ABRUZZO, nulla cambia.

Il Pd è travolto dagli scandali e la ex-sinistra arcobaleno non esce dalla crisi

Dichiarazione di Flavia D'Angeli (Sinistra Critica)

Le elezioni regionali in Abruzzo terminano esattamente come erano cominciate: con il PD travolto dagli scandali della peggiore politica clientelare, a tutto vantaggio della destra e di Di Pietro, e con i partiti della ex-sinistra arcobaleno che non riescono a risalire la china della sconfitta di aprile. Festeggiare, come fa Ferrero, la divisione delle forze (tutte però schierate nell'accordo a sostegno di Costantini) che regala un misero 6% mostra ancora una volta lo stato confusionale in cui si muovono i dirigenti che hanno portato le sinistre fuori dal parlamento.
Sinistra Critica ha avanzato per tempo la proposta di costruire una lista unitaria della sinistra che, per essere efficace e recuperare la propria credibilità, deve però rompere con l'idea di poter governare con il Pd e schierarsi su posizioni nettamente anticapitalite.
Di fronte alla combinazione di crisi economica e di crisi della politica, particolarmente forte a sinistra, non è strano che una buona metà dell'elettorato abbia disertato le urne e manifestato, con l'astensione, un distacco crescente dal "palazzo" e da chi vuole continuare a governarlo. Alla nostra proposta di combinare unità e radicalità anticapitalista il Prc ha risposto riproponendo di fatto la linea sconfitta nelle elezioni di aprile di un accordo per il governo con il Pd, mentre il Pcl di Marco Ferrando ha ostentato un'autosufficienza settaria che non gli ha consegnato alcun consenso in più rispetto a quelli delle politiche.
Le elezioni abruzzesi mostrano come non esistano mosse ad effetto o scorciatoie tattiche per salvino la sinistra dai propri fallimenti e dalla propria crisi. In questo quadro desolante abbiamo scelto, quindi, di continuare a lavorare con pazienza alla ricostruzione di una sinistra degna di questo nome a partire dall'impegno nei movimento sociali e nella campagna di raccolta firme per l'introduzione del salario minimo legale a 1300 euro, che infatti proprio in Abruzzo sta incontrando numerosi consensi.
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