Coordinamento No Inceneritore: No alla repressione!

Lunedì 6 giugno alle cinque del mattino un nostro compagno, attivista del coordinamento contro l'inceneritore di Albano, ha subìto, insieme ad altri due compagni del NO INC, la perquisizione della propria abitazione ed il sequestro
di tutto il proprio materiale informatico.
Le motivazioni ufficiali erano la
ricerca di indumenti simili a quelli utilizzati in un'azione di danneggiamento
ai mezzi che lavorano al prossimo invaso della discarica di Roncigliano,
seguite dalla fumosa accusa di voler
costituire un'organizzazione armata, o pseudo-tale. Naturalmente l'esito
degli accertamenti è risultato negativo a dimostrazione dell'assoluta
infondatezza delle accuse.Ma noi questo lo sapevamo già. Ben più chiaro è
invece
l'intento intimidatorio della forza pubblica al soldo di Cerroni e dei suoi
padrini politici di centrodestra e di centrosinistra, ben consci di quanto
le
mobilitazioni in difesa dei beni comuni mettano a rischio i loro profitti.
Sicura è la nostra determinazione nel continuare le mobilitazioni contro
quelle mafie economiche che vogliono fare profitti sulle nostre vite.
Mobilitazioni pubbliche, democratiche e di massa a cui noi come
organizzazione,
ed E. in particolare, abbiamo sempre dato un innegabile contributo
organizzativo.
Per questo oggi non ci facciamo scrupoli a dire che siamo tutti E.
S. e F.
Per questo sabato 18 saremo alla manifestazione ad Albano contro
l'ampliamento
della discarica di Roncigliano.

CONTRO INCENERITORE E VII INVASO...BLOCCHIAMOLI ORA!
LE NOSTRE VITE VALGONO PIÙ DEI LORO PROFITTI

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