Camicie Verdi in Via Roma(ladrona)

È un bene sapere che “la lega difende il popolo” e che “la lega sta con la sua gente” come recitano gli slogan padani perché, mai come ora, la “gente” ha bisogno di essere ascoltata: non c’è lavoro, gli affitti sono cari, arrivare a fine mese è ormai una gara ad ostacoli. C’è il rischio che la "gente" che non potrà permettersela rimanga senz'acqua dopo che da bene pubblico è stata privatizzata dal parlamento e anche dalla lega.
Ma la soluzione ai problemi della “gente” di Mantova i padani ce l’hanno: vietare prostituzione e accattonaggio e cambiare la toponomastica. Una città d'arte che sente il peso della crisi economica voluta da banchieri e speculatori dovrebbe, come primo punto del decalogo leghista, cambiare la segnaletica stradale e il nome delle vie in dialetto. Le scuole, sempre più povere di risorse, faticano a contenere il dilagare di un ritorno dell’analfabetismo, ma per una imprecisata “tradizione” dovremmo diventare bilingui; questo fa ancora parte di quel folklore padano che a sinistra, specialmente in quella più salottiera, non è mai stato adeguatamente interpretato e contrastato.
La spinta securitaria della Lega offre le proposte più importanti in tema di prostituzione e accattonaggio. Una manciata di questuanti diventa il simbolo della lotta per la sicurezza dei cittadini così come la probabile “cacciata delle prostitute”, il cui numero è curiosamente aumentato negli ultimi mesi presso incroci e distributori di benzina delle periferie. Non serve specificare che per gonfiare voti questa “inquisizione verde” multa i clienti, addita le prostitute e non dice nulla sulle organizzazioni criminali che schiavizzano queste donne, costringendole alla vita di strada e che sono il vero problema.
Il trucco è sempre quello di abbaiare forte per far distogliere lo sguardo dai veri problemi: a livello nazionale i leghisti hanno alzato un polverone mediatico sul crocefisso proprio mentre in parlamento si discuteva la vergognosa privatizzazione dell’acqua, qui si accendono i riflettori sui nomi delle vie e sulle prostitute per non far pensare, ad esempio, alla futura ripresa delle speculazioni edilizie.
Le proposte dalla Lega fin qui elencate dimostrano che i padani continuano a confondere Mantova con Verona, ma queste ricette politiche sono anche il frutto amaro dello scivolamento a destra del Pd: l’ex sindaco Brioni che si alleava ai sindaci sceriffo firmando la Carta di Parma e che ha speso centinaia di migliaia di euro per inutili telecamere di videosorveglianza non ha fatto altro che spianare la strada a questa deriva.
La vera emergenza significa oggi garantire la sicurezza e la dignità di un posto di lavoro, la necessità di sgravi fiscali per i più disagiati che stanno pagando gli effetti della crisi, asili nido pubblici e fondi per l’istruzione pubblica; questi i veri problemi della “gente” che non sono nel decalogo della Lega e per i quali serve una mobilitazione unitaria di tutte le opposizioni sociali e politiche.