2/9/11 il volantinio di Sinistra Critica Livorno per lo sciopero del 6 settembre: Non paghiamo la loro crisi

NON PAGHIAMO LA LORO CRISI

La crisi del 2008 non è finita: hanno trasferito il debito dalle banche agli stati e ora ci vogliono far pagare il conto delle loro speculazioni, il conto della crisi del capitalismo. Dalla Grecia alla Spagna e all’Italia, l’austerità europea è dettata dalla BCE e dalle banche, attuata dai Governi nazionali, siano di centro destra o di centro sinistra.
ORA BASTA: è ora di reagire non vogliamo più pagare per loro, vogliamo al contrario lottare per il salario, per i diritti, per il lavoro, contro la precarietà, per l’assistenza sociale.
Per questo in Italia il 6 settembre deve essere l’inizio di un percorso di radicalizzazione della mobilitazione contro la “supermanovra” e le politiche di austerità.
La Cgil ha proclamato lo sciopero generale di 8 ore in tutte le categorie per “modificare una manovra ingiusta e iniqua” in concomitanza con l’arrivo del decreto al Senato; Usb e altri sindacati di base lanciano anch’essi otto ore di “sciopero generale e generalizzato” nella stessa giornata contro la “dittatura delle banche e dell’Unione europea”, aggiungendo tra le rivendicazioni della propria piattaforma la rottura con qualunque ipotesi di “patto sociale” e il rifiuto dell’accordo interconfederale del 28 giugno , che cancella praticamente il contratto nazionale e la possibilità di scegliersi una rappresentanza sindacale, limita il diritto di sciopero, divide i lavoratori in una competizione al ribasso, in una parola DISARMA i lavoratori di fronte al tritacarne delle politiche di austerità.

NO ALLA MANOVRA DEL GOVERNO
NO ALL’ACCORDO INTERCONFEDERALE DEL 28 GIUGNO

Per questo chiediamo alla CGIL di ritirare la firma di quell’accordo
C’è bisogno di una nuova stagione di lotte a livello europeo.

Dallo sciopero generale e generalizzato si può aprire un percorso tratteggiato dalle scadenze già proclamate, che miri alla costituzione di un fronte di tutte le opposizioni politiche e sociali: Dall’appuntamento del 1 Ottobre lanciato da quasi 1500 lavoratori, precari, delegati e militanti sindacali , all’appello “Dobbiamo fermarli”, fino alla manifestazione del 15 ottobre a Roma che, sull’onda dell’appello degli “indignados” spagnoli, può diventare un grande appuntamento di lotta nazionale.
Dobbiamo allargare e unificare il conflitto sociale, a partire da “Comitati unitari di lotta” contro la “supermanovra” organizzati da forze sociali, sindacali e politiche capaci di coordinarsi tra loro.
E’necessario delineare una via d’uscita alternativa da questa “crisi del debito”, partendo dal rifiuto di riconoscerlo e di pagarlo e indicando una serie di misure che concretizzino due vecchi slogan mai tanto attuali quanto in questo momento: “Noi la crisi non la paghiamo” e “facciamo pagare chi non ha mai pagato”: il grande capitale, la rendita finanziaria e le nomenklature di faccendieri, politicanti e arricchiti al loro servizio. Serve una patrimoniale sulle fortune accumulate nel tempo, serve la nazionalizzazione delle banche, una verifica reale sulla consistenza e la qualità del debito. E poi misure sociali dopo decenni di stangate e manovre: un reddito sociale, l’istituzione del salario minimo, la riduzione dell’orario di lavoro, un piano di servizi sociali pubblici e autogovernati, un piano di risanamento ambientale a partire dai bisogni delle popolazioni e non dal profitto, la drastica riduzione delle spese militari.
Con la consapevolezza che “ questo non è che l’inizio, bisogna continuare la lotta”.

Sinistra Critica Livorno