E' il fallimento di tutto il centrosinistra, non prendetevela con Pecoraro Scanio

di Velina Critica
Pierluigi Battista, sul Corriere della Sera, si è spinto fino a descrivere la vicenda rifiuti come il simbolo della conclusione della Seconda Repubblica, aperta, dice lui, proprio dall'emblema di Bassolino "sindaco d'Italia" a rappresentare quella stagione che portò le sinistre al governo di tanti comuni. Quella stagione è oggi sommersa dall'immondizia di Napoli che raffigura esaurientemente la chiusura di un ciclo e la delusione di molte speranze.
Non sappiamo se la vicenda è così epocale, ma certamente a chiudersi ignominiosamente è un'esperienza generale del centrosinistra che ha governato la Campania e Napoli dal 1993 e poi dal 1998 e che ha avuto nella sponda dei governi nazionali di Prodi (1 e 2 ), Amato e D'Alema il sostegno per una politica fallimentare sui rifiuti. A completare il ciclo ci si mette anche la sinistra. L'accettazione della nomina di De Gennaro, la disponibilità a valutare la riapertura di Pianura, l'accettazione dell'inceneritore di Acerra - dopo aver guidato le manifestazioni contro la sua realizzazione - costituiscono un tassello non indifferente di questo fallimento generale che trascina con sé la stessa Sinistra.
Questa complicità e questo fallimento sono rappresentati al momento dalla figura di Pecoraro Scanio finito nell'occhio del mirino per una gestione allegra e debole del suo ministero, per una oscillazione pragmatica che ben evidenzia l'incapacità di assumere una posizione forte e ferma.
Ma è altrettanto evidente che dietro l'assalto a Pecoraro Scanio c'è l'attacco a coloro che dicono no agli inceneritori - e domani a quelli che dicono no al nucleare - per quanto il ministro dell'Ambiente non sia per nulla in grado di rappresentarne le ragioni. E infatti si assiste ormai, dietro la finta schermaglia verbale e la rissa politica, a un atteggiamento "bipartisan" che si stringe attorno a De Gennaro, inneggia agli inceneritori e tira sulle spalle dei cittadini che si mobilitano.
L'esito è evidente e la scelta De Gennaro sta lì ad annunciarla: si andrà avanti con misure tecnocratiche e a vantaggio degli inceneritori, si cercherà di reprimere il dissenso e si troveranno alcuni capri espiatori. A meno che...A meno che quella variabile sempre imprevedibile che è la resistenza popolare e democratica che lotta a partire dalla difesa dei propri diritti non inceppi il meccanismo. Lavoriamo per questo.

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