LA LOTTA PAGA. Il volantino sul referendum in Fincantieri
Nella giornata di domani si concludono le assemblee organizzate dalla FIOM in tutte le sedi e i cantieri navali del gruppo Fincantieri, dopo l’intesa siglata lo scorso 16 luglio che ha superato l’accordo separato del 1° aprile e dopo una significativa mobilitazione, con scioperi, presidi, sospensioni del varo di navi, una manifestazione nazionale, ecc.
Lunedì 27 e martedì 28 si svolgerà il referendum tra i lavoratori che daranno un giudizio sulla nuova intesa raggiunta.
Nel gruppo Fincantieri lavorano oltre 9.000 lavoratori “diretti” ma almeno il doppio se non il triplo, in una misura molto variabile in relazione al mercato e agli ordinativi, sono i lavoratori delle ditte d’appalto, con una consistente quota di manodopera straniera, croati o rumeni, pakistani o del Bangladesh, ecc.
Volantino di sinistra critica
LA LOTTA PAGA
La nuova intesa con Fincantieri, siglata il 16 luglio anche dalla FIOM, che modifica l’accordo separato del 1° aprile, è il frutto della mobilitazione e della capacità di lotta che i lavoratori hanno dimostrato in questi mesi.
E’ soprattutto importante aver costretto l’azienda e i sindacati “collaborativi” a dover ritornare al tavolo di trattativa per contrattare una nuova intesa che, se certamente non risolve tutti i problemi, cancella su molti punti i più grossi danni prodotti dall’accordo separato.
Sul piano salariale, la ex produttività congelata verrà pagata senza riferimento alla presenza e 750 euro andranno in busta paga per il secondo semestre del 2009. Una consistente quota degli aumenti salariali, pertanto, saranno svincolati dalla produttività, mentre per la parte restante il raggiungimento degli obiettivi di incremento della produttività non saranno più a totale carico dei lavoratori.
Su appalti, sicurezza sul lavoro, formazione professionale, apprendistato si conquistano nuovi poteri di intervento per RSU e lavoratori. In particolare, viene riconosciuto un monte ore da utilizzare per l’agibilità dei nuovi RLS di sito, che per la prima volta potranno intervenire anche sulle ditte di appalto.
E da settembre, in tutti i territori, verranno istituiti appositi tavoli di confronto sull’intero sistema degli appalti. Ed è molto importante aver iniziato ad affrontare, anche se con molto ritardo, il tema degli appalti esterni, che ormai da anni vengono sempre più utilizzati dall'azienda per dividere i lavoratori e livellare verso il basso garanzie e salari. Si tratta probabilmente del nodo centrale da risolvere all’interno del gruppo Fincantieri, per riuscire a ridare forza alle istanze dei lavoratori e aumentare i livelli di sicurezza paurosamente deteriorati.
Adesso occorre saper utilizzare e gestire questi primi risultati perché l’obbiettivo di fondo da porsi non può che essere la totale reinternalizzazione di tutte le lavorazioni appaltate in questi ultimi anni.
Tutto bene, allora? Certo che no. Come riconosce in un comunicato la stessa FIOM nazionale, non c’è ancora tutto quello che si sarebbe voluto cambiare. In particolare, non si è riusciti a cambiare la penalizzazione salariale per gli indiretti e sul premio di efficienza c’è ancora molto da fare, perché si è solo arrivati ad un compromesso.
Ma soprattutto, aggiungiamo noi, anche questa intesa aziendale positiva in Fincantieri, che cancella molti dei guasti dell’intesa separata del 1° aprile, non può cancellare i risultati negativi dell’accordo sul contratto nazionale di lavoro del gennaio 2008, allora sottoscritto anche dalla FIOM, un accordo segnato dallo scambio salario – flessibilità (su orari, precariato, produttività) e con risultati salariali insufficienti, pur in presenza di una larga disponibilità alla lotta e al conflitto, anche aspro, dimostrato allora dai lavoratori metalmeccanici. E non a caso fu respinto allora nel referendum in importanti grandi e medie aziende, dove la lotta era stata più intensa.
Adesso, in tutti i cantieri e le sedi del gruppo Fincantieri, occorrerà lavorare, da parte sindacale, delle RSU e dei lavoratori, a consolidare i primi risultati raggiunti, utilizzando con puntualità le scadenze previste dall’intesa, per ottenere ulteriori cambiamenti.






