A fianco degli studenti, no alle criminalizzazioni! Come a Londra, esplode la rabbia sociale. Serve una risposta politica
Comunicato di Sinistra Critica sulla manifestazione del 14 dicembre
La manifestazione del 14 dicembre è stata imponente e piena di giovani, una generazione nuova, ormai cosciente che la crisi capitalistica in atto non le consente di avere un futuro.
È stata questa incertezza sulle proprie vite, denunciata dalle imponenti mobilitazioni di questi anni, unita alla sostanziale impermeabilità della politica di palazzo, alla compravendita di voti andata in scena in Parlamento, così come all'idea fallimentare della "zona rossa", che spiegano quanto avvenuto in Piazza del Popolo.
Una dinamica di rabbia sociale che non è ascrivibile solo a gruppi organizzati o a cosiddetti black block, ma è la risposta di migliaia di giovani ad un futuro senza prospettive, al rifiuto del governo di ascoltare la voce della piazza, ad un'opposizione parlamentare che appoggia i movimenti solo per il proprio tornaconto e li abbandona un attimo dopo, alle violente cariche subite per anni senza alzare un dito.
Per questo occorre respingere al mittente con fermezza i tentativi di criminalizzare la protesta, gli studenti e la loro voglia di ribellarsi.
Per questo occorre valutare gli avvenimenti di Piazza del Popolo guardando all'insieme dei fatti e non con la “moviola di piazza”.
Con quale legittimità la politica istituzionale, che sta affrontando la crisi economica rispondendo solo ai bisogni di banche e imprese, oggi si erge a giudice scandalizzato di quanto avvenuto?
Sono loro i primi responsabili della rivolta di Piazza del Popolo. Se vogliono cercare i responsabili non c'è che da guardarsi allo specchio!
Noi siamo con la rivolta di questa generazione, al di là di incidenti che possono essere evitati solo dalla fine delle zone rosse e da una politica più decente di questa. Stiamo con gli studenti e con le loro forme di mobilitazione democraticamente autodeterminate le sole in grado di efficacia e utilità e di consolidare la partecipazione e il protagonismo dei movimenti, di rispondere ai bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici, degli studenti, dei/lle migranti, dei territori martoriati da decenni di speculazione edilizia e dalla distruzione/privatizzazione di servizi e beni pubblici.
Questo è un dato che va oltre i confini nazionali: in tutta Europa si sta diffondendo una dinamica di ribellione - che terrorizza i governi, che mette in discussione chi debba pagare la crisi e che quindi va criminalizzato - che mette in evidenza una crisi di sistema e che chiede anche una risposta politica oggi non presente nel panorama italiano e europeo. Come Sinistra Critica rifiutiamo nettamente la criminalizzazione e saremo come sempre impegnati nelle mobilitazioni e nella costruzione di una proposta anticapitalista per una nuova politica e una nuova forma di partecipazione.
Anche per questo lavoriamo con determinazione alla costruzione di una estensione dei movimenti e delle lotte, realizzando collettivi sociali e politici e proponendo un "Forum delle lotte e delle opposizioni sociali" che renda permanente e condivisa la mobilitazione contro il governo e le sue politiche.
La lotta delle nuove generazioni ci spinge anche a continuare sulla strada delle costruzione di una più ampia e credibile prospettiva anticapitalista. Il capitalismo è in crisi e mostra le sue crepe gigantesche. Un'alternativa è necessaria anche se ancora fragile e periodicamente sacrificata sull'altare delle compatibilità o delle opportunità. Noi continuiamo a lavorare alla definizione di una Nuova Sinistra Anticapitalista, con un programma di rottura radicale con le politiche che hanno portato alla crisi, siano esse di centrodestra che di centrosinistra, e con determinazione a costruire un nuovo soggetto che sia incentrato sulle lotte, i movimenti, la partecipazione, la democrazia, la realizzazione di un altra società.
Sinistra Critica – Organizzazione per la Sinistra Anticapitalista






