DAL PROCESSO ALLA SINISTRA A "TUTTI A CASA". E ORA OCCORRE RICOSTRUIRE LA SINISTRA DI CLASSE

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La caduta di Prodi al Senato è la conclusione di un disastro e di un fallimento che riguarda tutto il centrosinistra oggi sul banco degli imputati. La copertina dell'Espresso (nella foto) titola: "Processo alla Sinistra" mentre il manifesto con Gabriele Polo parla di "suicidio politico". E mentre Cannavò ricorda le frasi di Moretti - "con questi dirigenti non vinceremo mai" - allargando la platea anche ai vari Bertinotti, Giordano e Mussi, Giorgio Cremaschi semplicemente ricorda il titolo del film di Comencini per dare un consiglio alla sinistra: "Tutti a casa".

"L'epilogo era ampiamente prevedibile. La crisi sociale e di credibilità alimentata dal governo Prodi si ritorce contro di lui, contro l'Unione e contro la sinistra di governo che ha ingoiato tutto rimanendo con un pugno di mosche in mano". Lo affermano in una nota Franco Turigliatto e Salvatore Cannavò, della Sinistra Critica.
"La difficoltà per la sinistra è evidente - dicono - il disincanto e il distacco dalla politica sono cresciuti con il governo Prodi e le complicità della sinistra ha accresciuto le difficoltà con i lavoratori. Bisogna lavorare per ricostruire questo rapporto e per far questo occorre una Sinistra di opposizione, nettamente alternativa, anticapitalista e di classe. Sinistra Critica, unica sinistra a saper mantenere il filo della coerenza dei contenuti - concludono - lavorerà attivamente su questa strada. A partire dal No alla missione in Afghanistan.
Intervistato dall'agenzia Agi, Cannavò è ancora più duro con il centrosinistra: "Aveva ragione Nanni Moretti, anche se a tre anni di distanza bisogna allargare la platea; con tutti questi dirigenti del centro-sinistra, da Bertinotti a Prodi, da Veltroni a Rutelli, da D'Alema a Mussi, da Giordano a Diliberto, e Pecoraro Scanio, non vinceremo mai"."Tutti nessuno escluso, quindi anche Prodi, hanno prodotto il disastro che - spiega Cannavo' - e' sotto gli occhi di tutti".
Adesso si tratta di "ricostruire la sinistra ma con una base politica nuova, chiara e netta - conclude Cannavo' - che riparta dai punti di riferimento fondamentali della sinistra antagonista come il conflitto sociale e il rapporto coi comitati territoriali da Vicenza a Pianura".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Giorgio Cremaschi, della Rete28aprile, Cgil: "Tutti a casa: la caduta del Governo e' il fallimento della classe politica e dirigente del centro-sinistra, dal Presidente della Camera, Fausto Bertinotti al leader del Pd Valter Veltroni, passando per Francesco Rutelli". Cremaschi concede invece l'onore delle armi a Romano Prodi.
Il riferimento è al film del 1960 di Luigi Comencini 'Tutti a casa', interpretato da Alberto Sordi e Edoardo De Filippo. Per Cremaschi "il bilancio complessivo di questi due anni circa di Governo e' semplicemente disastroso per la sinistra".
"E adesso si rischia sul serio di riconsegnare il Governo del Paese a Silvio Berlusconi che, se torna, riparte da dove lo aveva lasciato - nota Cremaschi - perche' nulla e' stato toccato delle cose da lui fatte sulla legislazione sociale ed istituzionale, sugli orari di lavoro e l'immigrazione, e sul conflitto d'interessi: la sola cosa in attivo e' la legge sulla sicurezza sul lavoro per la quale mancano pero' i decreti attuativi".
E da questo 'bilancio disastroso' non si salva nemmeno la Cgil che, "ha fatto la fine di quell'azionista che sbaglia i suoi investimenti - aggiunge Cremaschi - per aver puntato sul rapporto con il 'Governo amico' e si ritrova la rottura con la parte piu' combattiva del movimento mentre l'offensiva delle imprese sulla contrattazione e i diritti e' alle porte".
Insomma, "dopo questi due anni circa di Governo Prodi davvero disastrosi si apre una fase diversa per la sinistra" conclude il dirigente della Fiom che definisce "una bufala" l'ipotesi di un governo istituzionale che "utile soltanto ad aggravare la crisi politica e la crisi della stessa sinistra".

La dichiarazione di Turigliatto: il mio no coerente

Signor Presidente del Consiglio,
lei ha fatto appello a tutti i senatori di dichiarare apertamente qui in senato la loro posizione politica rispetto al governo. Non ho problema di spiegare perché il mio voto sarà NO
Per la semplice ragione che dopo il pacchetto Welfare, la Finanziaria, le missioni militari, le scelte su Vicenza, il disastro campano, la nomina di De Gennaro e altre scelte sbagliate, Sinistra Critica si è collocata all’opposizione, da sinistra, a questo governo. Non c’è alcuna ragione per cambiare questa posizione visto che Lei ha rivendicato con orgoglio tutte le scelte che io, a nome di Sinistra Critica, ho invece osteggiato. E visto che domani, ad esempio, il Cdm è chiamato a decidere sulla missione in Afghanistan.
E’ una questione politica e di coerenza morale: rispetto la sua decisione di andare fino in fondo ma anch’io penso d mantenere la coerenza con le mie convinzioni.
Del resto, la crisi del governo è in primo luogo una crisi sociale, una crisi di credibilità in quegli strati sociali che avevano permesso la vittoria dell’Unione e non hanno trovato risposte.
E mentre la Sinistra di governo ha ingoiato tutto senza riuscire a ottenere nulla la crisi si materializza nella forma più politicista espressa dalla rottura dell’Udeur.
Ma anche le divisioni del PD che sono davanti agli occhi di tutti fanno parte di questa crisi.
Anche per tutte queste ragioni pensiamo che in questo paese vada ricostruita una Sinistra di opposizione, una opposizione sociale alle politiche liberiste.
Per questo oggi il mio voto sarà contrario alla fiducia.

Di seguito l'intervento di Salvatore Cannavò (Sinistra Critica) alla Camera.

SALVATORE CANNAVÒ. Signor Presidente,
con le dimissioni di Mastella e il ritiro dell'Udeur dalla maggioranza di Governo, assistiamo ad un epilogo desolante dell'attuale Esecutivo. La crisi assume il volto, piuttosto repellente, della politica come convenienza personale o familiare: un triste epilogo, che sintetizza il fallimento consumato in due anni di politiche che hanno deluso le minime aspettative dei lavoratori e che, come dimostra Napoli, sono state disastrose per l'ambiente o, su un altro piano, costantemente complici della strategia militare degli Stati Uniti. Si tratta di politiche che promettono sempre un secondo tempo per la redistribuzione sociale, che non arriva mai, politiche fragili e incerte anche sul fronte della laicità, terreno sul quale, proprio ieri, la senatrice Levi Montalcini ha dimostrato più coraggio di tutti voi.
In questo fallimento, occupa uno spazio particolare lo smacco subito dalla sinistra di Governo, che ha sempre avallato le scelte peggiori - si pensi al welfare - in cambio di niente e che oggi è costretta a continuare a dare la fiducia ad un Governo che non ha più niente da dire.
Oggi va in scena una crisi che esalta il ruolo delle convenienze, anche quelle interne al Partito Democratico.
Nel nostro piccolo, come Sinistra Critica, vogliamo restare ancorati alla politica della convinzione:
abbiamo votato contro il cosiddetto pacchetto welfare, il disegno di legge finanziaria, le missioni militari, il decreto sicurezza ed è quindi naturale, per noi, continuare a votare «no».

PRESIDENTE. Deve concludere, per favore.

SALVATORE CANNAVÒ. Per questo ci siamo tenuti fuori dal mercanteggiamento e dalle pressioni avvenute nelle ultime ventiquattro ore.

PRESIDENTE. Deve concludere, la prego (Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).

SALVATORE CANNAVÒ. Ho finito, è l'ultima frase. Se esiste un'etica della responsabilità, esiste anche un'etica delle convinzioni, ed è nella convinzione che il Governo ha fallito e che occorre un'opposizione di sinistra che, come Sinistra Critica, voteremo contro la fiducia, sia alla Camera sia al Senato

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