LO SGOMBERO DI SAN NICOLA VARCO UNA VERGOGNA ANNUNCIATA

I migranti sgomberati da San Nicola Varco erano arrivati in Italia pagando molte migliaia di Euro con la promessa di un lavoro regolare. Sono stati invece ridotti in schiavitù e sfruttati come braccianti agricoli per pochi euro con il ricatto della clandestinità. E quando i terreni dove sorgevano le loro baracche sono entrati nel mirino degli speculatori edilizi qualcuno ha deciso che era il momento di sgomberarli e sono stati deportati con la forza versi i CIE.
Viene da chiedersi dove fossero quelli che oggi ci parlano di operazione in favore della legalità, quando i caporali lucravano illegalmente sul lavoro di queste persone. Oppure quando i nostri territori sono stati devastati dalla speculazione edilizia, dalla cementificazione selvaggia, e trsformati in discariche a cielo aperto.
Forse erano impegnati a combattere la cosiddetta immigrazione clandestina con leggi come il Pacchetto Sicurezza e con tutta una serie di norme e regolamenti locali sempre più duri. Norme che invece di far diminuire il numero di “clandestini” lo aumenta, trasformando automaticamente tutti i migranti e le migranti che perdono il lavoro in criminali solo per il fatto di essere sprovvisti di documenti.
Una situazione paradossale, ma di cui non c ‘è da meravigliarsi. Da oltre 15 anni le leggi a proposito sono state inasprite sempre di più, portando allo sfruttamento di massa del lavoro dei migranti, al respingimento dei richiedenti asilo ed al contrasto militare dei barconi nel Mediterraneo, diventato ormai il più grande cimitero d’Europa.
Grazie a queste stesse leggi sono nati prima i CPT e poi i CIE (Centro di Identificazione e Espulsione), vere e proprie carceri, in cui i migranti sono considerati delle non-persone, soggette ad una legislazione speciale.
Nel frattempo la Bossi-Fini (erede della Turco-Napolitano) ha saldato definitivamente il legame tra posto di lavoro e permesso di soggiorno. Oggi il 10% circa della “forza lavoro” in Italia vive sotto leggi che rendono quasi impossibile prendere la parola, organizzarsi ed associarsi, ottenere la cittadinanza, riunirsi ai propri cari e mettono
le loro vite stesse nelle mani del Mercato e dello sfruttamento del lavoro.
In questo quadro pesano anche le responsabilità dei governi di centrosinistra, con il supporto dell’ex sinistra radicale, che non solo non hanno abrogato quella legge razzista, ma anzi hanno spesso avallato le politiche securitarie senza discuterle nel merito. Lasciando spazio alla propaganda razzista della Lega Nord e delle forze sempre più aggressive e violente dell’estrema destra.
In un momento di crisi indicare i migranti come nemici assoluti è comodo. Distoglie l’attenzione dai veri colpevoli, come banchieri, finanzieri e speculatori, rendendo più semplice scaricarne il peso su lavoratori, precari, studenti e pensionati. Ed è utile per mettere l’uno contro l’altro chi avrebbe tutto l’interesse a lottare insieme.
Per opporsi a tutto ciò è necessario ripensare le forme politiche e sindacali per renderle all’altezza dell’attuale attacco ai diritti dei migranti, per difenderli ma anche per conquistarne di nuovi.
Bisogna unirsi per aprire nuovi conflitti, sperimentare forme di partecipazione e contaminare le culture.
E’ NECESSARIO COSTRUIRE UNA NUOVA STAGIONE DELL’ANTIRAZZISMO.

SINISTRA CRITICA SALERNO

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