La Cosa Rossa vota il Welfare, Sinistra Critica dice no

Dopo i mal di pancia, le urla e le "furie" mediatiche dei dirigenti della Sinistra, Romano Prodi ha ottenuto la fiducia alla Camera sul Protocollo Welfare siglato da Confindustria e confederali. Unico, a sinistra, a votare contro la fiducia Salvatore Cannavò a nome di Sinistra Critica. Si chiude, sia pure solo alla Camera, una farsa iniziata lo scorso luglio che ha visto il governo proseguire determinato sulla linea concertativa e neo-corporativa di Montezemolo ed Epifani e la sinistra, a partire da Rifondazione, capace solo di fare strepiti e lanciare anatemi per poi, alla fine, addomesticarsi al voto favorevole. Un duro colpo alle attese di tanti lavoratori, illusi lo scorso 20 ottobre, una Caporetto per la Sinistra e per Rifondazione l'esaurimento della propria funzione politica. Ora comincia un'altra storia. Appuntamento a Roma alla PRIMA CONFERENZA NAZIONALE DI SINISTRA CRITICA il 7, 8 e 9 dicembre.

Di seguito la Dichiarazione di voto in aula di Salvatore Cannavò

SALVATORE CANNAVÒ. Signor Presidente, la posizione della questione di
fiducia rappresenta al tempo stesso uno schiaffo al Parlamento e uno
schiaffo alla maggioranza. Con l'ausilio di Confindustria e della
stessa CGIL si è imposta a questa Assemblea una logica neocorporativa,
umiliando i gruppi parlamentari. Si rifletta su cosa sarebbe accaduto
se un simile esito fosse stato prodotto da un Governo delle destre
(Applausi di deputati dei gruppi Forza Italia e DCA-Democrazia
cristiana per le Autonomie-Partito Socialista-Nuovo PSI).
Il provvedimento oggi proposto è un disastro sociale: avalla la legge
n. 30 del 2003 e la legge Maroni. Per la sinistra è una Caporetto e
per Rifondazione si chiude il senso stesso della propria esistenza.
Nel 1995 rifiutammo giustamente di «baciare il rospo»; oggi, se ne
ingoia uno enorme! Si sono costruite illusioni ed oggi si raccolgono
delusioni: basti pensare alla distanza siderale rispetto al 20 ottobre.
La crisi della politica si alimenta anche di una sinistra che urla
contro il Governo e poi gli vota la fiducia.
Nessuna remora, dunque, oggi a votare contro la fiducia, consapevole di
provocare in questo modo una frattura con l'appartenenza al mio
gruppo.

PRESIDENTE. Deputato Cannavò, la invito a concludere.

SALVATORE CANNAVÒ. Nessuna remora nell'annunciare al Governo, già da
oggi, che Sinistra critica terrà lo stesso comportamento al Senato.
Del resto è venuto il tempo di lavorare per una sinistra alternativa
non di Governo ma di opposizione, anche al Partito Democratico.

PRESIDENTE. Deve concludere!

SALVATORE CANNAVÒ. Anche perché, signor Presidente del Consiglio - e
concludo -, pensi a cosa sarebbe stata la campagna elettorale se si
fosse detto chiaramente agli elettori che si sarebbero aumentate le
spese militari, lasciata immutata la «legge 30», inondate di soldi le
casse delle imprese: semplicemente, avrebbero vinto le destre! È
quello che accadrà la prossima volta, anche grazie a questo Governo

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