CON GLI STUDENTI E LE STUDETESSE IN LOTTA PERCHE´ LA CRISI E LE TASSE LE PAGHINO I VERI RESPONSABILI
Puntuali arrivano e si scagliano contro gli studenti e dottorandi dell´Università di Bari gli effetti della Riforma Tremonti-Gelmini avviata nell´estate del 2008. Come ormai sta accadendo in diversi atenei italiani i tagli all´istruzione pubblica, dopo aver colpito i docenti e il personale delle scuole, a giorni rischiano di provocare l´aumento delle tasse universitarie anche nell´Ateneo barese.
"Noi la crisi non la paghiamo" è stato lo slogan del movimento dell´Onda anomala dell´autunno 2008 in cui il mondo della scuola e dell´università aveva ben intravisto gli effetti devastanti della Legge 133. A quella legge sono seguiti anche nell´Ateneo di Bari provvedimenti che hanno progressivamente precarizzato la ricerca con la sostituzione del contratto a tempo indeterminato in contratto a termine 3+3 per i ricercatori. In questi giorni, ancora una volta come ormai succede da decenni, i disavanzi del bilancio dell´università devono essere coperti dalle tasse universitarie. Un ulteriore modo per far pagare gli effetti della crisi economica agli studenti piuttosto che ai veri responsabili. Infatti i governi, che siano di centrosinistra o di centrodestra continuano a finanziare l´aumento delle spese militari sovvenzionando Capitalia, Bnl e Unicredit, senza che almeno gli organi di governo dell´Università (dov´è finito Petrocelli?) si scaglino contro questi provvedimenti.
La volontà di smantellare la scuola e l´università pubblica sta producendo i risultati sperati dalle banche e delle imprese, che vedono nell´istruzione un ulteriore modo per privatizzare qualsiasi bene pubblico, per produrre un esercito di precari da inserire e sfruttare in maniera "usa e getta" nel mondo del lavoro con l´unico intento di fare sempre più profitto.
Come Sinistra Critica, non solo esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti degli studenti e delle studentesse dell´Università di Bari che in questi giorni si stanno mobilitando per frenare l´aumento delle tasse, ma continueremo a stare dalla loro parte nelle lotte per salvaguardare l´istruzione pubblica, laica e democratica.
Un´università che si liberi dalle zavorre degli ultimi venti anni: dalla riforma Ruberti, alla Zecchino-Berlinguer, dalla Moratti alla Fioroni per permettere una reale partecipazione ed auto organizzazione dei suoi veri protagonisti: studenti, dottorandi, lavoratori.
L´UNIVERSITA´ PUBBLICA, LAICA E DEMOCRATICA VALE PIU´ DEI LORO PROFITTI!!






