Contro le Lobby affaristico-clientelari, contro la 'ndrangheta il 12 novembre tutti a Crotone!
I danni che il Commissariamento all’emergenza rifiuti ha prodotto sono tanti.
Ai tanti problemi – tuttora non risolti - che esistevano al momento della decisione del provvedimento, se ne sono aggiunti altri, con ulteriori e gravi conseguenza ambientali.
La raccolta differenziata porta a porta rimane l’unica vera soluzione al problema: dove si è operato in questa direzione i risultati sono più che soddisfacenti.
Si creano ostacoli a far partire questo strumento semplicissimo ed efficace e, nel migliore dei casi, la si considera un rimedio collaterale e non la risoluzione per evitare inceneritori e discariche.
Vale la pena sottolineare che in Calabria siamo in coda alla raccolta differenziata ed un motivo ci sarà! E’ chiaro che lobby economico-politiche e ‘ndrangheta, sono i principali ostacoli.
Qui vogliamo sottolineare alcuni elementi che fuori da interessi e pregiudizi dovrebbero far riflettere.
Innanzitutto la raccolta differenziata vene praticata nei piccoli paesi come nelle grandi città. Alcuni esempi: tra i piccoli paesi citiamo quelli calabresi come Saracena, Acquaformosa, Lungro; tra le cittadine di medie dimensioni vale la pena considerare Capannori, in provincia di Lucca, che con 46.000 abitanti e l’80% di raccolta differenziata è diventata la capitale in Italia della strategia RIFIUTI ZERO con un centro di ricerche che ha lo scopo di proporre modalità concrete di riprogettazione industriale.
Se ci spostiamo nel mondo, grandi città dei paesi occidentali come San Francisco, San Diego, Oakland, Toronto, Vancouver, ma anche Buenos Aires, Rosario in Argentina ecc…, adottano la strategia Rifiuti Zero.
In India, nelle Filippine, in Giappone e in Europa cominciano a schierarsi comuni e province che adottano con atti ufficiali l’impegno di raggiungere entro il 2015 almeno il 75% di diversione dalla discarica e di azzerare i rifiuti entro il 2020.
Una obiezione bisogna sfatare: quella dei tempi lunghi della raccolta differenziata.
Se pensiamo ai 14 anni di commissariamento sull’emergenza rifiuti o ai tempi lunghissimi di realizzazione degli inceneritori e delle discariche, non esiste – evidentemente - confronto rispetto ai pochi mesi che occorrono per avviare una buona raccolta differenziata.
Ancora due altri problemi meritano di essere sottolineati.
Le discariche - anche quelle realizzate a perfetta regola d’arte - rappresentano una bomba ecologica.
Gli inceneritori - anche quelli di ultima generazione - disperdono nell’aria sostanze dannose (le nanoparticelle) alla salute e producono un 30% di rifiuti speciali ancora più difficile da smaltire.
Basterebbe evidenziare che alcuni comuni della Presila cosentina testimoniano che con l’avvio della raccolta differenziata si dimezzano i costi rispetto ai 180 euro a tonnellata del costo dei rifiuti che vengono conferiti in discarica.
Inoltre assistiamo all’assurdo che l’organico di Caserta arriva all’impianto di compostaggio di Celico ed il comune di Celico - che fa la raccolta differenziata - deve invece conferire a Rossano. Questo è un altro regalo del commissario Meandri!
I comuni di Cosenza e Rende hanno, da poco, avviato la raccolta differenziata con la separazione dell’umido ma senza un impianto di compostaggio lo sforzo diventa vano!
Diventa allora sacrosanto affidare alle comunità locali la possibilità di organizzarsi e di partecipare alla gestione del ciclo dei rifiuti anche avviando consorzi e/o aziende speciali pubbliche, che permettano di sganciarsi dai privati, come d’altra parte indicava il recente referendum vinto con il consenso di 27 milioni di cittadini italiani; referendum che non riguardava solo il servizio idrico ma anche rifiuti e trasporti.
Chiaramente non si vuole ritornare ai vecchi carrozzoni pubblici clientelari. Bisogna introdurre forme reali e concrete di partecipazione dei cittadini alla gestioni dei servizi pubblici locali. Sicuramente un lavoro lungo e laborioso che ha come unico scopo quello di riappropriarsi del proprio territorio e delle proprie comunità.
In questa logica, la manifestazione del 12 novembre a Crotone - indetta dalla Rete di Difesa del Territorio Franco Nisticò - rappresenta un punto di svolta e di rottura rispetto alle dinamiche affaristico-clientelari che hanno caratterizzato le politiche ambientali della classe dirigente calabrese.
Per questo invitiamo i movimenti, le associazioni e le organizzazioni ambientaliste ad aderire e partecipare alla mobilitazione crotonese.
Sinistra Critica Calabria
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