G8, IL TEATRINO LASCIA L'AQUILA. BENE IL CORTEO. ORA SERVE UN MOVIMENTO CONTRO LA CRISI
Il vertice G8-G14-G43 si è finalmente chiuso senza risoluzioni eclatanti. Molto teatrino, molta immagine, soddisfazione per Berlusconi che veniva, inopinatamente, dato per sprofondato alla vigilia del summit, ma la formula politica che racchiude i "potenti della Terra" sembra bollita. La crisi viene gestita con strumenti nazionali, ogni capitalismo tende a tutelare se stesso e una politica complessiva non è possibile se non inserendo i paesi emergenti, gli unici le cui stime di crescita per il 2009 e il 2010 sono date in positivo (vedi India e Cina). In questo contesto si è tenuta la manifestazionie antiG8 che ha visto in piazza circa 5-6mila persone che hanno sfilato per tre ore senza alcun incidente. Una riuscita, viste le condizioni di partenza, a cui Sinistra Critica ha non solo aderito ma partecipato attivamente con il proprio spezzone e sostenendo quello di Epicentro Solidale, unica realtà aquilana che ha aderito ufficialmente alla manifestazione. Un piccolo successo, dunque, che però non esime da UNa riflessione più ampia sullo stato dei movimenti.
In particolare sulla necessità di ricostruire dal basso una coscienza attiva e di concentrare le energie sulla crisi e sulle sue conseguenze, non ultima la riemersione di un profondo razzismo istituzionale e sociale. Una tappa utile, quella dell'Aquila, quindi, se però farà germogliare una mobilitazione diffusa e una nuova capacità di coordinamento e di unità dal basso.
G8, IL TEATRINO NON HA PORTATO NULLA AGLI AQUILANI, NE' AI POPOLI DEL MONDO
Dichiarazione di Flavia D'Angeli, Sinistra Critica
"E' stato giusto fare questa manifestazione che, considerate tutte le difficoltà, alla fine è riuscita". Lo dichiara dall'Aquila, Flavia D'Angeli, dove ha partecipato alla manifestazione antiG8 insieme a uno spezzone di Sinistra Critica.
"Il vertice si è dimostrato per l'ennesima volta un teatrino inutile, buono solo per la visibilità dei potenti della Terra, a caccia di fotografi e strette di mano ma che nulla ha prodotto per i popoli del mondo. Anche la discussione sul clima, su cui ci si attendevano risultati, di fatto è stata rinviata al...2050. Per l'Africa, infine, la solita elemosina che non risolverà nessuno dei problemi annosi di quel continente.
A dispetto della propaganda berlusconiana, il vertice non ha dato nulla nemmeno agli aquilani ed è sintomatico che nessuno dei leader se la sia sentita di visitare una tendopoli.
In queste condizioni, è stato giusto fare il corteo, che si dimostrata l'unica voce alternativa in grado di denunciare il "terremoto" prodotto dalle politiche del capitalismo, specialmente in tempo di crisi. Una prova di esistenza per un movimento che nei prossimi mesi dovrà concentrarsi sulla crisi economica, sui suoi effetti e sulla resistenza necessaria.
"Non ci lasciamo intimidire dal Governo, saremo in piazza contro il G8"
Solidarietà con gli arrestati
Dopo gli arresti a scopo intimidatorio degli studenti che hanno manifestato a Torino contro il G8 dell'università, continua la 'repressione preventiva' del Governo verso le mobilitazioni in solidarietà agli arrestati.
Roma, così come l'Aquila per l'imminente G8 dei Capi di Stato, è stata militarizzata: schieramenti di guardia di finanza e polizia hanno represso ogni tentativo di manifestare dissenso per gli assurdi arresti di lunedi 6 e l'opposizione al G8 dell'Aquila.
A Roma sono stati fermati altri 36 attivisti e studenti (trasformandone 8 in arresti) che partecipavano alla mobilitazione nella città blindata per l'arrivo dei grandi della terra. Un chiaro messaggio intimidatorio rivolto ai movimenti dal Governo Berlusconi: non saranno tollerate manifestazioni contro il Summit nè contestazioni alla gestione del post terremoto in Abruzzo.
Un tentativo, quello di Berlusconi, di impedire che il malcontento generale sulla ricostruzione nelle zone terremotate venga a galla e che si unisca alle contestazioni contro un G8 che ha preso in ostaggio la popolazione aquilana, stremata dalle condizioni di vita degli ultimi mesi, che aspetta nelle tende una ricostruzione lenta, segnata da speculazioni e tentativi delle imprese di trarre profitti dalla tragedia. Questo nonostante le vane e risibili promesse del Presidente del Consiglio.
Il Governo sceglie di non ascoltare i cittadini Abruzzesi che chiedono trasparenza e partecipazione nella ricostruzione. Sceglie di non ascoltare gli studenti che manifestano contro un Summit inutile, anzi dannoso, che continuerà a difendere gli interessi dei grandi imprenditori, i profitti e le speculazioni ad ogni prezzo.
Un prezzo che l'Abruzzo ha pagato con 300 morti e migliaia di sfollati, un prezzo che gli studenti pagano con la dismissione dell'università pubblica, che i lavoratori pagano con i licenziamenti e la precarietà, un prezzo che tutti i soggetti sociali pagano anche attraverso la svolta repressiva e militare del Governo
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E' il prezzo che ci impongono per non ammettere l'inutilità del G8. Un Summit non in grado di rispondere alla crisi del capitalismo e alle ripercussioni che questa crisi politica ed economica provoca nella società.
Noi non siamo disposti a pagare in silenzio per i danni che il capitalismo produce ogni giorno:
come Sinistra Critica siamo presenti nelle mobilitazioni contro il g8 e il 10 luglio al corteo dell'Aquila in solidarietà con i cittadini abruzzesi e contro l'ipocrisia dei 'padroni della terra'.
liberi tutti libere tutte.







