Manifestazione per l'acqua pubblica di Sabato 20 Marzo - Roma (ore 14.00 da Piazza della Repubblica)

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Ormai è sempre più chiaro come in una fase di crisi come questa, l'aggressione autoritaria all'ambiente e alle sue risorse assume un ruolo centrale per i soliti “poteri forti” per garantirsi profitti. La perdurante crisi economica, occupazionale, ambientale, alimentare e di democrazia, è la testimonianza dell’insostenibilità dell’attuale modello di produzione, consumi e vita.
Se il mercato ha prodotto l’esasperazione delle diseguaglianze sociali, la cronicità dei problemi ambientali e climatici, la drammaticità di grandi migrazioni di massa, non può essere lo stesso mercato a porvi rimedio.
Anche nella politica di casa nostra i voleri di Confindustria e dei “poteri forti” continuano a pesare.
La privatizzazione dell'acqua, gli inceneritori, le autostrade, le centrali a carbone e a turbogas fino ad arrivare al ritorno al nucleare. Dietro ogni “grande opera” si nascondono imprenditori e politici senza scrupoli.

Sull’acqua ad Aprilia da anni si combatte un battaglia lunga e difficile contro il mostro Acqualatina, esempio ormai nazionale di collusione tra gruppi industriali senza scrupoli (Veolia) e malapolitica. Dove il servizio idrico è stato di fatto privatizzato, come ad Aprilia, le tariffe sono triplicate, la qualità dell'acqua è peggiorata, non ci sono stati investimenti e i problemi per i cittadini sono aumentati.
Unico argine finora a tutto questo sono state le tante esperienze di lotta e di resistenza civile e ambientale venute dal basso, dai comitati per l’acqua pubblica ai vari comitati spontanei e auto organizzati, dalle associazioni ambientali regionali a quelle poche forze politiche che decidono di rompere con la politica dell’inciucio e delle poltrone.

Ad Aprilia dopo 4 anni di attesa finalmente il Consiglio di Stato lo scorso 5 Settembre con la Sentenza 5501/2009 ha accolto le ragioni dei cittadini di Aprilia ed ha lasciato Aprilia libera di determinare sulla gestione dell’acqua illegittimamente avviata. Ad oggi sono passati più di 185 giorni (e otto Consigli Comunali) dalla sentenza..
Il Consiglio Comunale di Aprilia ancora non ha adottato gli atti consequenziali motivandolo con la scusa dei “tempi lunghi che non coincidono con le aspettative dei cittadini..”

Noi crediamo che i tempi siano maturi e non sia più rinviabile una decisione così importante
che liberi finalmente i cittadini di Aprilia dalle catene di Aqualatina..Sindaco se non ora quando?

È per questi motivi che chiediamo alle cittadine ed ai cittadini di partecipare alla Manifestazione Nazionale di Sabato 20 Marzo a Roma (ore 14.00 da Piazza della Repubblica) e di sostenere la campagna referendaria per ridare in mano ai cittadini la gestione dell’acqua