PUGLIA. POSIZIONE di SINISTRA CRITICA ALLE REGIONALI
Gli effetti sociali della crisi economica su migliaia di lavoratori e lavoratrici, giovani studenti, e precari non stanno risparmiando neanche la Puglia. I dati sulla crescita economica pugliese, in controtendenza con le altre regioni del Sud, si scontrano con l’impossibilità per molti ad arrivare a fine mese, con l’aumento della cassa integrazione e dei licenziamenti, con l’aumento degli sfratti e la difficoltà a trovare casa, con l’incessante sfruttamento dei migranti nelle campagne e nei settori più importanti dell’economia pugliese. Se all’aumento del Pil pugliese coincide un aumento della cassa integrazione dove va a finire questa ricchezza? Ai ceti deboli oppure sempre nelle tasche dei più ricchi sotto forma di rendite e profitti?
Di fronte alle promesse di queste ultime settimane di campagna elettorale, il centrodestra pugliese cerca addirittura di coprire le politiche razziste del governo Berlusconi e il progressivo smantellamento dei diritti dei lavoratori; si fa paladino della tutela dei beni comuni e di politiche ambientali per risolvere la crisi ecologica ed energetica. Il centrosinistra invece continua a non proporre un’idea alternativa reale e coerente. Anche il PD pugliese non si esprime nettamente su quali risposte concrete dare a chi rischia il posto di lavoro; non fa minimo accenno all’introduzione di politiche contro la crisi quali il salario sociale, il sostegno diretto al reddito per disoccupati, precari, cassaintegrati; non si esprime apertamente sui finanziamenti pubblici ad imprese che continuano a delocalizzare, a licenziare o ad utilizzare la cassa integrazione mentre aumentano i loro profitti; è fortemente ambiguo sui processi di privatizzazione della sanità pugliese (vedi gestione dell’ex assessore Tedesco e il caso del “San Raffaele” di Taranto), ma anche sulla gestione dell’acquedotto pugliese quale ente pubblico a gestione privata o farne un’azienda di diritto pubblico a gestione pubblica e partecipata come rivendicano movimenti e migliaia di cittadini/e. Il PD in Puglia, come in tutte le altre regioni dove è al governo, ha condiviso e continua a praticare politiche economiche social-liberiste funzionali ai profitti e agli interessi delle lobby economiche, tra le prime responsabili della crisi economica attuale.
Poi ci sono Sinistra ecologia e Libertà, che esprime il candidato alla presidenza della Regione, e la Federazione della Sinistra che continuano imperterrite a credere che la politica del meno peggio porti a dei risultati; continuano a rincorrere l’alleanza con partiti che non propongono un’alternativa credibile alle politiche del centrodestra.
Per queste ragioni abbiamo proposto alle forze politiche e sociali della sinistra di costruire un polo antiliberista ed anticapitalista, alternativo al centrodestra, ma anche al centrosinistra. Alcuni hanno deciso di seguire il PD, altri si sono rinchiusi in un settarismo autoreferenziale. Proprio per questo, oggi, consapevoli che le vie di mezzo non servono a nulla, se non addirittura sono deleterie al cambiamento dell’esistente, nessuno dei candidati alla presidenza della Regione Puglia ci rappresenta. Se questa volta abbiamo deciso di non votare è perché crediamo che per ricostruire una Sinistra nuova, giovane e popolare sia necessario ed imprescindibile rompere con la cultura economica dominante, quella basata sul mercato e sui profitti, sulle guerre e sulle disuguaglianze sociali, sulla privatizzazione dei servizi pubblici e dei beni comuni.
Crediamo che non sia affatto sufficiente riversare tutte le proprie speranze in una sola persona, quale può essere Vendola, in un solo uomo al comando. La rottura con questo sistema economico, politico ed istituzionale in crisi, che “rigurgita” i suoi effetti sulle popolazioni in difficoltà, può partire solo dal protagonismo dei lavoratori, dei migranti, delle donne, degli studenti in lotta. Oggi ricostruire una nuova Sinistra, un'altra politica, per noi significa basarsi sull’auto organizzazione dei soggetti sociali, sulle loro lotte sui posti di lavoro, nei luoghi del disagio sociale. Significa costruire solidarietà, nuove relazioni basate su percorsi realmente democratici che vedano il controllo pubblico e sociale dei beni comuni, l’introduzione di un salario minimo, di un reddito dignitoso per i disoccupati e pensionati, di un lavoro stabile e non ad intermittenza per milioni di lavoratori e lavoratrici. Non possiamo rischiare di riproporre un “film già visto, in cui un governo/ammucchiata prenda provvedimenti antipopolari come ormai succede da anni nel centrosinistra. Oggi bisogna puntare ad una unità che parta dalle lotte, che attraversi tutte le forze a sinistra del PD, per rilanciare l’idea di un cambiamento radicale della società e che un altro mondo è possibile.
Sinistra Critica, Puglia






