Centrali Nucleari? No grazie.
Il governo ha deciso di costruire ben 4 centrali nucleari contro il parere espresso dal popolo italiano in occasione del referendum del 1987, dopo l’incidente di Three Mile Island nel 1979 e soprattutto all’indomani dell’esplosione del reattore nucleare di Černobyl', nel 1986,. che ha provocato migliaia di morti e ha costretto 130 mila persone ad abbandonare i luoghi contaminati dalle radiazioni letali.
Non ci rassicurano le affermazioni del Presidente del Consiglio Berlusconi e del Ministro Scajola sulla presunta affidabilità delle attuali centrali nucleari di terza generazione (per quelle di quarta generazione bisognerà attendere almeno 20 anni) e sull’improbabile dispersione di materiale radioattivo dai depositi delle scorie prodotte nel processo industriale.
Mentre il Ministro annunciava il ritorno al nucleare, il recentissimo incidente nella centrale di KrsKo in Slovenia, a 30 Km dal confine italiano, era lì a testimoniare il problema della sicurezza.
Nello stesso tempo l’annosa questione dello smaltimento delle scorie è venuta di nuovo alla ribalta durante l’ultima alluvione che a giugno ha colpito il Piemonte e che, per un pelo, non ha portato a galla le scorie nucleari stoccate a Salluggia, sulla Dora Baltea, residuo delle ex centrali chiuse dopo il referendum antinucleare
E’ sufficiente che in una sola centrale si verifichi una grave fuga radioattiva per causare migliaia di morti, tumori, mutazioni genetiche tra le popolazioni e danni persistenti all’ambiente per fallout di isotopi instabili.
Il proliferare dei siti nucleari aumenta la probabilità che prima o poi avvenga un evento catastrofico per guasti agli impianti, per errore umano, terrorismo, guerra o terremoti di particolare intensità, come quello del luglio 2007 a Kashiwazaki in Giappone.
“La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo che fornisce elettricità a 20 milioni di abitanti, viene chiusa in seguito ai danneggiamenti provocati dal terremoto. L’Agenzia di controllo delle attività nucleari giapponesi ammette una serie di fughe radioattive dall’impianto, ma precisa che si tratta di iodio fuoriuscito dal una valvola di scarico. Il direttore generale dell’AIEA, Mohammed El Baradei, dice che il sisma: “è stato più forte di quello per cui la centrale era stata progettata”. Il terremoto provoca un grosso incendio in un trasformatore elettrico, la fuoriuscita di 1.200 litri di acqua radioattiva che si riversano nel Mar del Giappone e una cinquantina di altri incidenti. Si teme che la faglia sismica attiva passi proprio sotto la centrale” (www.fisicamente.net di Roberto Renzetti: citazione autorizzata).
Difendiamo il principio della precauzione. Non Possiamo permetterci di subire le drammatiche conseguenze di un eventuale incidente ad un impianto giocando sulla presunta bassa probabilità che si verifichi.
Le autorità spesso tacciono o nascondono la reale portata degli incidenti a dispositivi.
“Il silenzio delle autorità tecniche e politiche sovietiche fu esattamente identico a quello di ogni altra autorità tecnico politica del mondo di fronte ad incidenti di questo tipo. Così accadde negli USA per vari incidenti tra cui Three Miles Island. Durante i drammatici giorni di Chernobyl, una centrale nucleare tedesca ebbe un incidente con emissione di radioattività che non denunciò agli organismi preposti fidando di nascondere tale radioattività dietro la nube di Chernobyl”. (www.fisicamente.net di Roberto Renzetti: citazione autorizzata)
Il timore di una gestione poco trasparente “dell’affare” nucleare non viene di certo fugato dall’ ultimo atto del Governo uscente che ha esteso il segreto di Stato sull'individuazione del sito unico di stoccaggio delle scorie nucleari. Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 aprile 2008 n°90 ed è entrato in vigore dallo scorso 1° maggio nel silenzio quasi completo dei mass media italiani (giornali, tv, stampa) e con il plauso dell’attuale governo di destra. La notizia si apprende da un articolo del quotidiano di economia e finanza Sole24Ore del 9 maggio 2008.
I commi 1 e 3 dell’art.9 del provvedimento(D.P.C.M. 8-4-2008), in modo molto preoccupante, così recitano:
1. “Nei luoghi coperti dal segreto di Stato, le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento.”
3. “In relazione ai luoghi coperti dal segreto di Stato, le amministrazioni non sono tenute agli obblighi di comunicazione verso le aziende sanitarie locali ed il Corpo nazionale dei vigili del fuoco”!
In ultimo, ma non per ordine di importanza, viene da chiedersi perché si vogliono dirottare enormi risorse finanziarie, si parla di decine di miliardi di euro, per una politica energetica costosissima che oltre ad essere pericolosa per la salute umana e per l’ambiente, fornirà elettricità non prima di dieci – dodici anni a far data da oggi.
Non sarebbe meglio fare come la Germania e la Danimarca che stanno puntando seriamente sulla diffusione capillare di un modello di sviluppo basato su fonti di energia rinnovabili, quali l’eolico e il solare, sul riciclaggio dei rifiuti, sulla coibentazione delle abitazioni e sul risparmio energetico?
Perché chi detiene il potere in Italia non presta attenzione a tali politiche virtuose, agli investimenti mirati e diffusi nel territorio per ridurre immediatamente il consumo di combustibili fossili e il costo della bolletta energetica a beneficio di tutti gli utenti?
Come sempre i “padroni del vapore”, le grandi lobby politico-finanziarie, preferiscono, concentrare e detenere un settore strategico, come quello energetico, in modo da “strangolare” la popolazione con bollette salate.
Come sempre le logiche del profitto prevalgono sull’interesse comune.
L’unica via possibile per impedire tutto ciò è quella di costituire comitati contro il nucleare con tutti i soggetti sensibili, progettare iniziative in tutta Italia, iniziare a tempestare di fax i ministeri competenti in materia, per dire no alle centrali nucleari.
SINISTRA CRITICA – VITERBO 16 giugno 2008
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