TERREMOTO POLITICO IN EUROPA E IN ITALIA?

Le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio si iscrivono nel "terremoto" politico che ha interessato il resto d'Europa con le presidenziali in Francia e le politiche in Grecia. Dopo quattro anni di crisi e di politiche di austerità, il segnale politico dato dalle urne è quello dell'intolleranza verso le politiche di massacro sociale. Visibile nel voto greco, in cui, va sottolineato, si afferma nettamente una forza politica, Syriza, che ha fatto dell'annullamento del debito il centro della campagna elettorale, ma anche dal voto francese in cui la forza della destra di Le Pen, sia pure nella versione modernizzata di Marine, mostra il potenziale reazionario e populista che le politiche liberiste incubano e possono far esplodere. Il successo del gruppo neonazista in Grecia, del resto, ne è una conferma inquietante.

Le politiche della Troika, Bce, Ue, Fmi, vengono quindi sanzionate dal voto con l'erosione delle forze centriste, e incaricate di gestire la crisi, e il successo delle ali estreme, a destra e a sinistra. La nettezza delle posizioni dell'estrema destra sembra dare loro maggioro forza con la sinistra, più o meno radicale, ancora vincolata a posizioni nostalgiche e identitarie (Kke) oppure a un rapporto non risolto con la socialdemocrazia (Front de gauche).

Questo schéma può essere rintracciato anche nel voto italiano, sia pure meno paragonabile per via della frammentarietà di un voto puramente amministrativo. In cui però si possono leggere alcune linee generali – che andranno meglio analizzate con i dati numerici più che in percentuale:

- crollano i partiti che hanno gestito il governo negli ultimi anni e che sono i responsabili principali del peggioramento delle condizioni di vita delle classi popolari. Pdl e Lega subiscono perdite secche che indicano una svolta nella loro esistenza e la possibilità di un rimescolamento delle carte nel centrodestra; [continua]

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MOZIONE FINALE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE DEL 21 E 22 APRILE 2012

Il Coordinamento nazionale di Sinistra Critica riunito il 21/22 aprile, condivide e ribadisce quanto scritto nella Nota dell'Esecutivo Nazionale dello scorso 13 aprile (http://www.sinistracritica.org/content/allarghiamo-lopposizione-al-gover...), con alcune specificazioni dopo la discussione:

* un approfondimento del corso della crisi ci porta ad affermare che le politiche di austerità in Italia sono evidentemente fallite nel loro obiettivo dichiarato. Le stesse organizzazioni internazionali e le società di revisione finanziaria ammettono che in Italia ci sarà nei prossimi due anni un'ulteriore caduta del PIL e una conseguente impossibilità di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013;

* la natura di classe del governo Monti-Fornero-Passera è diventata sempre più chiara, assumendo toni decisamente arroganti e di fastidio per qualsiasi espressione di dissenso e protesta - persino di pratica della democrazia. E' la conferma di come il «governo tecnico» non sia una parentesi temporanea, ma un elemento costituente che modifica nel profondo la costituzione materiale del nostro paese e le dinamiche politiche e istituzionali;

* aumenta la distanza tra cittadine/i e partiti, portando alla crescita di un rifiuto di una politica incapace e soprattutto non intenzionata a rispondere ai bisogni sociali, alla crisi ecologica e alla crisi economica. Una distanza e una rabbia sociale che può prendere diverse direzioni nei prossimi mesi.

* in questo contesto si è aperta una discussione a sinistra che si pone la questione di riempire un vuoto di alternativa politica che si è aperto con la crisi dei partiti e delle forme tradizionali di organizzazione politica.

La proposta di «nuovo soggetto politico» proposta da diversi intellettuali su “il manifesto” e che riunirà una prima assemblea il 28 aprile a Firenze, prova a rispondere a tale crisi con un'accentuazione del primato della difesa dei beni comuni e della partecipazione cittadina - per costruire un soggetto politico che abbia anche una finalità elettorale. Una proposta con forti limiti sul piano analitico (scarsa attenzione al conflitto sociale e alle dinamiche di classe e sul rapporto tra movimenti sociali e rappresentanza politica) e ambiguità sul terreno centrale delle alleanze politiche - per cui non si capisce come voglia collocarsi riguardo all'esperienza e all'attualità del centrosinistra. Allo stesso tempo la discussione pubblica ha anche sottolineato alcuni elementi di programma che riteniamo importanti (non pagamento del debito, nazionalizzazione delle banche, per fare un esempio). [continua]

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BENVENUTI IN ISRAELE!

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Il governo israeliano non ha mai avuto alcun problema a violare diritti umani, diritto internazionale, convenzioni umanitarie e così via – per affermare il suo “diritto” a occupare il territorio palestinese e procedere alla graduale espulsione e creazione di un regime di Apartheid per i palestinesi.
Forte di questo suo comportamento mai sanzionato dalla vergognosa “comunità internazionale” non si preoccupa di applicare lo stesso trattamento agli attivisti internazionali che cercano di portare la loro solidarietà al popolo palestinese e affermare i diritti e il diritto. Così ieri ha trattenuto, maltrattato, espulso centinaia di queste/i attiviste/i – tra le quali anche una compagna di Atenei in Rivolta – impedendo loro di viaggiare per un territorio formalmente “autonomo” in realtà ancora sotto una vera e propria occupazione militare.
Altre centinaia di attiviste/i sono state/i trattenute/i nei loro paesi di provenienza dallo zelo indecente delle compagnie aeree obbedienti agli ordini israeliani.
Tra queste Alitalia, che ha impedito a diverse/i attiviste/i (tra le quali una compagna di Sinistra Critica) di imbarcarsi sui voli regolarmente acquistati. Mai infastidire Israele.
La cosiddetta “comunità internazionale”, l’Unione europea, il governo italiano sono complici - non silenziosi spettatori delle violazioni e della violenza israeliane. Ultimo esempio quello del “tecnico” Monti che non vede l’occupazione e la discriminazione contro i palestinesi e il Muro dell’Apartheid reso possibile anche dai finanziamenti europei (chissà se lo paghiamo con i nostri debiti pubblici???). [continua]

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