Monfalcone: ripulire il cervello dei razzisti...
volantino distribuito a Monfalcone il 14/11/09
Sinistra Critica giudica la recente apertura di un gruppo su Facebook che chiede per Monfalcone un piazza ripulita dalla presenza dei bengalesi e la raccolta firme promossa dalla Lega Nord contro l’apertura di una moschea dei segnali estremamente inquietanti del crescente clima di intolleranza che si sta diffondendo in città.
E’ semplicemente aberrante che qualcuno si senta leso nei suoi sentimenti dalla sola presenza di persone identificabili per il colore della pelle. E’ incredibile che a oltre dieci anni dall’inizio della presenza consistente di questi nuovi concittadini qualcuno riesca ancora a non considerarli monfalconesi a tutti gli effetti.
E’ assurdo non riconoscere gli sforzi di integrazione che la comunità bengalese sta compiendo, con l’arrivo dei familiari dal paese d’origine e quindi la costruzione di progetti di vita stabili, con l’inserimento dei bambini nelle scuole, con l’apertura di un rapporto con le istituzioni cittadine, con la partecipazione ad eventi sociali collettivi. E’ veramente miope non notare che si tratta di una comunità che con il proprio lavoro contribuisce notevolmente alla ricchezza di questo territorio provocando ben pochi “problemi” come testimoniato dalla rarità con la quale i bengalesi rientrano negli episodi di cronaca locale.
Non ci stupisce invece che la Lega Nord cavalchi i sentimenti più irrazionali per trarne profitto politico. Si tratta di una forza politica che pur al governo del paese non riesce a fornire alcuna risposta concreta alla propria base elettorale, fatta da quei lavoratori e piccoli imprenditori falcidiati dalla crisi economica che sta devastando il tessuto produttivo del nord (come del sud) d’Italia.
Anche a livello cittadino, quindi, la Lega preferisce raccogliere firme per negare il diritto alla libertà di culto piuttosto che spiegare cosa stanno facendo i suoi innumerevoli e ben remunerati Ministri per le centinaia di lavoratori monfalconesi in cassa integrazione o in mobilità.
Infine riteniamo che questi avvenimenti dovrebbero interrogare anche l’amministrazione comunale e le forze politiche al governo della città. Le fosche previsioni sul futuro di Fincantieri se diverranno realtà rischiano di rendere drammatica la già grave emergenza occupazionale ed è facile prevedere lo scatenarsi di una vera e propria guerra tra poveri.
A nostro avviso l’amministrazione comunale dovrebbe mettere urgentemente in campo un piano straordinario di coesione sociale fatto di sostegno al reddito, aiuti al pagamento di mutui e affitti, creazione di posti di lavoro, lotta al razzismo con un investimento di risorse molto più ampio di quanto finora fatto.
Purtroppo la maggioranza in Comune in questi mesi ha preferito concentrarsi sull’approvazione di ordinanze che neanche troppo velatamente additano comportamenti tipicamente tenuti da cittadini stranieri come responsabili di un presunto degrado del decoro urbano, accendendo così la miccia che altri ora usano per appiccare l’incendio.
Lanciamo quindi un appello alle forze politiche, ai sindacati, alle coscienze, democratiche e antirazziste affinché le manifestazioni di intolleranza trovino al più presto una risposta pacifica e di massa che ribadisca la tradizione di accoglienza e multietnicità della nostra città.







