Uno stupro è uno stupro. E’ il potere degli uomini sulle donne.

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Ieri la dichiarazione di Cicchitto (presidente dei deputati del PDL) “la vittoria in Piemonte è politicamente uno stupro”. Ieri le innumerevoli esternazioni del Capo del Governo, l’ultima al comizio finale della Polverini dove, con fare ammiccante e sorridente, le ha ricordato: «Sai che ho lo ius primae noctis sulle nostre candidate?”
Lo ius primae noctis era il diritto di un signore feudale di trascorrere, in occasione del matrimonio di un proprio servo della gleba, la prima notte di nozze con la sposa. Cioè il diritto ad uno stupro.

Battute simpatiche? Storielle divertenti? Frasi da caserma? Volgarità di cattivo gusto?
No, niente di tutto questo.
E’ l’ennesima esternazione della società italiana a cui ambisce il Cavaliere: l’Italia di sudditi e cortigiane.
E’ la considerazione che il Capo del Governo ha delle donne: corpi da disporre a suo piacimento.
Le noti vicende politiche degli ultimi tempi hanno scoperchiato un sistema costruito sullo scambio tra corpi femminili e poteri maschili, tra favori sessuali e carriere, tra sesso e politica.
Queste vicende parlano della profonda connessione che esiste tra la gestione del potere politico ed economico e la rappresentazione delle relazione tra uomini e donne.
Il maschilismo (o patriarcato) vive con agio, sempre più alimentato, nella mentalità collettiva e fonda il sistema politico ed economico di questa società.
E’ questione che interroga la politica e riguarda tutti e tutte noi.

Donne di Sinistra Critica

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