Napoli: Alle loro primarie preferiamo i contenuti.
Anche a Napoli il centrosinistra terrà le elezioni primarie per scegliere il candidato a Sindaco della città.
L’introduzione nella politica italiana di questo strumento, proprio della realtà nordamericana storicamente e politicamente diversa dalla nostra, avrebbe dovuto contribuire –secondo i suoi fautori- a contrastare la disaffezione crescente dalla politica attraverso il coinvolgimento diretto e la partecipazione attiva degli elettori di centrosinistra. In realtà, nella sua concreta applicazione in Italia, si è rivelato una trovata politicista, un meccanismo mistificante che il più delle volte legittima interessi particolari di lobby e cordate pregiudicando la visione complessiva dei problemi. Le ingenti spese sostenute dai candidati nelle recenti primarie milanesi, si parla di budget milionari, fanno intravedere l’intervento di potentati economici.
Inoltre si favorisce una concezione verticistica, leaderistica e individualistica della prassi politica a scapito della forma collettiva. Il confronto programmatico viene rimosso.
A Milano,infine,si è registrato un drastico calo dei partecipanti, confermando che la disillusione e il disorientamento del popolo di sinistra hanno ragioni profonde che reclamano risposte vere e non ipocriti rituali. Non a caso soprattutto i quartieri periferici e le fasce popolari hanno disertato le urne.
Le primarie partenopee
Alla vigilia delle elezioni comunali, mentre si consuma il fallimento storico del lungo ciclo amministrativo del centrosinistra (da Antonio Bassolino a Rosa Russo Iervolino), caratterizzato contestualmente dalla totale compromissione del centrodestra, mentre restano irrisolte, e per molti aspetti aggravate,sia le condizioni generali della città, negli aspetti ordinari e nella prospettiva della tutela e della valorizzazione dei suoi incommensurabili valori, sia tutte le contraddizioni sociali che attanagliano le condizioni di vita e di lavoro dei ceti popolari dell’area metropolitana, il Partito Democratico rispolvera lo svolgimento delle primarie.
Da mesi, sono sorti comitati e si sono formate aggregazioni diversificate a sostegno di alcuni possibili candidati i quali per biografia, per responsabilità oggettive e soggettive e, soprattutto, per i programmi che stanno declamando non rappresentano alcuna discontinuità con le scellerate politiche del centrosinistra: testimonianza concreta dell’assenza di qualunque vera critica su quanto accaduto e sulle scelte fatte. Ranieri, Cozzolino, Oddati e, dulcis in fondo, il novello demiurgo venuto da fuori, Libero Mancuso,sono l’espressione più del fallimento e della crisi del centrosinistra napoletano che del possibile inizio del riscatto,per quanto embrionale e problematico.
Ai tanti protagonisti politici, sociali, culturali che – a vario titolo e in forme variegate
–manifestano insoddisfazione e disagio rispetto all’esperienza amministrativa di questi anni e reclamano una alternativa effettiva, si offre un passaggio di metodo (e di sostanza!) che offende.
Questa è la strada sicura per far vincere il centrodestra!
Tuttavia nel disastro napoletano continuano ad esistere e agire energie individuali e collettive: ecologiste, democratiche, progressiste; movimenti sociali,associazioni culturali, multiformi manifestazioni del conflitto sociale che per la volontà e lo spirito di cambiamento che li animano, per la potenziale capacità di aggregazione maggioritaria, rappresentano la risorsa decisiva per sbarrare la strada alla destra, il punto vero da cui ripartire.
Come deciso a conclusione dell’Assemblea tenuta lo scorso 7 dicembre alla Sala Gemito, si è avviata ed è in corso una campagna di incontri, confronti, discussioni sulle condizioni della città e sulle diverse proposte politiche e programmatiche, tra quanti si riconoscono nella necessità di testimoniare e realizzare una reale discontinuità rispetto al quindicennio di governo locale del centrosinistra.
Vogliamo, sulla base di questa esperienza di democrazia, giungere entro gli inizi di febbraio ad un appuntamento collettivo, unitario, aperto ai contributi più vari, in buona sostanza a un’Assemblea della Città Reale dove dal confronto sui contenuti scaturiscano l’individuazione e la condivisione ampia di forme e modalità possibili che facciano vivere anche nella fase elettorale le ragioni dei movimenti, delle associazioni, dei gruppi che si collocano in posizione autonoma e indipendente dal centrosinistra.
“PER I NOSTRI DIRITTI CONTRO I LORO PROFITTI”
Napoli,
23/12/2010






