IL PAPA ALL' UNIVERSITÀ, NO GRAZIE

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di Giulia Heredia (coordinamento dei collettivi - sapienza)

In occasione dell' inaugurazione del nuovo anno accademico, il rettore dell' Università Sapienza , Renato Guarini, ha pensato bene di invitare uno dei più illustri sostenitori della battaglia contro il sapere scientifico, un uomo che fa suo cavallo di battaglia un dogma anacronistico, quale è il creazionismo, un personaggio dal passato controverso in quanto cresciuto nella gioventù
Hitleriana. L'uomo in questione è l'attuale Papa, Joseph Ratzinger.
Forse il magnifico rettore ha pensato bene di farsi benedire a seguito dell' apertura dell'inchiesta sul
caso parentopoli che lo vede indagato per nepotismo e per abuso d'ufficio.
Certo è che tale scelta è un' ulteriore legittimazione dell'invasione clericale, che assume una particolare gravità in un luogo come quello accademico dove i saperi sono già asserviti
pesantemente a logiche di guerra e mercificazione.
Notevoli, sono infatti i pesanti tagli allo studio e alla ricerca, contrariamente a quanto avviene per le
università cattoliche e le ricerche belliche, per le quali i finanziamenti pubblici sono cospicui.
Ma le sorprese non sono finite.
Presenti alla cerimonia di inaugurazione ci saranno anche il sindaco Walter Veltroni e il ministro Mussi.
Un triangolo perfetto a cui fa cornice un clima sempre più reazionario, familista e securitario.
Molte sono le iniziative che all'interno delle facoltà sono state messe in piedi contro questa via
crucis, per riaffermare che l'università dev'essere pubblica, partecipata, accessibile a tutt* e laica.
La necessità e la volontà è quella di costruire il 17 gennaio come una giornata di controinformazione, di liberazione e di conflitto.
Molteplici sono i soggetti che costruiranno la contro- inaugurazione dei diritti negati e proveranno a mettere in relazione tutti gli appuntamenti lanciati per quella mattina. Ad accogliere i tre eminenti
ospiti ci saranno i collettivi studenteschi, femministi, lgbt, i docenti, le reti di movimento, i centri sociali.
Perchè non passi sotto silenzio il rifiuto nei confronti di chi si erge a difensore della sacra famiglia patriarcale, criminalizzando ed opprimendo i soggetti che vogliono esprimere una sessualità diversa e che vorrebbe la donna chiusa in casa; verso chi seppur costruendosi un'immagine tanto democratica, fa finta di risolvere il problema della violenza con il pacchetto sicurezza. Un provvedimento quanto mai razzista che criminalizza i soggetti marginalizzati strumentalizzando il corpo delle donne,per le quali la prima causa di morte è la violenza che viene perpetrata all' interno delle mura domestiche.
Per non parlare di come tale provvedimento sia stato cavalcato dalle frange di estrema destra che hanno portato avanti per molte settimane una caccia all'immigrato nell' impunità più assoluta.
Ma non da ultimo, come potremo dimenticarci del caro ministro Mussi, protagonista del processo
di selezione dentro l' università grazie ai suoi decreti che estendono a tutte le facoltà i numeri chiusi ed i blocchi alla specialistica, contribuendo così ad un’università di elitè.

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