Un 8 Marzo da riconquistare
La campagna allarmistica di questi giorni e la crisi economica che stiamo attraversando, relegando le donne nel ruolo di vittime e soggetti bisognosi di protezione, tenta di ricacciare le donne tra quelle quattro mura domestiche che spesso si trasformano in una vera e propria prigione; dove, guarda caso, si consuma anche la maggior parte delle violenze.
Infatti, di fronte al dato allarmante dei 14 milioni di donne che in Italia hanno subito violenze fisiche , sessuali o psicologiche, emerge chiaro l'altro dato drammatico per cui il 75% di queste violenze si consuma tra le mura domestiche e il 70% degli stupri è compiuto dal partner . Se poi consideriamo la situazione mondiale, la violenza degli uomini è la prima causa di morte delle donne nel mondo perché il modello delle relazioni sociali si basa sulla sopraffazione e sull'oppressione esercitata dagli uni sulle altre, siano queste figlie, compagne, mogli.
Noi donne di Sinistra Critica riteniamo che misure repressive ed emergenziali non servano a nulla se non affrontano fino in fondo il rapporto di potere patriarcale che caratterizza il rapporto tra i due sessi.
Riteniamo che non ci possa essere lotta di classe e conquiste sociali senza femminismo , poiché il femminismo esprime la ribellione di quella parte senza la quale la lotta di classe non può generalizzarsi.
Ogni attacco alla libertà ed ai diritti delle donne diventa quindi un attacco alla lotta di classe di tutti i lavoratori.
Concordiamo quindi pienamente con il testo di indizione del NO VAT 2009 che, a 80 anni dai Patti lateranensi, così recitava: "stipulati per la difesa dei reciproci privilegi, i Patti lateranensi e la loro versione aggiornata nel Concordato dell'84, sono potenti strumenti di controllo. In loro nome la religione cattolica e i suoi simboli continuano ad imperversare, alimentando la logica dello "scontro di civiltà" ed un clima in cui autodeterminazione, laicità, ateismo e libertà di pensiero sono stigmatizzati e spesso puniti come atti di terrorismo culturale".
Il governo, in perfetta armonia con il Vaticano, sta mettendo in atto, con il pretesto della sicurezza, una "pulizia etnica" contro tutte le differenze, contro tutto quello che non corrisponde alla "norma", una "norma" imposta in modo autoritario ed integralista secondo l'idea che il lavoro della donna nella casa è ancillare alla riproduzione e allo sviluppo del capitale.
Per discutere come organizzare un 8 Marzo che sia di lotta e che risponda all'attacco della destra politica e religiosa, invitiamo tutte le donne delle dei movimenti, dei soggetti politici e sindacali, dell'associazionismo , le singole compagne e amiche che vogliono mobilitarsi
MARTEDI 3 MARZO alle 17 presso la nostra sede
in Via Verdi 151
27 febbraio 2009






