11 FEBBRAIO: DICIAMO NO AL MODELLO MARCHIONNE E AL GOVERNO MONTI-NAPOLITANO!
Il governo “tecnico” Monti-Napolitano continua quasi indisturbato a portare avanti il suo programma politico-economico annunciato con chiarezza fin dai primi discorsi in Parlamento e concordato con le principali forze politiche di centrodestra e centrosinistra.
Dopo aver incassato l’approvazione delle manovre di bilancio con l’ennesimo attacco alle pensioni e alle condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori oggi si appresta a portare l’affondo sui temi delle privatizzazioni (pudicamente chiamate “liberalizzazioni”) e della distruzione dei diritti del lavoro
Obiettivo evidente di questi provvedimenti è una maggiore libertà di manovra per banche e imprese in materia di appalti e opere pubbliche, un sostegno diretto ai profitti, una riduzione delle garanzie contrattuali per tutte/i le/i lavoratrici e lavoratori (“garantiti” e precari...) sull’onda di quanto già applicato da Marchionne negli stabilimenti Fiat..
Questi provvedimenti sono ancora più odiosi se letti alla luce dei rapporti che gli stessi enti di ricerca ufficiali fanno circolare.
Pensiamo a quanto scrive l’Ocse nel suo rapporto “Divided we stand”, dal quale risulta che il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede il 45,9 per cento della ricchezza netta familiare totale (era il 44,3 per cento nel 2008). E ancora si legge che “la disuguaglianza dei redditi in Italia è superiore alla media dei Paesi Ocse.... Nel 2008, il reddito medio del 10% più ricco degli italiani era di 49.300 euro, dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 euro) indicando un aumento della disuguaglianza rispetto al rapporto di 8 a 1 di metà degli anni Ottanta”. [continua]
BASTA REPRESSIONE, SOLIDARIETA' AGLI ARRESTATI! SIAMO TUTT@ NO TAV!
Un'operazione di polizia è scattata all'alba in tutta Italia per l'esecuzione di oltre 30 ordinanze di custodia cautelare in relazione agli incidenti avvenuti lo scorso 3 luglio in Val Susa contro la linea ferroviaria Tav Torino-Lione. I reati contestati sono lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale per gli incidenti al cantiere della Tav di Chiomonte (Torino). Le ordinanze sono state emesse dal Gip di Torino, Federica Bompieri, su richiesta del Procuratore aggiunto Andrea Beconi, nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Questura del capoluogo piemontese. La notifiche delle ordinanze è in corso in varie città italiane, da Palermo a Trento; il maggior numero di provvedimenti riguarda persone residenti in Piemonte (Ansa)
Ancora una volta la repressione colpisce uno dei movimenti più imponenti e partecipati degli ultimi anni, capace più volte di bloccare la costruzione di un’opera dannosa e totalmente inutile come la Tav.Come giustamente dicono alcuni esponenti del movimento No Tav l’operazione mira a far passare il movimento come una frangia estremista avulsa dal territorio, ma è anche un attacco a tutti gli altri movimenti che mirano a difendere i propri diritti e che vedono nella No Tav un punto di riferimento. [continua]
NO A LICENZIAMENTI E RISTRUTTURAZIONI, CONTRO IL GOVERNO MONTI, SOSTENIAMO LO SCIOPERO DELL'USB!
Il governo Monti indossa guanti bianchi, ma impugna il machete per colpire fino in fondo le classi popolari, trasferendo, come prima e più di prima, la ricchezza prodotta da chi lavora ai profitti della grande borghesia finanziaria e industriale.
Se il governo del padrone Berlusconi aveva massacrato i lavoratori con i tagli della spesa pubblica, dei servizi sociali, dei diritti, delle pensioni e dei salari, il governo Monti fa piazza pulita di quel poco che restava con il massacro finale delle pensioni, la privatizzazione dei servizi. con le tasse dirette e indirette (2.000 euro all’anno di costo in più per ogni famiglia),
Monti massacra non solo la classe lavoratrice, ma le classi medio basse con misure che peggiorano la qualità del loro lavoro e dei loro redditi, introducendo in tutti i settori la giungla capitalista: tutti contro tutti. “Dividi e dominerai” dicevano gli antichi romani: è quello che fa Monti per garantire le rendite alla classe padronale.
Il governo ha ora lanciato l’ultimo attacco ai diritti dei lavoratori: la ministra Fornero imbroglia le carte ma gli obbiettivi finali sono: cancellare o aggirare l’articolo 18 (un sacrosanto elemento di civiltà sociale), ridurre le tutele garantite dalla cassa integrazione, deresponsabilizzare le aziende che ristrutturano della sorte futura dei loro dipendenti, lasciati a se stessi, o, nel migliore dei casi, a un miserevole sussidio di disoccupazione. [continua]











