Roma: MAI PIU’ ROSARNO? TANTE PROMESSE E NULLA DI FATTO! verso la mobilitazione del 24 giugno

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L’Osservatorio Antirazzista Territoriale Pigneto-Tor Pignattara insieme

all’Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma, invita le diverse
realtà di lavoratori in lotta, la rete anti-crisi e tutti coloro che hanno
espresso solidarietà nei confronti dei lavoratori africani, a un’assemblea
pubblica che si terrà martedì 22 giugno alle ore 19:00, presso il Centro
Sociale Ex Snia, in via Prenestina 173, per costruire insieme una giornata
di mobilitazione prevista per giovedì 24 giugno.

MAI PIU’ ROSARNO?
TANTE PROMESSE E NULLA DI FATTO!

A oltre cinque mesi di distanza dalla rivolta dei lavoratori africani,
Rosarno continua ad essere ovunque: dalla Puglia, dove la Flai-Cgil lancia
in questi giorni l’ennesimo allarme, a Castel Volturno, da Cassibile
all’Agro Pontino, dove è stata dimostrata la presenza del caporalato legato
alla criminalità organizzata e migliaia di lavoratori immigrati sono scesi
in strada per denunciare l’estremo sfruttamento del lavoro nero.

Dopo la deportazione degli africani di Rosarno che avevano osato
ribellarsi alla violenza e allo sfruttamento e dopo le operazioni di
facciata contro il caporalato, Rosarno è stata teatro anche della kermesse
sindacale del Primo Maggio, promossa con le parole d’ordine di “lavoro,
legalità e solidarietà“: riflettori, stampa e plauso su quanti si sono
dichiarati pronti a risanare le ferite di un sistema malato. Senza poi
considerare se, di fatto, tali dichiarazioni, seguite all’indignazione
generale, abbiano partorito qualche risultato o se abbiano, piuttosto,
tradito le aspettative e le richieste ampiamente reiterate da parte di chi
con quella rivolta aveva deciso di dire BASTA, pretendendo dignità e
diritti.

Anche a Roma non è mancato chi ha esclamato: “Mai più Rosarno!”: il 27
aprile 2010, in una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Valentini,
l’assessore all'Agricoltura della Provincia di Roma, Aurelio Lo Fazio, ha
presentato il protocollo d’intesa siglato tra l'associazione onlus
"Progetto Diritti” - per conto dei lavoratori africani di Rosarno a Roma -
e le associazioni professionali agricole della provincia romana (Cia,
Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative e Legacoop) volto a promuovere
l’inserimento lavorativo regolare nelle aziende agricole romane. “Grazie a
questa intesa – era scritto nel comunicato diramato dalla Provincia - gli
extracomunitari passeranno dalla condizione di braccianti illegali e
sfruttati, a lavoratori legali e stagionali nelle campagne della provincia
di Roma.”

Attraverso questo accordo più di cento lavoratori africani presenti a Roma
hanno inteso darsi una prospettiva lavorativa fuori dalla morsa del
caporalato. Come Osservatorio abbiamo accolto questa vertenza quale
tentativo per cominciare a rompere quel circolo vizioso che garantisce
enormi profitti alla grande distribuzione gestita dalle maggiori holding
dell’agro-alimentare. Profitti accumulati soprattutto sulla pelle del
lavoratore immigrato, che, in quanto irregolare e ricattabile, si trova
costretto a piegarsi a condizioni di lavoro insostenibili, prima vittima di
un sistema fagocitante che impone i prezzi di produzione e di vendita.

Questo impegno della Provincia e delle associazioni di categoria si
sarebbe dovuto concretizzare entro 40 giorni dalla stipula del protocollo
(7 giugno), occupando da subito tutti quelli con permesso di soggiorno e
programmando l’inserimento lavorativo di chi è in attesa di
regolarizzazione. Ad oggi quei posti di lavoro non solo non esistono, ma
non sono neanche stati prospettati. ZERO OCCUPATI!
Tutto questo a fronte di un decreto flussi che chiama nelle campagne
laziali circa 8.000 lavoratori stagionali, di cui 1.300 nella sola
provincia di Roma! Tutto questo nonostante, ogni giorno, continuino ad
arrivare sulle nostre tavole frutta e verdura che certo non cadono dal
cielo! Tutto questo vuol dire lavoro nero e caporalato.

Il tempo è scaduto! Oggi chi, auto-organizzandosi, si è ribellato alle
drammatiche e inaccettabili condizioni di sfruttamento della propria forza
lavoro rivendica la possibilità di avere un contratto regolare e di
determinare il proprio futuro in altri termini. Oggi, chi non vuole essere
né assistito né tornare nelle mani dei caporali pretende che a tante parole
spese a suo nome, con tanta ipocrisia, seguano fatti concreti.

CONTRO LO SFRUTTAMENTO E IL CAPORALATO – LAVORO SUBITO!

OSSERVATORIO ANTIRAZZISTA TERRITORIALE PIGNETO – PRENESTINO
www.6antirazzista.net