L'invasione di Gaza

“Operazione piombo fuso”. Parte di una più vasta agenda militare e dei servizi segreti israeliani

di Michel Chossudovsky

I bombardamenti aerei e l'attuale invasione di Gaza da parte di forze terrestri di Israele devono essere analizzati in un contesto storico. L'operazione “Piombo fuso” è un progetto attentamente pianificato, che fa parte di un'agenda militare e più in generale dai servizi segreti, formulata per la prima volta nel 2001.
“Fonti del personale militare di difesa hanno detto che il Ministro di Difesa Ehud barak aveva dato istruzioni alle Forze di Difesa di Israele (l'esercito israeliano) di prepararsi all'operazione da più di 6 mesi, quando Israele cominciava a negoziare l'accordo di tregua con Hamas” (Barak Ravid, Operazione “Piombo Fuso”: La forza area Israeliana colpisce dopo mesi di pianificazione, Haaretz, 27 dicembre 2008
Israele ha violato la tregua il giorno delle elezioni presidenziali americane, il 4 di novembre
Israele ha utilizzato questa distrazione per interrompere la tregua con Hamas bombardando la striscia di Gaza. Israele ha affermato che questa violazione del cessate il fuoco è avvenuta per impedire che Hamas scavasse tunnel all'interno del territorio israeliano.
Proprio il giorno dopo, Israele ha lanciato un attacco terrificante su Gaza, tagliando la somministrazione di alimenti, carburante, medicine di altri prodotti di prima necessità nel tentativo di “sottomettere” i palestinesi, e contemporaneamente intraprendeva incursioni armate.
Come risposta, Hamas ed altri a Gaza hanno ripreso a lanciare razzi rudimentali, artigianali e fondamentalmente imprecisi verso Israele. Negli ultimi 7 anni, questi razzi sono stati responsabili della morte di 17 israeliani. Nello stesso lasso di tempo, gli attacchi di guerra lampo israeliani hanno ucciso migliaia di palestinesi, provocando proteste in tutto il mondo, rimaste però inascoltate da parte dell'ONU. (Shamus Cooke, Il Massacro in Palestina e il pericolo di una guerra più vasta, Global Research, dicembre 2008)

Disastro umanitario pianificato

L' 8 dicembre, il vice segretario degli Stati Uniti, John Negroponte, era a Tel Aviv per discutere con la controparte israeliana, compreso Meir Dagan, direttore del Mossad (Servizio di spionaggio israeliano)
L' “operazione piombo fuso” è iniziata due giorni dopo Natale. E' stata abbinata ad una campagna internazionale di pubbliche relazioni preparata molto attentamente sotto gli auspici della Ministra degli Esteri israeliana.
Gli obiettivi miliari di Hamas non sono l' obiettivo principale. L' “Operazione piombo fuso” ha il fine, chiaramente voluto, di causare vittime civili. Quello a cui assistiamo è un “disastro umanitario pianificato” a Gaza.
L'obiettivo di lungo termine di questo piano, così come è stato formulato dai responsabili politici israeliani, è l'espulsione dei palestinesi dalle terre palestinesi.
“Terrorizzare la popolazione civile, assicurando la massima distruzione di proprietà e risorse culturali. La vita giornaliera dei palestinesi deve arrivare ad essere insopportabile: bisogna segregarli in città e borghi, impedire loro lo svolgimento di una vita economica normale, allontanarli dai luoghi di lavoro, scuole e ospedali. Ciò incoraggerà l'emigrazione e indebolirà la resistenza alle espulsioni future.” (Ur Shlonsky, citato da Ghali Hassan, Gaza: “La prigione più grande del mondo, Global research, 2005)

“Operazione vendetta giustificata”

Siamo arrivati ad un punto decisivo. L' “Operazione piombo fuso” è parte di una più vasta operazione militare e dei servizi segreti cominciata agli esordi del governo di Ariel Sharon nel 2001. Sotto l' “Operazione vendetta giustificata” di Sharon gli aerei di guerra F-16 sono stati utilizzati inizialmente per bombardare città palestinesi.
L' “Operazione vendetta giustificata” fu presentata nel luglio del 2001 al governo israeliano di Ariel Sharon dal capo di stato maggiore dell'esercito israeliano Shaul Mofaz, con il titolo “La distruzione dell'autorità palestinese e il disarmo di tutte le forze armate.”
“Un piano di emergenza, con il nome in codice “Operazione vendetta giustificata” è stato redatto lo scorso giugno [2001] per rioccupare tutta la Cisgiordania e possibilmente la striscia di Gaza ad un probabile costo di “centinaia” di vittime israeliane.” (Washington Times, 19 marzo 2002).
Secondo la “relazione estera” di Jane (12 luglio 2001) l'esercito israeliano sotto Sharon aveva realizzato i suoi piani per un “attacco generalizzato per schiacciare l'autorità palestinese, espellere il leader Yasir Arafat, uccidere o detenere il suo esercito.”

“Giustificazione dello spargimento di sangue”

La “giustificazione dello spargimento di sangue” era una componente essenziale del programma militare e d'intelligence. L'uccisione di civili palestinesi veniva giustificata su “basi umanitarie”. Le operazioni militari israeliani furono cronometrate con attenzione affinché coincidessero con attacchi suicidi.
L' attacco sarebbe stato lanciato, a discrezione del governo, dopo un grosso attacco suicida in Israele, che avesse causato molte morti e feriti, usando lo spargimento di sangue come giustificazione. (Tanya Reinhart, Il male scatenato, l' azione di Israele per distruggere l'Autorità Palestinese è un piano calcolato, preparato da tempo - Global Research, dicembre 2001).

Il Piano Dagan

L' “Operazione vendetta giustificata” veniva anche chiamata “ Piano Dagan”, dal nome del generale Meir Dagan, ora in congedo, il quale dirige attualmente la Mossad, l'agenzia di servizi segreti di Israele.
Il generale della Riserva Meir Dagan era il consigliere di sicurezza nazionale di Sharon durante la campagna elettorale del 2000. A quanto pare, il piano fu preparato prima dell'elezione di Sharon come primo ministro nel febbraio del 2001. “Se condo quanto riferito da Alex Fishman che scrive su Yediot Aharonot, il piano Dagan, consisteva nella distruzione della Autorità Palestinese e nel “mettere fuori gioco” Yasir Arafat.” (Ellis Shulman, “Operazione vendetta giustificata”: un piano segreto per la distruzione dell'Autorità della Palestina, [marzo 2001]. In base a quanto riportato nella relazione estera (Jane) e riferito a livello locale [dal quotidiano] Ma'ariv, il piano d'invasione di Israele- denominato “Vendetta giustificata” - sarebbe stato lanciato immediatamente dopo il prossimo attentato suicida con molte vittime, sarebbe durato circa un mese e si prevedeva che avrebbe provocato la morte di centinaia di israeliani e di migliaia di palestinesi.
Il “Piano Dagan” prevedeva la cosiddetta “cantonizzazione” dei territori palestinesi la quale avrebbe separato totalmente la Cisgiordania da Gaza, con “governi” separati in ognuno dei territori. Secondo questo piano, previsto già nel 2001, Israele:
“avrebbe negoziato separatamente con le forze palestinesi dominanti in ognuno dei territori- forze palestinesi responsabili della sicurezza, dei servizi segreti, e addirittura del Tanzim (Fatah).” Il piano somiglia quindi molto all'idea di “Cantonizzazione” dei territori palestinesi, proposto da molti ministri.” Sylvain Cypel, L'infame piano Dagan, il piano di Sharon per disfarsi di Arafat, Le Monde, 17 dicembre 2001)
Il Piano Dagan ha stabilito una continuità con l'agenda militare e dei servizi segreti. Dopo le elezioni del 2000, a Meir Dagan fu asseganto un ruolo cruciale. “Si convertì nell' intermediario di Sharon per le questioni di sicurezza con gli inviati speciali del presidente Bush, Zinni e Mitchell.” Successivamente fu nominato Direttore del Mossad dal Primo ministro Ariel Sharon nell'agosto del 2002. Nel periodo post-Sharon, è rimasto a capo di Mossad. E' stato riconfermato nella sua carica di direttore dei servizi segreti dal Primo Ministro Ehud Olmert, nel giugno 2008.
Meir Dagan, in coordinazione con le sue controparti statunitensi, è stato responsabile di varie operazioni di servizi segreti militari. E' importante segnalare che da giovane il colonnello Meir Dagan aveva lavorato a stretto contatto con l'allora ministro della difesa Ariel Sharon negli attacchi a danno degli insediamenti palestinesi a Beirut nel 1982. Le invasioni di terra del 2008 e del 2009 a Gaza, hanno per molti aspetti una strana somiglianza con l'operazione militare del 1982.

E' importante considerare una serie di eventi cruciali che hanno condotto agli eccidi di Gaza sotto l' “Operazione piombo fuso:”

1. L'assassinio nel novembre del 2004 di Yasir Arafat. Questo assassinio era stato pianificato fin dal 1996 nell'ambito dell'operazione “Operazione campo di spine.” Secondo un documento dell'ottobre del 2000 “preparato dai servizi di sicurezza, su richiesta dell'allora Primo Ministro, Ehud Barak, si affermava che “Arafat, la persona, è una minaccia grave alla sicurezza dello Stato (di Israele) e il danno che seguirà alla sua sparizione sarà minore del danno causato dalla sua esistenza.” (Tanya Reinhart, Il male scatenato, l' azione di Israele per distruggere l'Autorità Palestinese è un piano calcolato, preparato da tempo) Global Research, dicembre 2001. Dettagli del documento furono pubblicati in Ma'ariv, il 6 luglio del 2001.).

L'assassinio di Arafat fu ordinato nel 2003 dal gabinetto di governo israeliano. Fu approvato dagli USA , che posero il veto ad una Risoluzione di Sicurezza dell' Onu che condannava la decisione del consiglio dei ministri israeliano. Come reazione ai crescenti attacchi palestinesi, nell'agosto 2003, il ministro di difesa israeliano, Shaul Mofaz, dichiarò una “guerra totale” contro i militanti, cui giurò che erano “marchiati a morte”.

"A metà settembre il governo israeliano approvò una legge per sbarazzarsi di Arafat. Il consiglio dei ministri per gli affari di sicurezza politica la definì “una decisione per rimuovere Arafat in quanto ostacolo alla pace.” Mofaz minacciò: “sceglieremo il modo e il tempo giusti per uccidere Arafat.” Il ministro palestinese Saeb Erekat disse alla CNN che pensava che Arafat sarebbe stato il prossimo obiettivo. La CNN chiese al portavoce di Sharon, Ra’anan Gissan se il voto significasse l’espulsione di Arafat. Gissan chiarì: “Non significa questo. Il consiglio di gabinetto ha deciso oggi di rimuovere questo ostacolo. Il momento, il metodo, i modi con cui ciò avverrà saranno decisi in separata sede, e i servizi di sicurezza sorveglieranno la situazione e faranno le raccomandazioni sull’azione più adeguata" (Trish Shuh, “Percorso per un piano di morte” Road Map for a Decease Plan” www.mehrnews.com, 9 novembre 2005).
L’assassinio di Arafat era parte del Piano Dagan del 2001. Molto probabilmente, fu portato avanti dall’intelligence israeliana. Il suo fine era distruggere l’Autorità Palestinese, fomentare divisioni all’interno di al-Fatah così come tra al-Fatah e Hamas. Mahmud Abbas divenne leader di al-Fatah, con l’approvazione di Israele.

2. La rimozione, in base agli ordini del Primo Ministro Ariel Sharon nel 2005, di tutte le colonie ebraiche a Gaza. Una popolazione ebraica di 7mila persone venne spostata..
“È mia intenzione [Sharon] portare avanti un’evacuazione – scusate, una ridislocazione – degli insediamenti che ci causano problemi e dei luoghi che conserveremo in un accordo finale, come gli insediamenti di Gaza. Sto lavorando nel presupposto che in futuro non ci saranno ebrei a Gaza” ha detto Sharon” (CBC, Marzo 2004) ".
La questione delle colonie di Gaza fu presentata come parte della “percorso verso la pace” sponsorizzata da Washington. Celebrata dai palestinesi come una “vittoria”, questa misura non era diretta contro i coloni ebrei. Al contrario: faceva parte della operazione clandestina complessiva, che consisteva nel convertire Gaza in un campo di concentramento. Finché i coloni ebrei vivevano dentro Gaza, non si poteva raggiungere l’obiettivo di mantenere un vasto territorio come una prigione sigillata. La realizzazione della “Operazione Piombo Fuso” imponeva “niente ebrei a Gaza”.

3. La costruzione del famigerato Muro dell’Apartheid fu decisa all’inizio del governo Sharon

4. La fase successiva fu la vittoria elettorale di Hamas nel gennaio 2006. Senza Arafat, gli architetti dell’intelligence militare israeliana sapevano che al-Fatah sotto Mahmud Abbas avrebbe perso le elezioni. Questo faceva parte del piano, già previsto e analizzato molto prima.
Hamas, in quanto responsabile dell’autorità palestinese, e nell’usare il pretesto che Hamas è un’organizzazione terroristica, Israele avrebbe intrapreso il processo di “cantonalizzazione” così come era stato formulato nel Piano Dagan. Al-Fatah sotto la guida di Mahmud Abbas sarebbe rimasta formalmente responsabile della Cisgiordania. Il governo di Hamas, regolarmente eletto, sarebbe stato confinato nella Striscia di Gaza.

L’attacco di terra

Il 3 gennaio, i carri armati e la fanteria sono entrati a Gaza in un’offensiva di terra totale.
"L’operazione di terra è stata preceduta da varie ore di fuoco pesante di artiglieria durante la notte, che ha mandato i bersagli in fiamme divampate nel cielo notturno. Il fuoco delle mitragliatrici risuonava mentre proiettili traccianti illuminavano l’oscurità e lo scoppio di centinaia di proiettili di artiglieria lanciava scie di fuoco" (AP, 3 gennaio 2009).
Fonti israeliane hanno precisato che l’operazione militare avrà un lungo decorso. Essa "non sarà facile e non sarà breve", ha affermato il ministro della Difesa Ehud Barak in un discorso alla TV.
Israele non sta cercando di obbligare Hamas a “cooperare”. Ciò a cui assistiamo è la messa in pratica del “Piano Dagan” così come formulato inizialmente nel 2001, il quale esigeva:
"un’invasione del territorio controllato da palestinesi da parte di circa 30mila soldati israeliani, con la ben definita missione di distruggere l’infrastruttura della leadership palestinese e di requisire gli armamenti attualmente posseduti dalle varie forze palestinesi, ed espellendo o uccidendo la sua leadership militare." (Ellis Shulman, op. cit)
La questione più generale è se Israele d’intesa con Washington abbia l’intenzione di scatenare una guerra più ampia
L’espulsione di massa potrebbe avvenire in qualche fase successiva all’invasione di terra, se fossero gli israeliani ad aprire i confini di Gaza per consentire un esodo della popolazione. Ariel Sharon si riferì all'espulsione come "una soluzione in stile 1948". Per Sharon "è solo necessario trovare un altro Stato per i palestinesi: “la Giordania è Palestina”, era una frase che fu Sharon a coniare" (Tanya Reinhart, op. cit.)

Michel Chossudovsky

8 gennaio 2009

Tratto da

Global Research

www.globalresearch.ca/

Corriente(a)alterna

http://www.espacioalternativo.org/

Traduzione di Manuela Pellegrino

di Michel Warschawski*
Barak, Olmert, Livni e Ashkenazi un giorno dovranno rispondere di crimini di guerra davanti a una corte di giustizia, come altri criminali. Di conseguenza, è nostro dovere informare sui loro atti e dichiarazioni per essere sicuri che paghino per i massacri che hanno ordinato e commesso.
Ma un’altra categoria di criminali potrebbe sfuggire ai tribunali. Questi non si sporcano le mani del sangue dei civili, ma forniscono le giustificazioni intellettuali e pseudo morali agli assassini. Formano l’unità di propaganda del governo e dell’esercito di assassini.
Gli scrittori israeliani Amos Oz e A. B. Yehoshua sono gli esempi tipici di simili miserabili intellettuali, e non è la prima volta! Ad ogni guerra si offrono volontari nello sforzo militare israeliano, senza neanche l’arruolamento ufficiale. Il loro primo compito è quello di fornire delle giustificazioni all’offensiva israeliana, poi, in un secondo tempo, piangono la verginità perduta e accusano il campo avverso di averci costretto ad essere brutali.
La giustificazione fornita da Oz sul Corriere della Sera e da Yehoshua su La Stampa è chiaramente di dover reagire ai missili su Sderot, come su tutto fosse iniziato con questi missili: «Ho dovuto spiegare agli italiani – scrive Yehoshua su Haaretz del 30 dicembre 2008 – perché l’azione israeliana era necessaria…»
Yehoshua e Oz hanno dimenticato i 19 mesi di brutale assedio israeliano imposto a un milione e mezzo di esseri umani, privandoli delle forniture più elementari. Hanno dimenticato il boicottaggio israeliano e internazionale verso il governo palestinese democraticamente eletto. Hanno dimenticato l’isolamento forzata tra Gaza e la Cisgiordania, separazione imposta per isolare e punire la popolazione di Gaza per la sua scelta democratica scorretta.
Dopo aver scelto di riscrivere la cronologia degli eventi, Oz e Yehoshua usano l’argomento della simmetria: la violenza è usata dalle due parti e risono vittime innocenti a Gaza come in Israele. In effetti, ogni civile ucciso è una vittima innocente. Allo stesso tempo, la cronologia e i numeri non sono fuori luogo: 3 civili israeliani sono stati uccisi nel sud di Israele, ma solo dopo che l’aviazione israeliana aveva messo in atto il massacro pianificato nel centro della città di Gaza, ammazzandone oltre 300.
Questa posizione degli intellettuali più noti di Israele serve da giustificazione morale al sostegno che il partito della sinistra sionista Meretz offre all’aggressione criminale del ministro della difesa Barak. A tempo debito anche Meretz esprimerà la sua opposizione alle uccisioni, ossia quando la comunità internazionale esprimerà la propria preoccupazione per le colpe di Israele. Per il momento questa comunità internazionale resta silenziosa e sembra anche felice del contributo israeliano alla propria santa crociata contro la minaccia islamica globale.
Per dimostrare preoccupazione, l’Europa invia un’assistenza sanitaria (simbolica) alla popolazione di Gaza. Sentendo il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner sostenere l’azione israeliana, mentre annuncia la decisione di inviare generi umanitari a Gaza, non ho potuto fare a meno di ricordare le informazioni sulle delegazioni della Croce Rossa Internazionale che avevano visitato i campi di sterminio nazisti con cioccolata e biscotti. So che non è la stessa cosa, ma nessuno può determinare le associazioni mentali.
Bernard Kouchner ha comunque una circostanza attenuante: i regimi arabi, in particolare quello di Hosni Mubarak, sostengono l’aggressione israeliana. E anch’essi manderanno cioccolato e biscotti ai bambini di Gaza, salvo, ovviamente, a quelli che giacciono morti all’ospedale di Shifa.
*Alternative Information Center – Beit Sahour/Gerusalemme
31 dicembre 2008

Gilbert Achcar*

Pubblicato su il Manifesto del 28 dicembre 2008

Il micidiale assalto compiuto da Israele contro Gaza era talmente premeditato da esser stato annunciato in anticipo ieri mattina su diversi quotidiani arabi. L'informazione più precisa è stata fornita dal giornale nazionalista palestinese e arabo al-Quds al-Arabi (Gerusalemme araba), pubblicato a Londra. Scrivendo a partire da Ramallah, in Cisgiordania, Walid Awad, corrispondente del quotidiano a Ramallah, in Cisgiordania, riferiva di aver appreso «da un'attendibile fonte diplomatica araba che il generale Omar Suleiman, capo dei servizi segreti egiziani, ha informato certe capitali arabe che Israele avrebbe lanciato un'offensiva limitata contro la Striscia di Gaza». Un'offensiva per far pressione sul movimento Hamas e obbligarlo a accettare una tregua senza condizioni. La fonte ha aggiunto che il generale Suleiman ha insistito presso la ministra israeliana degli affari esteri, Tzipi Livni, sulla necessità di non provocare vittime fra i civili durante l'operazione militare per evitare che foto di innocenti non vengano utilizzate per eccitare la piazza araba».
Questo scenario allestito in anticipo è stato messo in atto il giorno stesso della comparsa dell'articolo: accampando il solito pretesto - i lanci di razzi a partire da Gaza, che sono essi stessi tiri di rappresaglia, e così via - l'aviazione israeliana ha ferocemente attaccato Gaza, concentrando il fuoco sulle forze di sicurezza interne dirette dal governo di Hamas, conformemente alla domanda del capo dei servizi segreti egiziani, più desideroso di attenuare la reazione dell'opinione pubblica nel suo paese che di salvare vite umane palestinesi.
La collusione con Israele da parte degli «Arabi dell'America», come li chiama «la piazza araba», cioè le monarchie petrolifere del Golfo, la monarchia giordana e l'Egitto, è così venuta alla luce.
Il generale egiziano mette a punto insieme a Tzipi Livni lo scenario della carneficina offerto da Israele ai palestinesi in questo periodo di feste e di regali, mentre a Washington si fa il bilancio dei doni offerti dalle monarchie arabe al suo omologo americano, Condoleezza Rice: gioielli per diverse centinaia di milioni di dollari, fra cui una collana del costo stimato a 170.000 dollari, una parure di rubini e diamanti di 165.000 dollari da parte del re saudita Abdallah e una parure di smeraldi e diamanti del costo stimato a 147.000 dollari da parte del re giordano Abdallah II (Associated Press, 22 décembre). Dei regali tanto più stravaganti - scandalosi per le popolazioni dei paesi in questione - in quanto quei sovrani sapevano bene che Condoleezza Rice avrebbe potuto sfoggiarli solo durante il suo mandato di segretaria di Stato e che, conformemente alla legge americana, sono proprietà pubblica, e verranno riposti in un deposito del governo alla fine del mandato dell'amministrazione uscente.
Se gli «Arabi dell'America» si comportano in maniera così poco discreta nelle loro servili effusioni verso Washington mentre l'amministrazione Bush è la più odiata della storia dalla «piazza araba» - le popolazioni arabe non sognano altro che offrire un solo tipo di regalo a George Bush e ai membri della sua squadra aborrita: scarpe in faccia, seguendo l'esempio del giornalista iracheno Muntazar al-Zeidi diventato eroe nazionale di tutte le popolazioni arabe - si può immaginare in che modo si comporteranno dopo l'investitura di Barack Hussein Obama: senza ritegno alcuno, con molta probabilità.
Il cambiamento d'amministrazione a Washington, benché non faccia presagire un cambiamento sostanziale della politica statunitense in Medioriente, a giudicare dalla composizione della nuova squadra, porterà sicuramente una ripulitura di facciata: un passaggio dall'imperialismo dal volto orrendo e islamofobo all'imperialismo dal volto umano, nero e islamofilo. È il senso del gran discorso che Obama ha previsto di pronunciare, in direzione del mondo musulmano, dopo essere entrato in carica. L'America, i cui interessi in Medioriente sono stati messi in pericolo dalla goffaggine dell'amministrazione Bush, ha bisogno di ridorare il suo blasone presso i musulmani, per rafforzare il suo dominio militare attraverso una egemonia politica. È una delle ragioni principali per le quali il grande capitale americano ha sostenuto Obama, mentre gli elettori e le elettrici si mobilitavano per lui per tutt'altre ragioni.
Il timing dell'operazione israeliana è stato scelto tenendo conto di queste considerazioni: bisognava colpire duro Gaza prima dell'investitura di Obama, per non compromettere immediatamente la sua operazione di relazioni pubbliche. Il successo di questo attacco dovrebbe rendere più agevoli in futuro simili brutali aggressioni contro un nemico che sarà tanto più facile da demonizzare quanto il presidente americano sarà angelicato.

Analista politico, autore di Scontro tra barbarie e La guerra dei 33 giorni (edizioni Alegre)

Incriminate Barak, Livni e Olmert di crimini di guerra!

Lo Stato di Israele deve essere sospeso dalle istituzioni internazionali fino a quando Gaza sarà sotto assedio e l’aviazione e l’artiglieria israeliana continueranno a massacrare la sua popolazione!
140 morti dopo la prima ora dell’attacco criminale israeliano contro la popolazione civile Gaza . «Non è che l’inizio» hanno affermato gli alti responsabili israeliani, ripromettendosi di continuare i bombardamenti della città più popolata per metro quadrato del mondo!

Eravamo una dozzina di militanti palestinesi e israeliani nella sede dell’AIC a Beit Sahour (Cisgiordania), per discutere della crisi dei partiti laici palestinesi quando abbiamo appreso le notizie. Dopo qualche minuto di vero e proprio shock, siamo partiti verso i nostri compiti in una simile situazione di emergenza: Ahmad J. ha contattato i suoi amici di Gaza per avere le ultime novità, Connie e John sono andati nell’ufficio di Gerusalemme per lanciare un appello all’azione al movimento sociale internazionale, Sergio e Guila hanno contattato i mass media internazionali, Ahmad A. è andato a una riunione urgente dei movimenti popolari della zona di Betlemme, Nassar ha convocato le fazioni palestinesi per una riunione d’emergenza; tornando a Gerusalemme, io ho contattato le forze progressiste per organizzare per questa sera una protesta comune delle forze israeliane progressiste davanti alla casa del primo ministro, ma la Coalizione delle Donne per la pace aveva già preso l’iniziativa: ci si ritroverà a Tel Aviv alle 18.00.
Dopo aver organizzato il trasporto dei potenziali manifestanti da Gerusalemme, mi restano due ore prima di partire per Tel Aviv. Le impiego per chiedervi, amici e compagni del movimento sociale internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, di reagire immediatamente contro questo nuovo crimine di guerra commesso dal mio governo e dal mio esercito: più che mai il popolo palestinese ha bisogno della vostra mobilitazione, della vostra solidarietà e dei vostri sforzi. Più che mai dovete fare pressione sui vostri governi per imporre sanzioni a Israele e perché sia chiaro che uno Stato che vìola le regole più elementari della legge internazionale deve essere escluso dalla comunità delle nazioni civili.
I dirigenti politici e militari israeliani devono essere trascinati in giudizio in un tribunale internazionale per crimini di guerra! Seguiamo l’esempio dei nostri compagni britannici e diciamo chiaramente che ovunque vogliano andare: Barak, Ashkenazi, Olmert o Livni saranno accolti da un’accusa per i crimini di guerra che hanno commesso nei territori palestinesi occupati!
No all’impunità per i criminali di guerra israeliani!

Michel Warschawski,
Alternative Information Center, Beit Sahour/Gerusalemme
27 dicembre 2008

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