Importante successo della manifestazione del 3 ottobre. Unifichiamo le lotte per un movimento contro la crisi
Trentamila in piazza con il Coordinamento dei Precari. Sinistra Critica era con loro
Un corteo riuscitissimo quello dei Precari di sabato scorso che da piazza della Repubblica ha attraversato piazza del Popolo per poi terminare con migliaia e migliaia di insegnanti precari e studenti davanti al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca in viale Trastevere.
Trentamila i partecipanti (diecimila secondo la Questura) a dimostrazione di una voglia di mobilitazione dimostrata dalla determinazione a uscire da piazza del Popolo per continuare lungo il Tevere e giungere in viale Trastevere. Una voglia di partecipare e contare che ha caratterizzato le modalità stesse di indizione del corteo e di autogestione da parte del Coordinamento nazionale dei Precari. Che ha dimostato di essere rappresentativo e radicale battendo sul campo i tentativi di delegittimazione da parte di stutture sindacali un po' troppo autoreferenziali.
Importante anche la presenza degli studenti universitari che stanno accompagnando la vertenza dei precari della scuola sin dall'inizio e che hanno costruito sulla mobilitazione un legame di solidarietà e di battaglia comune. Utile, a rappresentare la radicalità della giornata, anche lo striscione calato dagli studenti dalla terrazza del Pincio, visibile a centinaia di migliaia di persone, con su scritto “I soldi per la scuola e l'università sono tutti in Afghanistan. Via i tagli, via le truppe”.
La riuscita della manifestazione costituisce un buon viatico per continuare la mobilitazione, rafforzare l'autorganizzazione del movimento, dare fiducia al Coordinamento dei Precari e ai rapporti unitari con altri soggetti, studenti in primo luogo. La piattaforma del movimento è chiara e si batte in primo luogo contro i tagli, quindi con una proposta unificante.
Sinistra Critica, che più di tanti, ha voluto sostenere convintamente le scelte liberamente e democraticamente prese dal Coordinamento dei comitati dei precari della scuola, si rimette a disposizione con le sue idee e strumenti per proseguire la lotta, per creare unità dal basso, per cercare di strappare dei risultati.
E' venuto il momento di unificare le diverse vertenze e lotte, di porre la questione dello sciopero generale e di una grande mobilitazione unitaria contro la crisi
Se l'autunno è cominciato bene occorre ora proseguirlo meglio. A cominciare dallo sciopero del 9 indetto dalla Fiom, dalla manifestazione contro l'omofobia del 10 fino alla importantissima manifestazione contro il razzismo del 17 ottobre. Sinistra Critica ci sarà.
IL 3 OTTOBRE TUTTI A ROMA - ore 14.30 a Piazza Esedra
contro i tagli di Tremonti e Gelmini, per l'assuzione di tutti i precari, per la difesa della scuola pubblica
comunicato del Gruppo Operativo Nazionale
Le iniziative di protesta che in queste settimane hanno portato in piazza i precari della scuola, vittime del più grande licenziamento della storia repubblicana attraverso il taglio di 150mila posti in 3 anni previsto dalla legge 133 dello scorso anno, hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica la drammatica situazione in cui versa la scuola italiana e l’attacco mortale che il governo le sta portando.
L’occupazione dei provveditorati, le manifestazioni di piazza, il presidio che da quasi un mese dura, notte e giorno, davanti al ministero di Viale Trastevere esprimono certo la rabbia di quelle migliaia di lavoratori che, a settembre, si sono visti scippare il proprio posto di lavoro, ma rappresentano anche il proseguimento di un percorso di lotta ed autorganizzazione che viene da lontano e che durante tutto lo scorso anno ha visto crescere e coordinarsi decine di comitati di insegnanti precari su tutto il territorio nazionale, fino alla nascita del Coordinamento Precari Scuola proprio in occasione del presidio sotto il parlamento dello scorso 15 luglio.
La piattaforma che il coordinamento dei precari ha elaborato in queste settimane di lotta mostra la radicalità di questo percorso (dal rifiuto netto dei tagli alla richiesta di assunzione dei precari su tutti i posti vacanti, passando per la contrarietà netta al Pdl Aprea ed al complessivo attacco delle destre alla scuola pubblica) e la presa di coscienza di tanti precari che non vogliono sottostare ai ricatti ed alle divisioni giocate ad arte dal ministro Gelmini attraverso il cosiddetto decreto “salvaprecari” che altro non fa, in cambio di un’elemosina e della disponibilità alla flessibilità totale degli insegnanti, che introdurre un’ulteriore divisione all’interno di un mondo che già è vittima di una frammentazione enorme.
Come Sinistra Critica abbiamo, da sempre, sostenuto le rivendicazione dei precari della scuola e ci siamo impegnati per sviluppare i processi di mobilitazione e di autorganizzazione di questo movimento, appoggiando in pieno la piattaforma che lo caratterizza. Così continueremo a fare anche nei prossimi appuntamenti coscienti della necessità che la protesta mantenga la propria radicale opposizione alle misure governative ed allo stesso tempo si allarghi coinvolgendo tutto il mondo della scuola, dagli insegnanti di ruolo agli studenti.
Lo spostamento della manifestazione per la libertà di stampa dal 19 settembre al 3 ottobre, oltre che inaccettabile nel merito in quanto ha mostrato una complicità degli organizzatori con il coro bellicista di sostegno all’intervento in Afghanistan che ha accompagnato l’attentato di Kabul, ci è sembrato particolarmente negativo anche per le obiettive difficoltà che ha posto al movimento dei precari che si sono trovati, loro malgrado, con la concorrenza di un’altra piazza che sicuramente vedrà una grande partecipazione.
Nel percorso di discussione, difficile, che i precari hanno dovuto improvvisare per far fronte al problema abbiamo sempre tentato di valorizzare lo spirito di ricerca di unità tra le diverse sensibilità sindacali e politiche che in esso si manifestano, mettendo al centro il mantenimento della radicalità della piattaforma e dell’espressione dell’autonomia e dell’autorganizzazione del movimento stesso. In questo senso, da sempre, ci era sembrata la soluzione migliore quella di mantenere un percorso di manifestazione autonomo da parte dei precari anticipandone però l’orario di svolgimento in modo da non costringere le persone a scegliere tra la propria volontà di manifestare contro i tagli alla scuola e la propria sensibilità “democratica” a difesa della libertà di stampa, rifiutando una contrapposizione tra le due piazze incomprensibile ai più.
Questa ricerca di una soluzione unitaria, ci sembra sia stata messa in difficoltà proprio dalle contrapposizioni politiciste operate, su opposti schieramenti, dalle forze sindacali presenti nel movimento che invece di mettersi a disposizione dello sviluppo del movimento, rispettandone autonomia e percorsi, lo hanno costantemente strattonato per tentare di imporre i propri orientamenti.
In questo quadro sicuramente difficile il Coordinamento Precari Scuola ha svolto una discussione e scelto una propria modalità di manifestazione, decidendo di raggiungere in corteo Piazza del Popolo per intervenire dal palco della Fnsi e poi proseguire fino al Ministero della Pubblica Istruzione. Come sempre abbiamo fatto, e faremo, non possiamo che sostenere le scelte autonome del movimento e confermare la nostra partecipazione alla manifestazione indetta dal C.p.s. che partirà alle 14.30 da Piazza Esedra






