Non paghiamo la loro crisi! Respingiamo la manovra del governo!

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Ancora una volta e in misura sempre più grave il governo attacca i redditi e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e delle classi popolari

La "manovra" finanziaria varata da Berlusconi e Tremonti nei giorni scorsi prende a pretesto l'Europa per spostare colossali fortune a favore dei ricchi, degli speculatori, delle banche.

Lo smisurato debito pubblico, causato dagli ingenti interessi che gli stati (tra cui l'Italia) pagano a favore di banche, redditieri e speculatori, viene agitato per poter regalare ulteriori interessi e risorse proprio a coloro che sono i responsabili della crisi.

* Si bloccano per quattro anni le retribuzioni dei dipendenti pubblici i cui contratti sono già fermi da molto tempo. Bloccando gli stipendi dei dipendenti pubblici, si incoraggiano i padroni a fare perlomeno altrettanto con quelli privati, già massacrati dalle ristrutturazioni e dalla cassa integrazione. Eppure, le retribuzioni sempre più basse e il diffondersi della povertà sono una delle cause più importanti della crisi economica e della chiusura di tante fabbriche: la produzione cala perché la gente può comperare sempre meno!
* Si mantengono per almeno sei mesi ai lavori forzati le lavoratrici e i lavoratori che hanno raggiunto i requisiti per la pensione. Eppure, l'allungamento dell'età lavorativa è una delle cause più importanti della mancanza di prospettive occupazionali per le giovani generazioni!
* Si tagliano selvaggiamente i trasferimenti agli enti locali, causando un'ulteriore e inevitabile riduzione dei servizi pubblici e sociali
* Si tagliano le risorse e le energie impegnate nella ricerca e nella scuola.
* Si preparano ennesimi condoni per continuare a regalare miliardi agli evasori. Eppure, i 120 miliardi evasi al fisco ogni anno sono una delle cause più importanti del deficit di bilancio!
* E, soprattutto, si sfrutta il clima della crisi per sferrare un colpo mortale ai residui diritti e alle conquiste del mondo del lavoro, cancellando i contratti collettivi per sostituirli con i contratti individuali "certificati", sostituendo i giudici del lavoro con "arbitri" al servizio dei padroni, cancellando il divieto di licenziamento senza giusta causa (il famoso articolo 18), smantellando lo Statuto dei diritti dei lavoratori per sostituirlo con lo "Statuto dei lavori" scritto a quattro mani con la Confindustria, rendendo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori sempre più precari e vittime dei più perversi ricatti padronali.

Occorre un grande movimento che respinga questo disegno.

Un movimento che rivendichi il ritiro delle misure antipopolari e, al contrario, l'adozione di misure concrete e massicce contro la speculazione finanziaria, misure draconiane contro l'evasione fiscale, la tassazione dei capitali rientrati dall'estero grazie allo scandaloso "scudo fiscale", una maggiore progressività della tassazione per colpire i grandi redditi e alleggerire parallelamente la tassazione sui salari e sulle pensioni, l'introduzione, finalmente, di una forte tassa sui patrimoni (8.000 miliardi di euro detenuti da poche famiglie).

Occorre che questo movimento sia unitario e dal basso; le forze politiche, sociali, sindacali che non vogliono abbandonare la difesa dei diritti di lavoratori, lavoratrici, giovani, precari e precarie devono trovare una convergenza unitaria per sostenere un’ampia mobilitazione, che permetta di difendere realmente il mondo del lavoro e gli interessi popolari.

Con questo orientamento politico unitario Sinistra Critica sosterrà e parteciperà a tutte le prossime scadenze di mobilitazioni e di lotta.

Sinistra Critica - Organizzazione per la Sinistra Anticapitalista

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