europee
Europa, più a sinistra non c'è crisi
Una radiografia della sinistra anticapitalista in Europa a pochi giorni dal voto. Cresce ovunque tranne che in Italia dove paga i suoi errori. I casi del Npa, della Linke, del Sp olandese e del Bloco portoghese.
Alberto D'Argenzio (da il manifesto)
Produzione ai minimi e disoccupazione alle stelle, occupazioni di fabbriche e sequestro di dirigenti, manifestazioni di massa. È tempo di crisi e le crisi, tanto quella economica quanto quella dei partiti socialdemocratici, mettono un po' di brio alle formazioni di estrema sinistra. Le fanno crescere nelle urne, nei limiti del possibile. I pronostici indicano che il Gue, il gruppo della sinistra unitaria che include i partiti comunisti e gli ecologisti scandinavi, uscirà rafforzato dal voto del 4-7 giugno, pur di fronte ad una contrazione dei seggi europei, che passeranno da 785 a 736 come vuole il Trattato di Nizza.
Secondo Predict09, una proiezione sui risultati elettorali realizzata dalla London School of Economics e dal Trinity College di Dublino, il Gue passerà da 41 a 44 eurodeputati. Il successo non sorride però a tutti in ugual misura nel continente. A tirare la volata sono francesi, olandesi, tedeschi, greci e portoghesi, gli altri arrancano. E la sinistra italiana, divisa e penalizzata dalla nuova legge elettorale, ma anche che per tradizione riveste un ruolo importante a Strasburgo, resta una vera e propria incognita. [continua]
Una lista unitaria anticapitalista purchè si rompano giunte locali con il Pd
Roma, 29 gen. (Apcom) - Una lista unitaria di tutti i partiti della "sinistra di classe", purch‚ siano disponibili a rompere le alleanze locali con il Pd. La propone Flavia D'Angeli, portavoce di Sinistra Critica. "Lo sbarramento al 4% che sancisce l'ennesimo patto osceno tra il centrosinistra e Berlusconi - dice D'Angeli in una nota - è una carognata politica che si ritorcerà contro i suoi protagonisti".
"La sinistra di classe e alternativa è oggi chiamata - sostiene l'esponente ex Prc - a un surplus di iniziativa e di capacità di intervento. Come abbiamo sempre sostenuto, serve un processo ricompositivo che rappresenti un nuovo inizio. [continua]






