In direzione ostinata e contraria…

Questo articolo pubblicato il 6 novembre sulla pagina milanese de "il manifesto" risponde ad uno pubblicato precedentemente del segretario del Prc milanese nel quale vantava il successo di una verifica che porterà il centrosinistra unito fino (almeno) alle elezioni. Una verifica che rilancerebbe il programma originario, ma che in realtà rappresenta plasticamente l'impossibilità del Prc (non solo milanese, evidentemente) a uscire dalle logiche di coalizione subalterna con il PD. Una vicenda interessante ed esemplare in vista delle prossime elezioni amministrative.

L’approvazione del Piano Rifiuti provinciale rappresenta un’ulteriore dimostrazione delle politiche sbagliate della maggioranza di centrosinistra e i suoi contenuti dimostrano che le parole del segretario provinciale e capogruppo del Prc sono solamente suoi desideri o bugie alle quale vuole credere (e far credere).

Non solo ci sarà in provincia un quinto inceneritore (Abbiategrasso, voluto da regione e sindaco); non solo la Provincia – attraverso la sua partecipata ASAM – parteciperà direttamente alla costruzione del nuovo inceneritore di Sesto o dintorni (quando in Europa nessuno più ne costruisce perché obsoleti…): il Piano renderà possibile al Comune di Milano progettare il suo inceneritore (e per questo Penati ha già dichiarato che “ora bisogna individuare le localizzazioni più idonee per i nuovi impianti e questo richiede scelte responsabili e condivise”…) e di farlo eventualmente nel Parco Sud. A meno che non si mettano d’accordo per un business condiviso costruendo assieme (ASAM e A2A) un inceneritore più grande nel nord Milano.

Ma tutto questa sembra scomparire nella “verifica” che si conclude, proprio durante la discussione in Consiglio del Piano rifiuti… parlando d’altro.

Questa vicenda, grave in sé, dimostra la sostanziale “inutilità politica” di una sinistra incapace di far pesare i propri valori e le proprie priorità politico-sociali.

Quali saranno infatti i segni principali lasciati dall’esperienza del centrosinistra in Provincia? Un territorio nel quale si sono moltiplicati i progetti autostradali; una partecipazione all’Expo 2015 che provocherà ulteriore consumo del suolo e riduzione delle aree agricole (al quale nemmeno l’approvazione di un discutibile PTCP potrà comunque rimediare); una condivisione delle politiche emergenziali e sicuritarie che hanno portato ai “Patti per la sicurezza” urbana e all’esistenza di un Commissario “etnico” - cioè rivolto al “pericolo” rappresentato dai Rom – che hanno prodotto un incalcolabile danno culturale e politico; una propensione presidenziale a spregiudicate operazioni finanziarie e societarie (di discutibile utilità per i “bisogni concreti delle persone”); la mortificazione del consiglio, costretto a rincorrere dichiarazioni e progetti annunciati a mezzo stampa (e nemmeno discussi in maggioranza, spesso), mentre la partecipazione di cittadini e cittadine è stata ridotta a qualche incontro pubblico a metà mandato o a consulte inefficaci.

Il segno di questa esperienza sarà quello impresso da un PD milanese che condivide le dinamiche affaristiche e strategiche con il centrodestra di Formigoni, con una sinistra subalterna e incapace di contrastare tali dinamiche.

E i risultati, indubbiamente positivi, di qualche progetto non potranno cancellare questa esperienza negativa.

Rifondazione ha scelto di stare in questa alleanza “fino alla fine”, come già successe con il Governo Prodi: ricordate come è finita in quel caso?

La sinistra alternativa e antagonista non può seguire questa strada, ma dovrà ancora collocarsi “in direzione ostinata e contraria” (come cantava De Andrè).

Il presidente Penati in un’intervista sul “Corriere” ha dichiarato che Sinistra Critica non potrà far parte della sua coalizione elettorale. Lo ringraziamo dell’attenzione ma non avevamo mai nemmeno pensato a questa sciocchezza.

I prossimi mesi vogliamo verificare le condizioni per costruire una rete alternativa alle destre e al centrosinistra ambrosiano, insieme ad altri soggetti politici interessati e alle esperienze di movimento che si stanno mobilitando per contrastare i progetti che renderanno peggiore il territorio provinciale, dal punto di vista sociale e ambientale. Qualcosa di più che un progetto elettorale, ma il tentativo di rendere più forte la voce di questa “agitazione sociale”.

Piero Maestri – Consigliere provinciale Sinistra Critica

Posted In