’orario di lavoro.
Di
fronte a ciò è molto grave che Cgil Cisl Uil abbiano
funzionato come strumento di governo allargato, impegnandosi allo
spasimo per strappare il consenso dei lavoratori alle politiche
liberiste. È questo il senso del referendum tra i lavoratori,
di fatto pilotato.
Nelle assemblee solo il SI ha avuto cittadinanza. Nessun grande
soggetto politico o sindacale ha condotto una campagna nazionale per
il NO. Sinistra Critica ha fatto campagna per il NO, ma colpevolmente
la sinistra di governo non ha fatto altrettanto. Ciononostante
da molte fabbriche e importanti settori del pubblico impiego si è
espressa un’opposizione consapevole e determinata alle politiche
economiche del governo.
Da
qui si può ripartire per continuare la battaglia contro il
Protocollo e contro la nuova offensiva di Confindustria, che punta
anche a distruggere il contratto nazionale di lavoro. Per questo
proponiamo di rilanciare la mobilitazione a partire dallo sciopero
generale e generalizzato del 9 novembre indetto dal sindacalismo di
base e sostenuto dal patto contro la precarietà.
Solo
la lotta può fermare questi provvedimenti. I parlamentari di
Sinistra Critica saranno però fedeli al mandato ricevuto e,
sia alla Camera che al Senato, voteranno contro le misure che ledono
i diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori.
9 NOVEMBRE:
PARTECIPIAMO E COSTRUIAMO LO SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO


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