Un'altra sinistra per un'altra Mantova
L’avvicinarsi delle elezioni comunali, con gli scontri interni alla maggioranza di Via Roma, segna la fine di un governo cittadino che negli anni ha appoggiato politiche liberiste e securitarie lontane da un’idea, anche timida, di sinistra. Il lungo cammino delle privatizzazioni dei servizi pubblici locali iniziate dal sindaco Burchiellaro è stato portato a compimento dal sindaco Brioni.
ItaliaOggi decreta che Mantova è la prima città d’Italia per la qualità della vita: i parametri forse non hanno tenuto conto delle prove di una vera e propria emergenza ambientale; un ambiente saccheggiato da assurde colate di cemento, utili a gonfiare i profitti delle grandi impesi edili, grazie a folli piani urbanistici che ubbidiscono al solo criterio dei metri cubi di cemento da riversare sulle aree verdi della città, le esalazioni e gli scarichi
che dei petrolchimici viene pagata a caro prezzo dalla nostra salute.
I poteri forti, i grandi costruttori edili, le cooperative di servizi da anni tegono un rapporto privilegiato con le forze social-liberiste di Ds prima e PD oggi, che da sempre sono in grado di garantire margini di profitto consistenti.
A pagare il costo di tali scelte è sempre la collettività, cioè i lavoratori e i cittadini di Mantova.
Le domande di sicurezza sociale rese oggi più insistenti a causa della crisi non hanno trovato risposte in materia di lavoro, istruzione, carovita, diritto alla casa mentre i fondi per la videosorveglianza hanno continuato a crescere, così come i servizi pubblici esternalizzati.
Un centrosinistra che sceglie questo tipo di politiche spiana la strada alla vittoria politica e culturale della destra.
Pensiamo che non sia possibile conciliare la tutela e la salute, il rispetto per l'ambiente, i diritti dei lavoratori il costo dei servizi pubblici con gli interessi dei capitalisti il cui unico obbiettivo è fare profitti.
Serve un progetto di sinistra alternativa, non disponibile a compromessi con i poteri forti locali che faccia pagare le spese del risanamento ambientale a chi le ha provocate, che mantenga pubblici i servizi e trasporti e che redistribuisca la ricchezza a favore dei lavoratori colpiti dalla crisi.
Da alcune delle altre forze dell'ex sinistra arcobaleno emergono al contrario esplicite volontà di trovare un accordo di governo con il PD, cercando così una sopravvivenza di bandiera all'interno di una coalizione allargata di
centrosinistra. Rifondazione tentenna alla ricerca di un un profilo programmatico di sinistra cercando di eludere il nodo di un governo con il Pd, perseguendo il progetto di una sinistra subordinata ai democratici e disponibile alle alleanze pur di non far vincere le elezioni alle destre.
Manca una voce alternativa al centrodestra e al centrosinistra, con un progetto nel vivo della società e di chiaro contrasto alle politiche liberiste.
Noi crediamo serva una vera opposizione, una discontinuità netta con le politiche governiste di subordinazione al PD che già tanti danni hanno creato alla sinistra radicale e ai movimenti in questo paese.
Nessuna delle forze in campo in questo momento, noi compresi, riesce a svolgere efficacemente tale ruolo.
Per questo facciamo appello all’insieme della sinistra radicale e dei soggetti di movimento, sociali, politici,
sindacali ed associativi di Mantova per provare insieme a dare voce a questo vuoto, in autonomia e in alternativa al PD. Un appello alla discontinuità, uno sforzo per ricostruire una sinistra degna di questo nome con una coerenza e omogeneità di scelte su scala locale e nazionale, senza opportunismi ed elettoralismi, ma funzionale a
praticare da subito unità e radicalità sul terreno delle resistenze sociali.
Noi dobbiamo partire da qui. Per un’altra politica, un’altra sinistra, un'altra città.
Sinistra Critica Mantova






