contro la repressione un movimento per la legalizzazione

Monfalcone 08/02/10

Comunicato Stampa

Sull'operazione antidroga nel monfalconese:
contro la repressione un movimento per la legalizzazione.

Nel medioevo vi era la gogna per l’esposizione dei colpevoli al pubblico ludibrio, al giorno d’oggi si può essere prelevati all’alba dai carabinieri e condotti a forza in ospedale, per un test delle urine, sotto gli occhi di decine di curiosi.

Attribuire, come riportato dalla stampa, a tale modalità un carattere “sociale” ed “educativo” rende palese a quale livello di aberrazione è arrivata la cultura proibizionista e repressiva nel nostro paese. Tanto più che nel caso in questione si sta parlando di ragazzi minorenni o poco più che maggiorenni che per la legge sono innocenti fino alla conclusione di un eventuale processo e relativa condanna.

Ma non vi è solo un problema di modalità d’esecuzione.
Qualcuno vuole spiegarci perchè nel nostro paese è normale che un noto cantante presente tutte le sere nel palinsesto della TV pubblica possa dichiarare senza conseguenze di fare uso quotidiano di cocaina, o un Ministro della Repubblica possa sponsorizzare il consumo del vino quale bevanda appartenente alla nostra “cultura” mentre un ragazzo per il possesso di pochi grammi di fumo o il semplice consumo di uno spinello debba avere la propria vita rovinata?

Non si tratta solo di ipocrisia, la risposta, a nostro avviso è un’alta: la lotta al consumo di droga leggera è un comodissimo espediente per tenere sotto controllo un’intera fascia della popolazione che vede quotidianamente il proprio telefono intercettato, la propria abitazione a rischio di perquisizione, la propria sfera di relazioni personali costantemente minacciata delle delazioni indotte dalle forze dell’ordine.

Alla pratica del controllo basata sulle operazioni spettacolari con decine di uomini, le unità cinofile e le irruzioni all’alba crediamo sia necessario rispondere con un vasto movimento antiproibizionista di massa, per arrivare alla legalizzazione delle droghe leggere e alla sconfitta della cultura della repressione. Per inciso questo significherebbe anche togliere alla criminalità organizzata una lauta fonte di guadagno!

Il Coordinamento Provinciale
Sinistra Critica –Gorizia-