"Operazione BLU": Basta montature!

Comunicato Stampa.

Il coordinamento provinciale di Sinistra Critica esprime la propria solidarietà agli arrestati nel corso della cosiddetta "Operazione Blu". Si tratta di ragazzi che conosciamo e con i quali abbiamo condiviso innumerevoli mobilitazioni e lotte negli ultimi anni. Le modalità dell'operazione, con il blitz all'alba e la carcerazione, ci sembrano spropositate e assurde e lasciano intendere una volontà intimidatoria nei confronti di giovani militanti di sinistra molto attivi nel territorio monfalconese.
Inoltre le informazioni riportate dalla stampa in merito a "confidenze" di giovani coinvolti in operazioni antidroga, se confermate, disegnano un quadro nel quale la repressione del consumo di droghe è utilizzato attivamente dalle forze dell'ordine per costruire una rete di informatori ed estendere un controllo sociale già asfissiante. Si tratta di tecniche divenute famose perché utilizzate negli anni '70 per reprimere la ribellione dei ghetti neri delle città americane.
E' un ulteriore elemento di preoccupazione che si aggiunge a quello delle decine di giovani militanti di sinistra attualmente sotto processo con accuse legate alla loro attività politica e che mette a serio rischio l'agibilità democratica e il diritto al dissenso nella nostra provincia .

coordinamento provinciale Gorizia
- Sinistra Critica -

Monfalcone 19/02/09

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Riportiamo gli articoli de Il Piccolo sulla questione

IL GIORNALE DI OGGI, MERCOLEDÌ 18 FEBBRAIO 2009 › PRIMA PAGINA DELL'EDIZIONE LOCALE › GORIZIA

DROGA. «OPERAZIONE BLU» DI POLIZIA E CARABINIERI

Blitz nel Centro sociale, 6 arresti per hashish

Irruzioni scattate all’alba nella struttura di via Natisone e nel caffè Tommaso di via Rosselli

di GUIDO BARELLA
Il blitz è scattato ieri mattina verso le 5. Gli agenti di Polizia della Squadra mobile della Questura di Gorizia e del Commissariato di Monfalcone e i carabinieri sono entrati in azione nella città dei cantieri, al Centro a bassa soglia di via Natisone, ex «Centro blu», e al caffè «Tommaso» di via Fratelli Rosselli, per dare esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari di Gorizia Comez su richiesta del sostituto procuratore Panzeri. In manette sono finiti, per traffico di sostanze stupefacenti, hashish e marijuana, sei giovani, tutti noti in provincia per essere attivisti dell’estrema sinistra, impegnati ad esempio nel movimento che si è opposto alla realizzazione del Cpt di Gradisca, tutti legati all’Officina sociale di Monfalcone, la struttura che ospita il Centro a bassa soglia, organizzando progetti antidroga condotti in collaborazione con il Comune e il Sert.

In carcere, divisi tra Gorizia e Udine, sono dunque finiti i fratelli Mario e Claudio Puglisi, titolari del caffè «Tommaso», Stefano Micheluz, Cristian Massimo, Francesco Francioso e Juan Perani. L’inchiesta - chiamata «Operazione blu» dal nome del centro sociale monfalconese - e che ha portato agli arresti effettuati all’alba di ieri prende le mosse poco meno di un anno anno fa da una perquisizione effettuata proprio all’Officina sociale di Monfalcone, una struttura comunale gestito dall’associazione Entrata Libera.

Il 19 maggio 2008, alle 6 di mattina, una trentina tra poliziotti e carabinieri, con il supporto di una unità cinofila della Guardia di finanza, intervennero in via Natisone per la perquisizione ordinata dalla Procura della Repubblica di Gorizia. Contemporaneamente vennero perquisite anche le abitazioni di due attivisti legati al gruppo, una delle quali era quella di Mauro Bussani, detto Mamo, segretario provinciale dei Verdi, che non è stato invece coinvolto dal blitz di ieri mattina. All’Officina sociale di Monfalcone gli inquirenti erano un anno fa arrivati dopo aver raccolto confidenze da parte di alcuni giovani dell’Isontino pizzicati nel corso di controlli antidroga, giovani che avrebbero dichiarato che nella struttura di via Natisone sarebbe stato possibile trovare «fumo» con una certa facilità.

Ecco quindi che scattò la perquisizione, alla quale sono seguite altre indagini e accertamenti da parte degli agenti della Squadra mobile di Gorizia. Un lavoro lungo e paziente, coordinato dal sostituto procuratore della Repubblica di Gorizia Panzeri, che ha condotto alla richiesta presentata al giudice per le indagini preliminari per ottenere la custodia cautelare. E così ieri mattina alle 5 gli agenti e i carabinieri sono nuovamente entrati in azione, arrestando i sei giovani tra Monfalcone e Cervignano (dove qualcuno di loro era ospite di amici o familiari) e perquisendo nuovamente l’Officina sociale, dove sarebbero stati sequestrati, tra l’altro, una trentina di mozziconi di sigaretta che dovranno ora essere analizzati per verificare se si tratta di stupefacente. Tra l’altro, l’Officina sociale proprio sabato scorso aveva ospitato una manifestazione di preparazione alla Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze, in programma a Trieste a metà marzo.

Il legale di alcuni dei giovani arrestati, l’avvocato Iacono, ieri pomeriggio ha potuto incontrare nel carcere di via Barzellini a Gorizia i propri assistiti. Nelle prossime ore deciderà, di concerto anche con gli altri colleghi difensori, le mosse da fare, a iniziare dal ricorso al Tribunale del Riesame. Molti dei giovani arrestati ieri mattina sono già comparsi davanti ai giudici per reati legati al proprio impegno politico: taluni figurano infatti, a esempio, tra gli imputati per gli scontri con la Polizia davanti alla caserma Massarelli, 6 anni fa, in occasione dell’espulsione di alcuni cittadini del Bangladesh. Altri processi sono in corso per interruzione di pubblico servizio per l’organizzazione di manifestazioni non autorizzate.

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DROGA. LA CONDANNA DEI «NO GLOBAL »

Analoga azione nel maggio scorso

«Alle 5 di mattina, come chi ha qualcosa da nascondere o chi si vergogna di quello che fa, così si sono mossi questa mattina gli agenti della polizia e dei carabinieri per arrestare tre persone. Tre attivisti politici, conosciuti da tutti come persone che hanno rivendicato il diritto alla casa e libertà di movimento per i migranti, si sono battuti contro l'abominio dei Cpt e hanno preso parte alle rivendicazioni sindacali messe in atto negli ultimi anni nei nostri territori». Inizia così un comunicato firmato «Spazi sociali della Venezia Giulia» sull’operazione che ha portato all’arresto di alcuni esponenti no global.

«Hanno perquisito l’Officina sociale di Monfalcone - prosegue la nota - prima di arrestarli, sequestrando ben trenta mozziconi di sigaretta». E proprio sabato all’Officina sociale di via Natisone, ricordano i firmatari del comunicato, aveva avuto luogo una prima iniziativa pubblica di avvicinamento alla Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze di Giovanardi, prevista a Trieste il 12, 13, 14 marzo prossimo. «E forse questo è il modo di preparare il "confronto" e la discussione», commentano oggi con ironia.

«Da anni - aggiungono - tutto l’Isontino subisce un controllo sociale esasperante, fatto di controlli dei ragazzini alla ricerca della ”canna assassina”, di perquisizioni, corporali e delle abitazioni, fermi e minacce a parlare a far nomi. Maxi-inchieste del nulla, che in molti anni hanno portato a indagare centinaia di persone trovando solamente pochi grammi di hashish e marijuana».

«Probabilmente - prosegue la nota - il tutto risale alla precedente perquisizione del Centro a bassa soglia di Monfalcone all’interno di Officina sociale compiuto nel maggio dello scorso anno, perquisizione che non aveva portato al sequestro di niente, ma aveva fatto iscrivere diversi militanti nel registro degli indagati. Ma ora c’è fretta, e come i peggiori giocatori d’azzardo sanno, quando si perde bisogna rilanciare, anche se questo rilancio può portare a ulteriori perdite». Gli Spazi sociali propongono una loro lettura della vicenda: «Tutto probabilmente è dettato da un urgenza: a fine mese il pm titolare dell’inchiesta se ne va da Gorizia e con gli scarsi elementi in mano c’è il rischio concreto che il prossimo non avvalli inchieste vuote e politicamente mirate. La provocazione è grave, gli arresti sono abnormi, l’inchiesta politicamente mirata; viviamo la realtà di questi territori e ci ostiniamo a non considerare ineluttabile l’imbar
barimento politico e sociale a cui stiamo assistendo, il peggioramento della qualità della vita, del tessuto di relazioni e socialità».

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DROGA. PARLA IL SEGRETARIO PROVINCIALE DEI VERDI

Bussani: «Episodio surreale»

«È un fatto surreale, che definirei pazzesco. E anche vergognoso: è mai possibile che polizia e magistratura sprechino il loro tempo in inchieste del genere, quando a Monfalcone, lo sanno tutti, ci sono cose, queste sì gravi, sui cui meriterebbe piuttosto indagare?». Ad affermarlo è Mauro Bussani, presidente di Entrata Libera, l’associazione che da anni gestisce l’Officina sociale di via Natisone, l’ex Centro Blu. Ma Bussani, noto con il nome di battaglia di Mamo, parla anche in qualità di segretario provinciale dei Verdi e le sue dichiarazioni hanno dunque anche una valenza politica. «C’è in atto un tentativo portato avanti a 360 gradi per imprimere una svolta repressiva finalizzata a colpire le espsressioni e tutte le voci critiche nei confronti del sistema», conclude Bussani, che annuncia la convocazione di una conferenza stampa in tempi strettissimi per meglio articolare queste sue accuse.