Marchionne va giù duro, ma i lavoratori resistono bene
Dopo aver subito un duro colpo d'arresto a Pomigliano con il fallimento del plebiscito, Marchionne moltiplica gli attacchi e le provocazioni contro i lavoratori.
A Melfi, mette in cassa integrazione parte dei lavoratori e nello stesso tempo pretende di aumentare la produzione del 10%. A Mirafiori lascia intendere di non voler pagare il premio di risultato (già dimezzato lo scorso anno) tanto atteso dai lavoratori dopo i lunghi periodi di cassa integrazione che hanno taglieggiato i salari. Ma la Fiat sta trovando pane per i suoi denti. Le lavoratrici e i lavoratori stanno rialzando la testa: scioperi e manifestazioni a Melfi, scioperi e grandi e combattivi cortei a Mirafiori e all'Iveco a Torino. La direzione aziendale reagisce a questa inaspettata mobilitazione operaia rispolverando il vecchio metodo vallettiano dell'intimidazione e repressione.
E' il momento di unificare i diversi fronti con una iniziativa di lotta di tutto il Gruppo Fiat. Così come è necessario costruire una mobilitazione generale dal basso che sappia unire le tante lotte sparse per il paese per la difesa del lavoro, del salario e dei diritti, più che mai sotto attacco della Confindustria e del governo.
Sinistra Critica - Organizzazione per la Sinistra Anticapitalista







