Pisa, oltre 200 persone nell'Università occupata, discutono del '68 con Krivine, Giachetti e Turigliatto
Oltre duecento persone hanno assistito Martedì 14 Ottobre a Pisa all'iniziativa "Il '68. Quarant'anni dopo, una storia aperta", organizzata dall'associazione studentesca "Laboratorio per l'alternativa" in collaborazione con Sinistra Critica. Una fortunata coincidenza ha voluto che il luogo dell'incontro, il polo didattico "Carmignani", fosse stato occupato da una settimana dagli studenti universitari in lotta contro i provvedimenti della Gelmini. L'oggetto della discussione della serata, ossia le lotte studentesche, operaie e antimilitariste che si svilupparono quarant'anni fa, è stato così messo in connessione con le vicende di questi giorni, in cui gli studenti si battono per difendere il sistema pubblico dell'istruzione.
L'iniziativa, coordinata da Simone Seminara (Sinistra Critica di Pisa), è stata aperta da un saluto da parte di uno studente dell'assemblea di occupazione, che ha fatto il punto sulla mobilitazione ed ha ricordato i passaggi che ci attendono nel tentativo di estendere la lotta in tutte le scuole e tutte le facoltà. Ha preso poi la parola Alain Krivine, protagonista del Maggio francese e portavoce della Ligue Communiste Révolutionnaire, che ha ripercorso la traiettoria delle vicende politiche del '68 in Francia per collegarsi quindi all'obiettivo, su cui si lavora oggi nel suo Paese, di dar vita finalmente ad un nuovo partito anticapitalista. Diego Giachetti, storico dell'Università di Torino, ha parlato del '68 nei Paesi dell'Europa dell'Est, evidenziando come i cambiamenti culturali dei giovani europei evidenziassero caratteri simili da entrambi i lati rispetto alla cortina di ferro. Infine, Franco Turigliatto, già senatore di Sinistra Critica, è intervenuto sul '68 italiano, dalle lotte studentesche di palazzo Campana a Torino a quelle operaie nelle grandi fabbriche, auspicando che la lotta per l'alternativa di società, che i giovani sessantottini non sono riusciti a portare a compimento, possa essere ripresa con esiti migliori dalle nuove generazioni.







