Genzano di Roma: Attivista perquisito «in cerca di esplosivo»
(da il manifesto)
Sinistra Critica: dalla parte delle lotte sociali, massima solidarietà a Emiliano
Convocato in commissariato per una formalità, si scopre indagato per possesso di materiale esplosivo. È successo martedì scorso a Genzano, in provincia di Roma. Protagonista della vicenda Emiliano Viti, membro del coordinamento contro l'inceneritore di Albano e, fino al 2007, assessore alla cultura del comune dei Castelli romani in quota Prc, in seguito passato a Sinistra Critica. L'attivista era negli uffici della polizia di Genzano, dove si era recato per eleggere domicilio, quando è stato raggiunto da una telefonata della questura di Latina che lo informava dell'imminente perquisizione della sua abitazione. Gli inquirenti cercavano materiale esplosivo, ma a casa di Viti - che è stato anche sottoposto a perquisizione corporale all'interno del commissariato - gli agenti della Digos di Latina hanno controllato anche il computer e i cassetti della scrivania. Dopo ore di ricerca, alla fine è spuntata fuori dallo scantinato una scatola di vecchi petardi, raudi comuni, come quelli per capodanno o da stadio. Ma la polizia scientifica di Velletri - dove Viti è stato portato subito dopo per le foto segnaletiche e le impronte - li sta ancora analizzando per valutarne la pericolosità. L'attivista si è così scoperto indagato per fatti risalenti lo scorso 14 dicembre, quando durante una manifestazione ad Aprilia, promossa dai comitati cittadini che si battono contro l'installazione nel territorio di una centrale turbogas, era stato identificato attraverso alcuni filmati come il responsabile del lancio di alcuni petardi contro gli agenti che sorvegliavano il corteo. Quel giorno i manifestanti occuparono per circa un'ora e mezza un tratto della via Pontina, e per questa infrazione amministrativa una quarantina di loro vennero multati. La tensione poi salì quando una parte del corteo si diresse verso il sito destinato al termogeneratore, fino a qualche scaramuccia con le forze dell'ordine. Una manifestazione così, non s'ha da ripetere, evidentemente.
Luigi Menichilli
Flavia D'Angeli: "Dalla parte delle lotte sociali"
Nella giornata del 5 Maggio un compagno di Sinistra Critica Castelli, attivo nella lotta contro l'inceneritore ad Albano, ha subìto una perquisizione personale e della propria abitazione con l'accusa di detenzione di esplosivi, perquisizione che si è risolta nel nulla.
"Questo atto da parte della polizia, su mandato della Regione presieduta da Marrazzo del Pd, è stato un chiaro atto intimidatorio, un monito per tutti e tutte coloro che ogni giorno sono parte attiva dei comitati a difesa del territorio: dal comitato contro l'inceneritore ad Albano, al presidio contro la Turbogas ad Aprilia" - spiega Flavia D'Angeli, portavoce di Sinistra Critica -
"Come Sinistra Critica, oltre ad esprimere la massima solidarietà al nostro compagno, oggetto di quello che consideriamo un abuso atto ad intimidire, ribadiamo con forza il nostro sostegno e la nostra partecipazione alle lotte per la difesa dei beni comuni, per l'integrità dei territori, contro la loro militarizzazione e contro la devastazione ambientale."
Agli interessi di politici, palazzinari, industrie che cercano di trarre profitti e ottenere vantaggi politici dallo sfruttamento sconsiderato dei nostri territori, rispondiamo che siamo dalla parte dei conflitti sociali, dei comitati territoriali che si oppongono agli interessi dei privati per la partecipazione diretta alle decisioni che incidono sulle proprie vite e sui beni di tutta la popolazione.






