UNA CAMPAGNA UNITARIA CONTRO RAZZISMO E CRISI
Flavia D'Angeli (da il manifesto )
Il Pd può anche rallegrarsi di non essere scomparso alle ultime elezioni amministrative. Ma non c'è dubbio che l'Italia si sia spostata ancora più a destra, nonostante il calo di consensi e il logoramento di immagine di Berlusconi. E' più a destra per il ruolo della Lega, per un'astensione sintomo di una demoralizzazione, e per le difficoltà della sinistra di classe che registra una fase discendente per accumulo di errori su cui non vediamo ancora alcuna seria riflessione.
Un modo concreto per uscire da questa sacca sarebbe quello di un serio bilancio sul passato, l'assunzione che un ciclo, quello della rifondazione comunista, del post-Bolognina, apertosi nel 1991, si è chiuso e che ipotesi come l'unificazione dei comunisti sono fuori dal tempo e dalla politica. In realtà è venuto il momento di impostare un percorso per la costruzione di una nuova forza della sinistra anticapitalista capace di operare una discontinuità, nei programmi, nelle pratiche sociali, nei volti, rispetto alla storia passata.
Per questo non ci interessa una discussione sui contenitori in cui inserire le sinistre sconfitte: «poli», «federazioni», «coordinamenti», «parlamenti delle sinistre», lasciano tutti il tempo che trovano. Quello di cui c'è bisogno oggi invece è una discussione di fondo sulle coordinate programmatiche, simboliche e politiche di una nuova sinistra di classe e un'iniziativa sociale in grado di invertire la tendenza negativa. Una discussione pubblica e non limitata ai soli/e militanti. Una discussione che rompa con la vocazione al compromesso sociale; con i troppi burocratismi, la separazione dalla società e lo sradicamento sociale che ne è derivato; con i moventi all'agire dei gruppi dirigenti che privilegiano sempre più le istituzioni al protagonismo sociale.
Questa discussione non si fa in un mese, non si risolve con una mossa a effetto o con una bella alleanza per le prossime elezioni. La si affronta in sedi adeguate e in dibattiti prolunganti, disponendosi alla riflessione comune. Per quello che ci compete noi mettiamo a disposizione il nostro congresso che si aprirà l'11 luglio prossimo.
Alla discussione serve però un percorso di unità efficace socialmente, perché la ricostruzione della sinistra si farà nella società. Unità su questioni concrete, non su basi politiche oggi inesistenti. Unità a tutto campo, senza steccati per provare a costruire una resistenza credibile alla destra e alla crisi. Unità in grado di generare partecipazione, autorganizzazione, di travalicare le forze stesse che innescano il processo.
Noi vogliamo proporre, quindi, non solo alle sinistre politiche ma anche a quelle sociali e sindacali, di progettare una Campagna unitaria e prolungata contro il razzismo e la crisi, in grado di cogliere la connessione tra razzismo istituzionale, sfruttamento dei migranti, licenziamenti e peggioramento di vita dei lavoratori e delle lavoratrici. Una Campagna da discutere in un appuntamento comune da autoconvocare a settembre.
Una Campagna che rappresenti un punto di vista alternativo e che provi a strappare qualche risultato, a invertire la tendenza alla demoralizzazione. Ne abbiamo cominciato a discutere alla prima Festa Anticapitalista, che si è chiusa ieri (dal 26) e che ha visto, nella presenza di Olivier Besancenot - leader del Npa francese, prova concreta di una sinistra che riesce a rilanciarsi - il suo momento principale di dibattito.






