il TERRITORIO, il MARE, l'ACQUA, i BENI COMUNI CONSEGNATI ALLE MULTINAZIONALI DAL GOVERNO MONTI! RIVOLTIAMOCI!
Il decreto sulle liberalizzazioni proposto dal governo contiene un articolo (n.22) che affida il territorio nazionale - e il mare attorno - alle multinazionali del petrolio e del gas. Esse potranno fare le ricerche che ritengono necessarie e sfruttare i giacimenti per un numero di anni indefinito (20+5+5+ ecc.). È tutto scritto con precisione! Tutto fatto bene, come in una banda degna di rispetto!! Il massimo per dei veri liberali!
L'incombere delle compagnie petrolifere è presente nella relazione che accompagna il decreto, nella quale si legge che se non si introducono minori limiti alla ricerca in mare al largo delle zone di rispetto, il risultato sarebbe una «riduzione degli investimenti in tecnologie e servizi forniti dalle imprese italiane con un crollo dei progetti in corso, stimabile in circa 3-4 miliardi di euro nei prossimi anni, con abbandono degli investimenti in corso sul territorio italiano da parte delle imprese italiane ed estere operanti nel settore (recente esempio la Exxon)».
Siccome non si può scontentare la Exxon e le sue beneamate sorelle, allora si può sacrificare terra e mare, ambiente e paesaggio. Si distrugga pure tutto, si buchi e si sporchi, ma finalmente avremo una vera libertà, da vantare a Bruxelles e a Berlino.
Oggi, l'obiettivo di liberalizzare e privatizzare dimostra la natura della crisi. Multinazionali, banche che sono a corto di profitti e di affari sicuri, si vogliono gettare su terreni nuovi - la distribuzione, il trasporto pubblico, soprattutto i servizi pubblici locali - per ripristinare livelli accettabili di profitto. Non è un caso che nel decreto Monti sia inserita anche la completa privatizzazione dell'acqua pubblica in contrasto col risultato del Referendum dello scorso giugno.
I tassisti, così come i piccoli agricoltori, sono la vittima sacrificale e, siccome lo hanno capito, la loro lotta inizia a farsi radicale. Settori rilevanti del terziario, della distribuzione, dei servizi, si vedono scaraventati in una voragine di povertà che non accettano e a cui vogliono ribellarsi. Tutto questo, volutamente da parte dei governi e delle lobby si vuol colorare di populismo. E il risultato politico rischia di essere un nuovo estremismo di destra. L'origine della crisi e della reazione populista è la stessa che provoca l'impoverimento degli operai, la fine della pensione così come l'abbiamo conosciuta dopo il '69, gli attacchi al welfare state, la riduzione del reddito.
Dobbiamo tutte e tutti cercare di costruire un'alleanza tra comitati ambientali, tassisti, agricoltori, operai/e e lavoratori/trici.
Dobbiamo evitare le contrapposizioni, la classica “guerra tra poveri”,
ma RIVOLTARCI TUTTE/I INSIEME...PER I NOSTRI DIRITTI!!
Sinistra Critica Bari







